Educare

Un tè con Tata Lucia. Anzi un succo d’ananas

Sto camminando sotto il primo sole cocente di un giugno che ha tutta l’aria di portare l’estate tanto attesa.

Sono contenta, un pizzico emozionata e molto curiosa di conoscere l’icona della pedagogia, dell’educazione genitoriale, colei che è entrata con garbo, presenza e voce rassicuranti nelle case delle famiglie italiane elargendo consigli utili per riassestare gli squilibri in famiglia: miss Lucia Rizzi in arte Tata Lucia.

Mi è stato proposto di presentarla in occasione di un evento dedicato ai bambini qui a Pesaro e carpe diem, come si dice.

Arrivo puntuale e lei è nella hall dell’albergo, con il suo trolley e il savoir faire che ti aspetti. Con fare  naturale e gentile mi fissa negli occhi e mi stringe, vigorosa, la mano .

Prende in mano la situazione (è una donna di polso lei) e mi dice di avere bisogno di cinque minuti per sistemarsi e poi sarà  “tutta mia”.

Mentre aspetto seduta comodamente sul divano mi preparo la sfilza chilometrica di domande da farle. Insomma, mica capita tutti i giorni di avere a disposizione la tata più famosa d’Italia per un paio d’ore!

Ed eccola ritornare un po’ più rilassata e pronta per la nostra lunga conversazione.

«gradisce qualcosa da bere? Un tè freddo”»

«prendo un succo d’ananas, grazie»

Si respira un lieve fermento tra i dipendenti dell’albergo che ovviamente l’hanno riconosciuta e essendo più che sicuri di non essere notati hanno già  avviato il tam tam “o-cacchio-vieni-a- vedere-c’è-la-tata-lucia” con occhiate d’intesa e gomitate lampo.

Io mi sfrego le mani e do inizio a un discreto interrogatorio su l’essere genitori oggi, la differenza con quelli di ieri, perché mamma e papà  2.0 sono così lassisti, impazienti, nervosi, ansiosi, perché i figli così capricciosi,viziati, prepotenti, privi di soggezione, di rispetto, insonni, inappetenti o mangioni, maneschi, disubbidienti.

E ancora il rapporto di coppia, il senso della famiglia, l’organizzazione in casa. Sono un pozzo inesauribile di punti interrogativi e Tata Lucia me li  scioglie amorevolmente uno a uno.

Non basterebbero dieci post per parlare nei dettagli di tutto quello che lei ha messo in luce perciò, in sintesi, eccovi i punti che credo siano di interesse comune, molto comune…

 

 

1) Un bambino è potenzialmente in grado di vestirsi dall’età  di tre anni. Perciò la mamma e il papà  farebbero bene a stimolarlo all’autonomia. Un esempio? Aiutatelo a mettere i calzini infilando solo la punta nei piedini e poi ditegli di tirare, lo saprà  fare benissimo. Invece evitate di vestirlo di tutto punto nemmeno aveste un bambolotto inerme davanti a voi. Non avete tempo la mattina? I minuti sono contati? Vostro figlio gigioneggia con l’infilarsi la maglia, i calzoni, le scarpe? Se fate voi è meglio così tutto scorre più in fretta? Perché sennò il bambino ci mette un’ora a farlo? E fate passare un’ora.

2)     Vostro figlio dimentica sempre qualcosa nel suo zaino della scuola? La maestra vi cazzia e voi una volta a casa cazziate lui perché è un suo compito pensare alla cartella? Sbagliato. E’ colpa vostra. Allora la sera dedicate 10 minuti a preparare tutto l’occorrente per la lezione del giorno dopo assieme a vostro figlio, solo così riuscirete a trasmettergli il senso dell’organizzazione e della responsabilità .

3) Il bambino si rifiuta di andare in bicicletta senza rotelline? Voi siete più che sicuri sia pronto per farlo però lui proprio non vuole saperne? Rimettete le rotelline alla bicicletta. E’ evidente che non è arrivato ancora il momento e che voi avete una gran fretta di fare crescere vostro figlio. La stessa regola vale per tutte le altre cose che voi pensate siano giuste per lui.

4) I tempi sono cambiati, ora sono di moda gli happy hour e gli “apericena” (se becco chi ha coniato questo termine credo sarei capace di arrostirlo vivo e a fuoco lento) e molti genitori coinvolgono esageratamente i bambini in queste abitudini di coppia (non di famiglia, intediamoci bene) a cui non intendono rinunciare (soprattutto se mamma e papà  sono molto giovani). Poi però se vostro figlio a 14 anni pretende di andare al bar a farsi una birra non guardatelo come se aveste davanti a voi Charles Bukowsky imberbe.

5) L’ora della nanna. Il bambino deve andare a letto presto. Punto. Tra le 20.30 e le 21.00. Aripunto. Necessita fisiologicamente di 10/11 ore di sonno ed è in perfetta sintonia con il ciclo giorno/notte.

6) Dopo i tre anni il bambino non ha più bisogno di fare il pisolino pomeridiano. Anzi, se non lo fa è meglio altrimenti dormendo due/tre ore il pomeriggio poi la sera prima delle 22.30/23.00 non chiude gli occhi e la mattina per svegliarsi è un dramma per la famiglia intera. Se poi va a scuola il suo apprendimento viene compromesso poiché il livello di concentrazione in un bambino che va a letto tardi la sera è bassissimo. E il rischio di stress e svogliatezza altissimo.

7)     Il bambino non mangia. E qui, cari miei, siamo al limite della follia. I genitori non se ne fanno una ragione, il livello d’ansia a tavola è peggio di quello di un soldato in trincea pronto all’attacco. C’è una frase che dovremmo segnarci da qualche parte e ogni tanto leggerla per vedere la luce in fondo al tunnel: “un bambino che non mangia, mangiò o mangerà “. Devo aggiungere altro?

8)     Centellinate il tempo della tv. Mezz’ora al giorno è più che sufficiente e se riuscite a condividere i cartoni animati con il vostro bambino è un bel momento da trascorrere insieme. Così la televisione acquista un senso maggiore e una sua utilità .

9)     Gli elettrodomestici hanno tolto il privilegio di stare in famiglia. Un tempo la mamma mentre lavava i piatti ascoltava i figli ripassare storia, o faceva con loro qualsiasi altra cosa rafforzasse il rapporto genitori-figli. Visto che la comodità  della lavastoviglie ci ha tolto questa intimità  sforziamoci di concederci almeno, per un quarto d’ora, un momento di dialogo per creare valore in famiglia e gettare solide basi nello spirito dei nostri bambini.

10) Il bambino sta imparando a camminare e voi pur di non farlo cadere siete disposti a rischiare più colpi della strega a forza di stare piegati a novanta gradi su di lui? Niente di più sbagliato. Permettetegli di respirare e perché no di cadere. Lui si rialzerà  e avrà  un maggiore  senso dell’indipendenza. Che lo porterà  a costruire una solida autostima.

 

 

Le due ore sono passate in un lampo.

Il succo d’ananas nel frattempo è arrivato ma è stato abbandonato sul tavolino per le chiacchiere e la passione smisurata di Tata Lucia in quello che fa.

Siamo uscite pronte ad affrontare il delirio dei suoi fan.

Che, assicuro, è ai confini della realtà .

Articoli correlati

Etichette
Vedi altro

Deborah Papisca

L'avvento dell'era dei blog e dei forum forgia la sua fortuna permettendole di realizzare il sogno di una vita: vedersi pubblicare un romanzo. 'Di materno avevo solo il latte' è uscito il 10 maggio 2011 e sembra avere valicato i confini delle sue aspettative oltre ad averla finalmente conclamata scrittrice ufficiale. Continua a leggere

13 Commenti

  1. Beh, che dire, la Tata Lucia e’ la Tata Lucia… penso di non aver perso una puntata in cui fosse lei a partire per la missione… :))
    Nonostante l’apparente “rigidità ” dei suoi consigli/metodi, sono tutti concetti che ritengo giusti. Vero e’ che non ci sono mai ricette sempre vere e uguali per tutti, ma se a guidare l’educazione dei figli e’ il buon senso, ci si rende benissimo conto che tutto quanto Tata Lucia professa e’ vero… :)) e sono sicura che i risultati si vedono nel tempo… non ce la faro’ mai a seguire TUTTO in maniera cosi’ ligia, ma sono sicura che il tentativo vale… 😉

    Pensa invece che io ho avuto il piacere, un annetto fa, di averla tutta per me a cena la Tata Lucia!!! :))) altro che succo… me la sono spremuta come un’arancia… ma devo dire che, come hai sottolineato tu, lei ha risposto alle mie domande con passione ed interesse per l’argomento e non tanto per farmi tacere… 😉

  2. Carissime io vedevo SOS Tata già  prima di avere Tommaso e devo dire che mi ha salvata davvero!! Ho letto anche fate la nanna ed ho mixato il tutto, tommy ha dormito da solo nella sua stanza al buio con la porta chiusa al piano di sotto, da quando aveva 4 mesi e nn ci sono mai divo mai problemi, lui si addormenta da solo gli leggiamo la favola poi la buona notte si chiude la porta ed e fatta alle 20/ 20:30 dorme ora ha tre anni e si addormenta alle 20:30/ 21.
    Di consigli noi genitori ne abbiamo sempre bisogno tutto sta nell’adattare le regole generiche a nostro figlio, come diceva il conte Max ” ‘na caccola”

    1. infatti occorre creare un mix di consigli che si adattino al genitore perchè è vero che ci sono regole fisse da seguire ma è anche vero che le dinamiche in famiglia sono diverse. Però devo ammettere che la regola della nanna a mio parere è universale!!!

    2. sai Barbara, in realta’ il rigore e l’autorevolezza (come la chiama la cara Tata) ci stanno tutte. le ‘regole’ anche e soprattutto forse la coerenza educativa… ma una cosa che non sono mai riuscita a fare (ed onestamente non me ne pento) e’ far piangere un bimbo piccolo per farlo addormentare da solo… ho letto estivill e fate la nanna, ma da subito ho capito che quel mix di regoline con tanto di orologio alla mano non si adattavano al mio modo di essere. La convinzione che il pianto di un bambino (sotto l’anno almeno) sia comunque sempre un segnale da ascoltare, mi ha fatto odiare Estivill… le 8.30-9.00 sono rimasti sempre il mio orario nanna (e qui sgarro poco), ma l’addormentamento da sole le mie figlie l’hanno provato solo quando si sono sentite pronte… dormire sempre nel loro letto, questo si’, ma finche’ ne hanno avuto bisogno, con me a fianco. E’ vero che bisogna dare ad un figlio cio’ di cui ha bisogno e non quel che chiede, ma in quel momento, secondo me, avevano bisogno di raggiungere la loro autonomia… le credo di avergli dato stando vicino a loro. 🙂

      1. sante parole Titti 😉 anche io non sono per fare sgolare un bambino peraltro alcuni studi recenti sostengono che fare piangere a lungo un bambino provochi in lui un livello di stress non indifferente che lo renderà  un adulto facilemnte stressabile, ma guarda un pò…

  3. Grazie del post, avendo un figlio di 10 mesi non sono riuscita ad arrivare in tempo per ascoltarla, sono arrivata alla fine e l’altro figlio di 5 anni è voluto comunque correre a salutarla. La stimo molto per la passione che ci mette nel lavoro che fa; ho seguito tutti i suoi consigli e credo che quello più importante che da sempre sia comunque quello di ricordarsi ogni giorno di essere una Coppia e una Famiglia 😉

  4. Posso dirlo senza essere linciata? a me Tata Lucia mi sta sugli zebedei. E pure parecchio. Ritengo, se non fosse che siamo in Italia, che sarebbe ora andasse in pensione. Grazie a Dio la pedagogia si è evoluta dalle ultime guerre puniche.

    1. Su fb molte hanno espresso il tuo stesso parere nei riguardi di Tata Lucia e delle sue proposte pedagogiche e quindi non ti preoccupare che non ti lincia nessuno 😀 Anzi!
      Ben venga che ci siano pareri contrari!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to top button

Rilevato Adblock

Disabilitando Adblock ci aiuti a mantenere in piedi il nostro progetto. Grazie!
X