Un sonaglino per rivivere la magia dell’infanzia
Arriva la bella stagione e siamo tutti felici.
Tranne me che almeno per i primi giorni di cambiamento climatico mi ritrovo a fare i conti con il cambio degli armadi, che se c’è una cosa che odio in modo smodato è proprio quella di armeggiare con maglioni di lana, cappotti, tirarli fuori, ammucchiarli a catasta sul letto e andare in crisi perché non so da dove iniziare, e soprattutto chiedermi se quel capo che se ne sta da almeno un paio di anni a subire transumanze stagionali da un armadio a un altro, mi decida a metterlo o buttarlo via.
Poi ci si mette anche mia madre che grazie alla sua patologica tendenza a conservare qualsiasi cosa perché “poi, dai è un peccato che è un ricordo” mi lancia un s.o.s. disperato per andarla ad aiutare a smaltire l’impossibile.
Ogni volta è un rimprovero da parte mia e puntualmente la minaccio di sbarazzarmi di tutto quanto quando trapasserà a miglior vita.
Dopo ovviamente aver soffiato le sue 120 candeline.
Perciò piuttosto preferisce eliminare lei personalmente le sue cose e dire loro addio “guardandole negli occhi” invece di farlo fare alla sua ingrata figlia sprecona.
«Non vorrai mettere via pure questo?!»
Mia madre mi mostra un oggetto che lì per lì non riesco bene ad identificare poi avvicinandomi lo riconosco subito: il mio sonaglino.
Quello rosa con la maniglia in gomma e con la testa di orsacchiotto dall’espressione ormai stanca data l’usura del tempo.
I tratti del suo musetto sono quasi scomparsi ma il suo sorriso mi torna subito in mente, come mi ritorna in mente di averlo sbatacchiato e lanciato in ogni angolo del mondo, di averlo preso a morsi a causa dei miei dentini in crescita, di averlo coperto di saliva, leccato come un gelato e tenuto stretto durante le mie nanne.
Il mio piccolo grande oggetto transizionale che avevo lasciato nei cassetti di una memoria ormai lontana, il mio migliore amico di quando gattonavo.
Lo annuso e sento lievemente il suo profumo di passato, di quei tempi meravigliosi fatti di coccole, versetti e tanto ma tanto amore.
«No mamma.
Questo no.
Anzi me lo porto a casa.
E grazie, sei la mia accumulatrice seriale preferita”»
Post Sponsorizzato da Fisher Price e il suo progetto Primi Sorrisi
