Educare

Un mattoncino Lego-base, fondamenta della vita

mattoncino-Lego

Mi piacerebbe scrivere un post intelligente. Uno di quelli che fanno ridere o piangere, a seconda.

Di quelli che siano in grado si smuovere qualcosa nel cuore e nella testa delle mamme e dei papà , divertendoli, facendoli riflettere e provocandoli, magari indignandoli anche un pò.

Ma ahimè, non ho nulla di tutto ciò da dire. Stupiti? No, dai…non penserete mica che noi mamme blogger abbiamo sempre qualcosa di interessante da raccontare, che valga la pena di leggere, vero?

Molti dei nostri giorni sono privi di ogni spunto ed ispirazione. Di certi giorni non varrebbe proprio la pena di dire nulla e solitamente, quando non si ha nulla da comunicare, sarebbe meglio tenere la bocca chiusa e le dita lontane dalla tastiera.

Ma la vita è fatta anche di questi giorni in cui non succede nulla di particolare, se non un susseguirsi di eventi assolutamente normali, banali, ripetuti e ripetitivi che non fanno notizia.

Del tipo:

«Come è andata oggi? »

«Si…bene…tutto normale…nulla di speciale”»

 

Ieri, per esempio.

Sveglia alla solita ora.

Scuola.

Pranzo.

Pomeriggio di giochi e qualche capriccio.

Cena.

Libro della buona notte.

Nanna.

 

Chi di voi non ha avuto almeno una giornata così? Si perché diciamocelo, la vita di un genitore è fatta anche (spesso) di monotonia, di anonimi mattoncini del Lego-base che devono essere usati prima di inserire i pezzi speciali.

Alle volte questi mattoncini, sono frustranti, fastidiosi, svilenti e si vorrebbe tanto poter maneggiare ed inserire solo i pezzi speciali, quelli tagliati su misura per il modellino che si sta costruendo.

Eppure, senza quei mattoncini noiosi, del pezzo speciale non te ne fai nulla perché da solo non ha ragione d’esistere.

Invece i mattoncini base sono plasmabili, adattabili, flessibili, così come certe giornate in cui il ripetersi continuo di attività  conosciute e per nulla elettrizzanti, è in realtà  un insieme di momenti preziosi che costruiscono le nostre famiglie.

Se non ci fossero le giornate/mattoncini Lego-base, le nostre vite famigliari sarebbero entusiasmanti/pezzi Lego-speciali, ma sarebbero anche inesorabilmente incomplete ed inutili.

Ecco.

Mi piacerebbe tanto scrivere un post intelligente, con un filo logico importante.

Un post che sia pieno di bei ragionamenti.

Un post che spieghi  un po’ di tutto, e un po’ di niente.

Ci sono riuscita? Non so. Forse si, forse no…iata tta ta…iata tta ta

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Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

8 Commenti

  1. Ciao Enrica, mi è piaciuto veramente tanto il tuo post, mi ritrovo in tutto e mi faccio anch’io spesso delle domande… a volte mi sembra di essere in attesa di … bho… qualcosa!!! invece, poi, mi rendo conto che anche se la “monotonia” è presente, è sicuramente piena e ricchissima di sfumature colorate che mi riempiono la giornata e il tempo passato con MIO FIGLIO!!! grazie

    1. Grazie Federica!
      E` vero, anche io spesso ho vissuto giorni interi aspettando che la vita, quella interessante, cominciasse… poi mi sono resa conto che la stavo già vivendo 🙂

  2. Sono rimasta senza parole: mia figlia con tutto quello che ha comportato mi ha insegnato proprio questo
    certo dopo un lungo cammino fatto anche di sofferenza
    ma ne è valsa la pena,
    per lei che è una meraviglia
    e perchè nient’altro sarebbe stato in grado di insegnarmi qualcosa che era da sempre al di fuori della mia mentalità 
    ovvero l’importanza del giorno per giorno
    anche se qualche volta un viaggio, una mostra, un laboratorio particolare ci vogliono per smuoversi dalla routine
    adesso so però che questo “straordinario” serve solo se aiuta a valorizzare il quotidiano!!!altrimenti diventa solo una “fuga” che lascia l’amaro in bocca

    1. Ecco, bravissima Silvia! E` proprio cosi`: lo straordinario se è una fuga da cio` che non si accetta, è solo una pezza che non lascia molto se non tanta insoddisfazione.

    1. NO. O si torna a Sydney o di traslochi non ne voglio più sapere. E per inciso.. “se” è cosi` per dire… quando si torna a Sydney sarebbe più corretto 🙂

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