Salute

Un amore di sorriso

Sull’argomento denti devo ammettere di saperne qualcosa grazie al mio curriculum di prestigio: 10 volte vincitrice al Festival della carie, 4 nomination al Granuloma award e innumerevoli Premi della critica per “l’apparecchio ai denti modello baffo”.

Posso commentare con un “˜sticaxxi’?

Mi sono dimostrata una bimba prodigio fin dalla tenera età . Otto anni per la precisione, periodo in cui ho provato l’ebbrezza dello starmene seduta nella sala d’attesa dello studio dentistico a respirare ansie, espressioni terrorizzate e rumori insidiosi di trapani e tubi aspiratori di saliva. Senza contare la pazienza e la delicatezza di cui erano dotati un tempo i dentisti. Stessa di quello del film “Il maratoneta”.

Con il mio passato sinistramente memorabile in tema di cure ortodontiche non potevo che trasformarmi in una fissata nei riguardi dei dentini della gnoma. Che sono un amore, in particolare i suoi incisivi superiori distanti l’uno dall’altro abbastanza perché un autoarticolato ci possa passare in mezzo senza problemi.

Fin dall’era del “˜gattonaggio’ Camilla si è resa conto di cosa fosse uno spazzolino. Era forte il desiderio di sensibilizzarla subito alla pulizia dei denti malgrado avesse solo degli spunzoni che si affacciavano  timidi dalle sue gengive. A parte l’uso alternativo che ne faceva (lo considerava un batocchio con cui colpire qualsiasi cosa trovasse a portata di manina, compreso il mio occhio sinistro che per la botta ricevuta con l’arnese utile a rimuovere placca e tartaro in quell’occasione ho creduto mi avesse rimosso pure la retina),  l’atipica familiarizzazione con lo spazzolino è comunque servita a convincere Camilla a lavarsi regolarmente i denti dopo i pasti principali o dopo avere assunto quantità  industriali di zucchero a merenda.

Perciò sono soddisfatta del mio operato (anche se il mio occhio sinistro va in stato di shock alla vista dello spazzolino con le principesse Disney). Oddio, non che la cosa sia così semplice come la sto descrivendo, eh?

Non farò la splendida (per chi non sapesse chi è una splendida significa che non ha letto il mio romanzo. E non aggiungo altro!) e confesserò che cosa sono costretta a fare ogni cacchio di sera per fare lavare le “˜zeppette’ a Camilla.

«dai Cami a lavare i dentini, forza»

«Cami, scusa, hai sentito che ha detto la mamma, sì?»

(poi sul fatto che tuo figlio non ti calcola di striscio ne parlerò abbondantemente in seguito,ndr)

«sì, però tu mi racconti dei mostriciattoli»

«ok”»

Se frenassi la fantasia e impartissi semplici ordini sarebbe meglio. Invece no, a me viene in mente “˜st’idea che la carie è un gruppo nomade di minuscoli mostriciattoli blu che hanno piantato le tende tra i denti di Camilla.

«Adesso cosa dicono?!» la gnoma sta facendo vedere ai suoi denti lo spazzolino.

«No, no, nooooo! Ragazzi Camilla si sta per lavare i denti! Fuggiamo!!!»

«Le tende le stanno portando via? Mammi? »

«Prendete le tende!!! Via, via”»

«E anche gli zaini, mammi

«Gli zaini. Vi siete dimenticati gli zaini. E adesso chi torna indietro, eh???»

«I giubbotti dei mostriciattoli l’hai detto?

«Prendete giubbotti in pelle, ecopelle, scarpe con stiletto, plateaux, tacco rialzato internamente, sciarpe corte, a triplo giro, cappelli, guanti di lana in cotone e in microfibra. Tu. Sì, dico a te. Cosa stai facendo ancora lì, tra il canino e il premolare? Prendi la tua roba e vattene!»

La gnoma infila divertita lo spazzolino in bocca.

«Adeffo “˜ammi cofa “˜icono?»

«Oooooo.ddio. NO! La schiuma bianca ci ucciderà  tutti!!!

Dalla fase rimozione si passa a quella preferita dalla gnometta: il naufragio dei mostriciattoli. Ossia “forza, sciacquati la boccuccia”

«E adeffo? “˜ofa “˜fuffede? “˜ammi??»

«glu, glu, glu”aiut”ateci”sti..a”mo”af”fo”gannnnnn”d”oooooo”»

Camilla ripone con orgoglio l’arma di guerra e se ne va a letto con un bel sorriso smagliante.

 

Ti lascio con 4 dritte della mia dentista:

 

  1. non fare lavare a tuo figlio i denti subito dopo aver mangiato. Aspetta almeno 20 minuti per dare tempo alla saliva di svolgere una azione antibatterica;
  2. Fagli bere un bel bicchiere d’acqua così gli riequilibri il ph della bocca;
  3.  Non dolcificargli il ciuccio con miele o zucchero;

 

Per qualsiasi tipo di violazione di domicilio da parte di entità  bluastre nella bocca di tuo figlio ti concedo il copyright…

 

 

 

 


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Deborah Papisca

L'avvento dell'era dei blog e dei forum forgia la sua fortuna permettendole di realizzare il sogno di una vita: vedersi pubblicare un romanzo. 'Di materno avevo solo il latte' è uscito il 10 maggio 2011 e sembra avere valicato i confini delle sue aspettative oltre ad averla finalmente conclamata scrittrice ufficiale. Continua a leggere

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