Diario OasiEducare

Tiriamo le mamme giù dal piedistallo, per favore!

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In questo post io mi lamenterò e mi sfogherò, siete avvertiti.
Oggi ho letto questa frase: “Le mamme sono le colonne portanti della famiglia. Amano senza pretesa, donano senza inganno, soffrono in silenzio e sono sempre pronte a perdonare“.
Una frase molto bella che mi ha commossa un po’ fino a che il mio cervello non si è focalizzato sul significato dietro queste parole.

Ma dove sta scritto che solo le mamme sono tutto questo? E` vero, la mamma è sempre la mamma. E` vero, li portiamo 9 mesi in pancia noi e per 1 minuto di gloriosa goduria paterna, siamo noi a scodellarli nel dolore.
E` vero, è vero… ma anche no.

“Le mamme sono la colonna portante della famiglia perché amano senza pretesa.”
Perché invece i papà imbrogliano?
“Le mamme donano senza inganno”, mentre i papà che fanno, pigliano per il culo? E le volte che ho barato sul numero di biscotti da spartire con i miei figli che non sapevano ancora contare, fregandomene di più? Giusto per dirne una innocua.
Ma la parte che maggiormente mi ha dato fastidio è “Le mamme soffrono in silenzio”, affermazione che ha tragicamente del vero.
Se si parla di dolore fisico concordo anche: è risaputo che i papà, in quanto uomini, riescono a regalare al pubblico riluttante di casa una performance da Oscar della morte del cigno per raffreddamento e flatulenza.

Qui però, si fa riferimento alla sofferenza emotiva e mentale ed è tutto un altro paio di maniche.
La mamma/donna che soffre e tace perché intrinsecamente altruista e pronta ad immolarsi per gli altri è una figura splendida, ma un po’ troppo vicina a quella di un martire per i miei gusti.
Io ho firmato per essere mamma non una domestica Giovanna D’Arco, con il grembiule e il mestolo in mano!
Sono certa che di mamme così, genuinamente altruiste, completamente pronte a donare tutto, silenziose nel loro dolore, ce ne sono state miliardi e ce ne sono ancora.
Mi chiedo però se sia giusto dare per scontato che sia questa la figura di madre a cui fare riferimento.

Ma perché una mamma deve soffrire in silenzio? E se non lo facesse e chiedesse invece aiuto? E se parlasse, mostrando ai figli che comunicare un disagio è l’inizio del processo per risolvere alcuni problemi in una famiglia e così facendo insegnasse loro a sviluppare l’empatia nei confronti degli altri?
Perché per quanto una mamma che soffre in silenzio fa tanto Libro Cuore, mi chiedo se poi non si rischi di allevare figli indifferenti e insensibili che un giorno diventeranno adulti bastardi.

Metti il caso di una neomamma che precipita nel buco nero della depressione post parto. E` stata cresciuta con la romantica idea che si soffre in silenzio per il bene dei figli. Poi un giorno sbrocca e magari commette un atto drammatico.
E tutti a piangere, a puntare il dito, a sospirare addolorati e a farsi domande del tipo “Ma come è possibile?”.
Magari se la suddetta mamma fosse stata incoraggiata ad aprirsi, avrebbe chiesto aiuto prima.

Cosa voglio dire con tutto questo? Che alle volte si dicono una montagna di puttanate e di frasi zuccherate da diabete fulminante per descrivere maternità, figli, famiglia e genitorialità in generale.
Certamente amiamo i nostri figli alla follia. Ma anche no.
Non prendiamoci in giro! Ci sono genitori che sono tali solo perché sono in grado di secernere liquidi e cellule che biologicamente combinati producono un essere vivente e poi finisce li.
Ma senza arrivare a questi estremi (più comuni di quanto si pensi, purtroppo) la stragrande maggioranza di noi non ha la più pallida idea di cosa fare una volta che il pupo è nato.
Brancoliamo nel buio, nonostante abbiamo letto milioni di manuali su come diventare il genitore perfetto. Ci sentiamo inadeguati di fronte ad una società che vuole assistere allo sfoggio dell’istinto materno, che da per scontato che la mamma è l’angelo del focolare mentre il padre oscilla tra la figura del protettore/padre/padrone e quella dell’imbranato/incompetente/ma mammo tanto dolce.
Ma smettiamola di dire ‘ste idiozie, scardiniamo gli stereotipi e cominciamo a dire la verità: noi mamme amiamo i nostri figli e facciamo del nostro meglio, anche se a volte li vorremmo strozzare, letteralmente. Li cresciamo con le migliori intenzioni, anche se rubiamo loro le caramelle quando non vedono. Li proteggiamo come possiamo, anche se continuiamo a dare loro la colpa se la mattina sembriamo le sorelle di Nosferatu, quando invece è stato un bicchiere di vino di troppo la sera prima.
E infine: a volte le mamme sono in realtà dei bravissimi papà.
Non so se mi sono spiegata. Quello che voglio dire è che va bene celebrare la mamma, ma non creiamo aspettative scomode, spargendo menzogne infide perché a metterla su un piedistallo, se dovesse cadere (e prima o poi si cade, fidatevi) si farà più male che se avesse i piedi per terra.

P.S. Io non perdono.

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Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

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