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The Let Down: la serie che parla davvero delle mamme di oggi

The Let Down è la serie tv australiana trasmessa in Italia su Netflix che parla di maternità senza filtro. 

Immaginate di essere stanche morte. Di alzarvi  5 volte di notte per allattare e di ritrovarvi chi sa come nella culla del vostro neonato perché lui intanto dorme nel lettone  (e non ci ricordate minimamente come abbia fatto ad arrivarci). Avete  i capelli che sanno di vomito di lattante, i vostri amici child free vi evitano come la peste o vi guardano con compassione e il sesso con il vostro partner…oddio che sesso?

the let down 2

Ma com’è che la maternità viene invece descritta come la più bella forma d’arte dell’essere umano? Perché non vi dicono quanto sarà dura e snervante? Certo, è anche terribilmente bello avere a che fare con una persona nuova. Eppure raccontano solo il lato A della cassetta (oddio come sono antica). E quello B, quello che di solito tutti si dimenticano  pensando che non vale la pena ascoltarlo, che fine fa?

È proprio sul b side – dove per la cronaca sono stati piazzati brani entranti nella storia della musica come We Will Rock You dei Queen o I Will Survive di Gloria Gaynor- che si basano le vicende di The Let Down, una nuova serie australiana sulla maternità sbarcata su Netflix lo scorso aprile e già approdata.
La protagonista è Audrey, interpretata da Alison Bell (che ne è anche l’autrice assieme a Sarah Scheller), che si ritrova mamma di una bimba di 2 mesi, Stevie (“Non come Stevie Wonder, semplicemente Stevie”) ed è in un frullatore come testimonia la sua capigliatura sempre incasinata. Per trovare supporto va ad un gruppo di auto aiuto dove trova delle mamme che apparentemente vogliono mostrarsi perfette (mentre Audrey mostra da sempre la sua simpatica emotività) ma che poi nascondono tutte un “segreto”.

C’è la mamma che soffre di incontinenza post parto, quella che lo è diventata con un donatore di sperma e che non riesce a gestire la situazione, la mamma a tempo pieno che viene schifata dalla maestra perché pensa che fare la madre non sia un vero lavoro, quella che fa fare tutto al marito ma che poi si arrabbia se fa troppo il padre.
Il tutto viene raccontato con tenerezza ed ironia: esiste troppa retorica sulla maternità e al tempo stesso si rischia di essere eccessivamente pedanti su temi importanti. Qui invece si è trovato il giusto equilibrio: Audrey è una mamma come tutte noi, non è una macchietta, non si ricorda le cose, vorrebbe tornare a lavorare, arranca e in tutto ciò cerca di essere il meglio per sua figlia . È anche le altre madri possono essere dei nostri: imperfette, scarabocchiate, ma vere. E questo, quando si parla di maternità non è mai per scontato.
Io lo consiglio a tutte.

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