Notizie

Sparisce la distinzione di genere nei negozi per giocattoli

maschi-femmine

La famosa catena di negozi di giocattoli Toys “R” Us in Inghilterra ha accolto la proposta del gruppo “Let the Toys be Toys“ (lasciate che i giochi siano giochi), decidendo di eliminare la classica segnaletica che distingueva le aree per i giochi da maschi e da femmine.
Il gruppo “Let toys to be toys” sostiene che il tempo della divisione per genere è finito: crescere con l’idea che alcuni giochi siano per l’altro sesso e non per il proprio è altamente limitante per la fantasia e la capacità  di autoesprimersi che i bambini dovrebbero imparare ad avere fin dalla più tenera età .
In pratica nei negozi sono spariti i classici colori “blu” e rosa” sostituiti da “rosso” e “bianco”; le segnaletiche “boys” e “girls” non sono più utilizzate, lasciando quindi i dipartimenti divisi per tipologia di giocattolo piuttosto che per genere.

Se ci penso devo ammettere che i miei genitori hanno precorso i tempi senza saperlo. La loro politica era “Gioca con ciò che ti diverte”. Il che ha implicato qualche bambola, poche barbie, tantissimo Lego, qualche macchinina e il mio super Mazinga Z-spara missili.

Nonostante sia cresciuta con la consapevolezza che con le bambole ci giocavano le “femmine“ e con le automobiline i “maschi“, la cosa non mi ha mai veramente limitata, anche perché con il 90% del parentado fatto da cugini maschi che passavano in eredità  vestiti, libri, giochi e biciclette da cross, non è che avessi molta scelta. Oppure ne ho avuta molta di più che tante mie coetanee tutte “rosa e fiori”?

Ora come madre di due bambini ho la casa piena zeppa di “robe da maschi” che però non disdegnano affatto di giocare con il  set di pentolini da cucina dell’IKEA, dilettandosi a preparare succulenti pranzetti “immaginari” per mamma e papà .
Quando poi si va a giocare da amici che hanno figlie femmine, ho notato con piacere che sia Matteo che Davide giocano con bambole e indossano ali da farfalla, partecipando volentieri al divertimento delle loro amiche.

E voi come la vedete la questione di divisione di genere dei giochi? Come indirizzate i vostri figli nella scelta?

 

Articoli correlati

Etichette
Vedi altro

Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

7 Commenti

  1. Ho parecchie amiche con figli. Ne vedo molte comprare giochi di genere a prescindere, perchè la femminuccia deve avere la lavastoviglie (che a me sembra poi esagerata per altri mille motivi, ma è un altro discorso) e il maschietto deve avere la macchinina? Lo ammetto: mia figlia ha un harem di bambole, il lettino per le bambole, l’armadietto per i vestitini, il set per preparare la pappa. Ma anche un bidone di costruzioni, 2 macchinine e pupazzi “unisex”. Raramente le ho comprato giochi tanto per e di mia scelta. La maggior parte di quello che ha lo ha scelto lei, colori compresi. E’ un caso che il suo colore preferito sia il rosa? Forse no, perchè il mercato è quello che è, ma in fondo che male c’è? Si arrampica ovunque e fa anche la mammina. Mi pare che si regoli da sola 😉

    1. Ed è un bene che si senta libera di scegliere cio` che la diverte… ma come dicevo prima, cosa succederebbe se fosse un maschietto a chiedere alla mamma di comprare una maglietta rosa o una bambola con ogni accessorio?

  2. Se li porto in negozio di giocattoli o semplicemente al reparto giochi del supermercato, lascio scegliere a loro cosa comprare per il loro divertimento,unico requisito che non deve essere un gioco pericoloso tipo armi giocattolo con cartucce esplosive o proiettili e oggetti che partono a velocità  considerevole.
    La trovo una idea veramente ottima, alla fine ci sono bimbe che giocano con le macchinine e bimbi che giocano con la barbie proprio perchè la fantasia non ha limiti!

    1. C’è chi invece inorridisce caro Andrea. E non per le bambine che giocano con la macchinina, loro sono “cool”. Inorridiscono, storcono il naso e fanno commenti imbarazzati di fronte ad un bambino che gioca con le bambole o che si veste dafatina. E` una reazione che comprendo ma che mi urta immensamente. Forse perchè Davide, mostriciattolo folle qual’è, è anche capace di giocare con la sua amichetta del cuore travestendosi come fa lei.
      Io vedo un bimbo che si diverte, che partecipa, che interagisce. Gli altri vedono un potenziale giovane omosessuale e tremano pensando a come impedire che una tale “malattia” possa contagiare.

      1. Il problema delle persone che pensano che l’omosessualità  sia una malattia è sicuramente importante da combattere, ma non credo che abbia radici nei giochi dell’infanzia. Soprattutto ora che i bimbi vedono sia le mamme che i papà  curare i neonati! Sono sempre stata convinta che i bambini imitino semplicemente le persone con cui stanno più a contatto. E’ naturale per tuo figlio seguire nei giochi una bimba che è forse più trascinatrice, come lo è per la mia copiare quella scimmietta arrampicatrice che è il suo “fidanzato”. Il quale, a sua volta, le prepara squisiti manicaretti “finti” e le offre di continuo il caffè. Non vedo assolutamente il nesso tra giochi di ruolo e sessualità  in un’età  così pura. Non c’è malizia nei bambini, chi lo pensa è davvero fuori strada secondo me. E bisognerebbe far capire a queste persone tanto intolleranti che, anche se di omosessualità  si trattasse, non sarebbe curabile con nulla. Tantomento con il voler inculcare una personalità  diversa dalla propria. Ne crescerebbe solamente un adolescente frustrato. Di esempi di ragazzi omosessuali che non si sentono accettati se ne sentono sempre di più, non sono sufficienti?
        Ad ogni modo, secondo me, già  il fatto che se ne parli è indice di un cambiamento. Ma, soprattutto, sento tante mamme che raccontano episodi del genere e il commenti negativi, mi sembra, vengano più dalle generazioni dei nonni. Ci sono sicuramente ancora tante persone giovani che hanno questo limite mentale ma, per fortuna, trovo che siano sempre meno.

        1. Penso ci siano due questioni sullo stesso piano: una dei ruoli e l’altra dell’orientamento sessuale. Due facce della stessa medaglia.
          Sono totalmente d’accordo con te Camilla nel sottolineare quanto futile e anzi, deleterio sia considerare l’orientamento sessuale di una persona come una malattia… sarà che vivo in una zona degli States dove la mentalitàè profondamente conservatrice e puritana…

  3. bhe! Enrico è sempre andato pazzo per la sua mini cucina…. Cmq in Uk diciamo che anche prima di Toys non è che ci fosse una grossa distinzione: qui Peppa Pig e Bob the builder ad esempio sono sempre stati considerati generic per cui ci sono maschietti che amano il maialetto e femminucce che possiedono una intera collezione di macchinari in miniatura…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to top button

Rilevato Adblock

Disabilitando Adblock ci aiuti a mantenere in piedi il nostro progetto. Grazie!
X