Cronache Americane

Sospeso da scuola per aver portato l’Anello di Sauron

scuola

Ci sono luoghi qui negli Stati Uniti che mi lasciano a bocca aperta per molteplici motivi. Scenari e paesaggi mozzafiato, personaggi famosi che hanno fatto la storia del mondo, una società piena di contraddizioni ma estremamente affascinante e viva.

Poi rimango a bocca aperta anche per gli idioti.

Questi, ad essere sincera, sono una razza piuttosto comune che non si identifica sotto alcuna bandiera e nazionalità specifica ma che ammorba il pianeta in maniera, ahimè, democratica.

Perché sono così caustica? Perché leggo certe notizie e mi rendo conto di come la frase “fuga di cervelli” a volte dovrebbe essere intesa letteralmente, ossia in alcuni casi i cervelli scappano proprio lasciando alle spalle un guscio vuoto, vagamente senziente, strettamente imparentato con amebe ed altri protozoi.

Si lo so, sto rincarando pesantemente la dose ma aspettate che vi racconti il fatto poi mi dite voi.

In Texas, in una scuola elementare, un bambino di 9 anni è stato sospeso perché ha portato in classe l’anello del potere di Sauron (il gadget ovviamente) del film “Lo Hobbit – Il Signore degli Anelli”, minacciando un compagno che lo avrebbe assoggettato grazie alla magia.

La preside della scuola ha classificato il comportamento come pericoloso e istigatore alla violenza, addirittura paragonabile ad un atto terroristico.

Il bambino non è nuovo alle sospensioni perché per ben due volte ha, con il suo comportamento disdicevole, messo in “pericolo” la sicurezza della scuola.

Una volta perché ha chiamato un bambino nero… bambino nero. |(badate, non “negro”), mentre la seconda volta perché ha osato portare in classe il libro “Il grande libro della conoscenza” pensando di fare cosa giusta visto che l’insegnante parlava di sistema solare e universo. Peccato che nel libro ci fosse anche la sezione dedicata al corpo umano e in alcune illustrazioni si poteva vedere uno schema di una donna incinta.

La tentazione di mollare qui il post, lo ammetto: di fronte a certe prese di posizione, soprattutto trattandosi di una scuola, mi sento personalmente offesa.

L’apoteosi della diseducazione, confezionata con perbenismo, ipocrisia e mentalità retrograda e poi ci si aspetta che questi bambini vadano nel mondo e contribuendo a renderlo un posto migliore.

Ecco, mi fermo qui, a voi la parola.

 

 

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Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

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