Educare

Natale in famiglia. E io già  tremo.

 

Non vogliatemene ma io il giorno di Natale proprio non lo reggo.

Giusto per tre  motivi:

1. Il pranzo in famiglia. Non che sia refrattaria a stare con i miei parenti. Anzi, sono felice che almeno una volta all’anno, possa ricongiungermi a loro, riuscire a guardarli negli occhi e scambiarci due sane chiacchiere e risate. Il problema è la quantità  vergognosa di cibo che viene preparato. Nemmeno fosse l’ultimo pasto di un condannato nel braccio della morte. Che poi di morte si può parlare visto che dopo avere divorato cappelletti in brodo, lasagne, tagliatelle fatte in casa, mezza fauna cotta al forno con contorno che pare tua madre abbia svaligiato l’intero reparto della verdura di un iper, e infine torroni, panettoni e pandori a pacchi, ti senti a un passo dalla fossa. Poi di prassi tutti sbracati sul divano in fase postprandiale a boccheggiare e invocare una carovana di diger selz.

2. Tombole, Mercante in fiera e altri giochi diabolici. Dopo l’abbuffata sono d’obbligo. Cioè, non ci si può esimere da un partita a tombola che oltre a seguire -tra grida di bambini e chiacchiericcio degli adulti- le tue cartelle devi buttare anche un occhio a quelle di tua nonna che con i fagioli ha coperto tutti i numeri tranne quelli chiamati.

“Cinquina!”

Ehm, no nonna, hai appena fatto ambo, la cinquina è stata gridata dalla tua bisnipote due ore fa che per poco non ci manda sull’orlo della sordità .

Poi è il turno del Mercante in Fiera che, vi giuro, potessi mi butterei più volentieri in una partita dell’emozionante gioco dell’oca. Mi capita sempre il poppante, non me lo vuole mai comprare nessuno perché porta sfiga. Infatti è sempre il primo a uscire, assieme al gatto e a quella fetente della mietitrice che, guarda un po’ il caso, mi capitano puntualmente tra le mani. Infine l’ultima genialata di uno dei miei zii: il twister.

Da qualche anno non ne usciamo più vivi. A grande richiesta bisogna giocarci.

E qui gli agnelli sacrificali siamo noi giovani, perché vedere i componenti anziani della famiglia parte attiva di un gioco del genere partirebbero femori e zompetterebbero coronarie.

Eccoci tutti lì, sul (malefico) tappetone di plastica, incastrati in posizioni assurde, con mia nonna che si intestardisce a girare il tabellone ma si distrae anche con estrema facilità , trasformando il momento ludico in una lotta per la sopravvivenza.

Altro che Hunger Games.

Siamo bloccati in posture pseudokamasutriche, con un pubblico più che divertito che ci immortala pure, aspettando  che la cara e tanto amata signora  annunci che mano e piede dobbiamo spostare, e invece nonnina bella nel frattempo ha abbandonato sulle ginocchia il pannello di controllo perché sta seguendo i movimenti di   mia madre con la bottiglia di spumante in mano.

La pressione ci sale alle stelle per lo sforzo.

Siamo tutti di un bel colore rosso vermiglio in faccia, e finalmente qualche cugino con ancora un pò di fiato in corpo riesce ad esortarla:” nonna, gira sta c** di freccia che ho il polso in frantumi!”

3. La cena (sempre in famiglia): da me funziona così. Se lasci anche solo intuire che vorresti uscire per una passeggiata salva vita, sei f-i-n-i-t-a.

Il matriarcato di casa ti lancia uno sguardo tra il fulmineo e il melenso alla gatto di Shreck, facendoti sentire come quell’elemento organico che se lo pesti tutti dicono porti una fortuna incredibile.

Insomma, come puoi andartene?! Sei sempre uccel di bosco, nonnina tua non ti vede mai. La zia è venuta apposta da oltralpe perché altrimenti tu non ti degni di andarla MAI a trovare, e non parliamo dei tuoi cugini. Su, almeno una volta all’anno si sta tutti insieme! E poi ora che c’è gnometta bella – che ancora sta scartando in stile catena di montaggio la montagna di regali ricevuti -non vuoi farcela godere un po’?!

Perciò si riparte con un altro match di tombola, a seguire il mercante in fiera e -ahimé- di nuovo il twister, inframmezzati da mini tornei di Scala 40 e Ramino.

Infine ritornano a gran carica gli antipasti, i primi, i secondi e il panettone, la cui versione serale è quello ripieno di gelato.

Fino ad arrivare all’ammazza caffè.

E crisi d’identità  annesse.

Riflettendoci bene a me non servono particolari sostanze stupefacenti.

Mi basta una giornata così per riuscire a vedere stella cometa e re magi in un colpo solo.

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Deborah Papisca

L'avvento dell'era dei blog e dei forum forgia la sua fortuna permettendole di realizzare il sogno di una vita: vedersi pubblicare un romanzo. 'Di materno avevo solo il latte' è uscito il 10 maggio 2011 e sembra avere valicato i confini delle sue aspettative oltre ad averla finalmente conclamata scrittrice ufficiale. Continua a leggere

8 Commenti

  1. aaaahhh!! idem con patate (no scusa, cibo bastaaa… gia’ sto male!) a casa mia, ma senza twister! e speriamo non lo scoprano mai… ps. a me il poppante piace, se giocheremo mai insieme te lo compro io!! 😉

    1. guarda, cara Titti, ti faccio un’offerta a cui non puoi dire di no: tre al prezzo di uno. Ti tocca anche il gatto e la mietitrice ;P

  2. Ahahah! Mamma mia, che quadretto invitante!
    Da quando mi sono sposata il pranzo di Natale è migrato a casa mia. Mio marito ha una famiglia iper allargata per cui ogni anno mi toccano MINIMO 2 pranzi di Natale perchè bisogna dividersi fra suocero&suocera. E poi sì, c’è anche la seconda moglie con relativi cognati, per cui ci sono anni che, tragicamente, saliamo a 3 pasti luculliani.
    Insomma, quest’anno va così, ad esempio: cena del 23 con suocero comprensiva, si spera, di cognati di secondo letto. Pranzo del 25 chez moi con la mia famiglia, la famiglia della suocera + la suocera di mio fratello.
    Il pranzo consta, come ogni anno, di: antipasti misti comprensivi di affettati, sottaceti, melone, tartine varie (by nonna materna), cappelletti in brodo fattiincasacontantoammmmore (nonna paterna), arrosto (mamma), carne bollita (quella avanzata dal brodo di carne per i cappelletti), 3 cotechini (2 “grassi” ed uno “dietetico” per il daddy), purea di patate, insalata, pandoro farcito di panna montata,alchermes e ganache di cioccolato fondente (risultato del corso di pasticceria fatto da Marito quest’anno: vuoi non dargli soddisfazione?!), ancora sconosciuto dolce d’origine ecuadoregna sempre fattoincasacontantoammmmore dalla suocera autoctona di mio fratello.
    Per fortuna l’unico bambino presente sarà  mio nipote, di mesi 9, che spero ad un certo punto cadrà  in stato catatonico sul divano.
    NB: per far stare 14 persone nel mio salotto dovrò spostare il divano e la poltrona e portar su dalla cantina un secondo tavolo (ovviamente pesante manco fosse fatto di ghisa e da assemblare) e relative sedie.
    Inoltre il mio salotto è composto da 3 pareti ed un soffitto verde Prenatal + 1 parete viola: la luce è un optional (metto in ballo 3 lampadari da terra solitamente e ci si vede a fatica) e dopo il lauto pranzo, l’aurea verdognola, vi assicuro, ti manda in trip da acido!

    Detto ciò: io AMO, ADORO il pranzo di Natale!!!!!!!!!!! Marito mi chiama “il suo folletto” e per me non c’è gioia più grande!
    E’ una malattia anche questa ^_^

  3. Debby!! ma dai!!!! a me piace un sacco, soprattutto quando siamo in tanti!!!!!! il natale lo passo in 2 modi diversi, a seconda se siamo con i miei o con i suoceri…con i miei, la sera del 24 cenone, salvo messa di Natale, con annesso scartamento di regali e, da quest’anno, arrivo di babbo natale…25 pranzo con antipasti primi secondi e chi più ne ha più ne metta, cena….per chi vuol mangiare, ma arriviamo sempre e cmq a metterci a tavola…reparto giochi: tombola, scala 40, pokerino, scrubble etc…
    da mia suocera:
    cena del 24 da paura!!!!con diversi invitati (anche 15 persone), idem per il 25… gioco preferito oltre alla tombola….7 e 1/2 banco..puntata minima 50 centesimi… un giorno stavo per sbancare ma…mi hanno fregato…

    un consiglio per fare la passeggiata????

    avere il cane…con la scusa di portarlo fuori….

  4. Da quando ci siamo trasferiti a 250 km dai parenti è un Natale un pò più tranquillo…. viene da noi mio fratello e basta…però ci abbuffiamo nemmeno fossimo in 50 persone 😀
    Il problema è che essendo sempre abituati a mangiare solo primo e secondo ( e spesso nemmeno nello stesso pasto..) quando si fa un pranzo completo dall’antipasto al dolce si è un pò in difficoltà  (meno male che poi c’è Santo Stefano dove rigorosamente si mangiano gli avanzi!!!)
    Devo dire che purtroppo il Natale mi mette sempre un pò di tristezza perchè automaticamente il pensiero va ai miei genitori che non ci sono più ( e anche nonni e zii vari…) quindi non riesco mai a godermelo fino in fondo…
    Prima di trasferirci il Natale era rigorosamente così… 25 pranzo cascasse il mondo a casa nostra per festeggiarlo con mio fratello che altrimenti l’avrebbe passato da solo visto che non è sposato e nemmeno fidanzato…poi cena del 25 e il 26 da mia cognata con tutta la sua sacra famiglia dove non vedevo l’ora di scappare perchè c’era sempre una confusione infernale (non ho mai capito la strana abitudine della famiglia di mia cognata di urlare invece di parlare normalmente…di conseguenza adulti che urlavano e bambini che urlavano ancora più forte…)
    Quest’anno ho deciso di godermelo fino in fondo e sto cercando di mandare via il velo di malinconia che mi accompagna sempre in questo periodo… 😉

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