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Serena Dandini in scena con “Ferite a Morte”

Oggi 25 Novembre, in occasione della Giornata Mondiale contro la Violenza sulle DonneSerena Dandini porterà  in scena a Palermo la prima del suo nuovo spettacolo “Ferite a Morte. Seguiranno altre due tappe a Bologna il 30 e a Genova il 9 Dicembre.

Lo spettacolo è gratuito ed è stato scritto in collaborazione con la demografa del CNR Maura Misiti. In scena, le storie di donne morte per mano di uomini (quasi sempre mariti, fidanzati, parenti, ex) raccontate da donne famose: le attrici Geppi Cucciari, Angela Finocchiaro, Isabella Ragonese, Lella Costa, Emanuela Grimalda, Paola Cortellesi, Iaia Forte, Micaela Ramazzotti, Lunetta Savino, Ambra Angiolini, Jasmine Trinca, Sonia Bergamasco (solo per citarne alcune), ma anche giornaliste e scrittrici, come Fiorenza Sarzanini, Concita De Gregorio, Silvia Avallone e persino Susanna Camusso.
Lo spettacolo, a tratti sarcastico e ironico, ma profondamente crudo e doloroso, diventerà  un libro per la Rizzoli.

La Dandini afferma che, sebbene per ora le date del tour sono solo 3, le richieste da altre città  di ospitare lo spettacolo sono state così tante che non è escluso un proseguimento con nuove tappe: “Vogliamo provocare l’effetto pugno allo stomaco sull’opinione pubblica, questo vogliamo. Ma soprattutto strattonare il governo perché metta subito in pratica le misure per il contrasto della violenza, previste dalla Convenzione “No More!”, contro il femminicidio“

Dall’inizio dell’anno sono morte solo in Italia 100 donne, una ogni 2/3 giorni, ma si tratta solo di dati sono solo parziali, perché nel conteggio non vengono considerate le prostitute.
I dati ufficiali non esistono, se non i rapporti di cronaca: è un dato di fatto però, che mentre i delitti perpetrati dagli uomini contro gli uomini sono diminuiti, quelli degli uomini contro le donne sono in aumento.

Lo spettacolo vuole dare uno scossone alle Istituzioni Italiane e al governo Monti perché, dice la Dandini  “quando l’Europa ci chiede i vincoli di bilancio, non si batte ciglio, quando invece l’Europa, e insieme le Nazioni Unite, vogliono che si intervenga contro la violenza sulle donne la risposta è il silenzio“, prosegue “Eppure il fenomeno riguarda destra e sinistra, donne meno colte e colte, uccise spesso da ragazzi per bene, ventenni con la foto col gattino su Facebook. Nel 70% dei casi la vittima aveva sporto denuncia, per questo possiamo dire che si tratta di morti annunciate. Dove il fallimento della società  è eclatante”. “Con questo spettacolo, che ha tra i suoi sponsor Avon e Camst”, conclude la conduttrice, “noi vorremmo anche provocare una rivoluzione nelle scuole, dove si studiano miti fondanti che hanno a che fare sempre con la violenza maschile. Questo tema ha a che fare con la felicità  di tutti, donne e uomini, molti dei quali promuovono il contrasto della violenza maschile insieme a noi”.

Le misure richieste al governo non sarebbero nemmeno di proporzioni straordinarie, ratificare la Convenzione del Consiglio d’Europa (Istanbul, 2011); convergere su una definizione unica di violenza contro le donne; garantire la presenza sul territorio di servizi pubblici antiviolenza; riconoscere i centri antiviolenza già  esistenti; prevedere che ogni Regione abbia una legge finanziata anche attraverso i Fondi Sociali Europei.

Monica Pepi di Zeroviolenza fa notare come in Spagna, il governo Zapatero che aveva definito la violenza alle donne come “seconda emergenza nazionale”, è riuscito in 8 anni di politiche sociali e strutturali, a dimezzare gli episodi di femminicidio.

In compenso “da noi qualcuno ha persino avanzato l’ipotesi di incostituzionalità  dei provvedimenti antiviolenza, sostenendo che si tratta di attentati all’unità  familiare”, commenta Titti Carrano di D.iRe, Donne In Rete Contro la Violenza. “E pensare che in Italia in trent’anni sono stati spesi a contrasto della violenza sulle donne 18 milioni di euro. Esattamente quanto è stato speso dal gruppo consiliare della Regione Lazio in soli due anni”.

Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/23/ferite-a-morte-spettacolo-di-serena-dandini-sul-femminicidio/424446/

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Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

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