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Selezione del sesso negli embrioni, industria milionaria in USA

In un articolo che ho appena letto si racconta la storia di una donna canadese, Megan Simpson, nome fittizio, cresciuta in una famiglia con una larga preponderanza di femmine. Il suo sogno è sempre stato quello di essere madre di una o più bambine a sua volta, ma la natura non le ha dato questa “soddisfazione”: dopo due figli maschi, Mrs Simpson decide di andare in America dove esistono cliniche per la selezione del sesso di embrioni. Dopo diversi tentativi, sfociati in un nuovo maschietto, Mrs Simpson vola con il marito in California, a Laguna Hills (a 20 minuti da casa mia), dove si sottopone nuovamente alla procedura di selezione del sesso dei suoi embrioni. Dopo un ennesimo insuccesso, la donna, a dispetto dei 40 mila dollari di debiti contratti, si ripresenta nella stessa clinica per ritentare la procedura tre mesi dopo.
Finalmente, 9 mesi dopo, nasce una bambina e la famiglia Simpson, costretta a lavorare duramente per ripagare i debiti, afferma comunque di non essere mai stata così felice.

 

Questa è una delle tante storie che si possono sentire in quei Paesi in cui la “selezione del sesso” è permessa: mentre in Nazioni come Cina e India, l’ecografia morfologica viene eseguita per decidere l’aborto in caso di sesso femminile del nascituro, in USA apparentemente le coppie (sulla trentina, appartenenti alla classe medio-alta) cercano i servizi di cliniche specifiche per la selezione pre impianto di embrioni di genere femminile.
Non esistono dati certi che in USA ci sia una preferenza di figlie femmine, ma da alcune indagini si è scoperto che in rete la ricerca “Come avere femmine” è tre volte più numerosa che la corrispettiva maschile.

 

A partire dagli anni “˜90, molte cliniche americane specializzate nell’analisi cromosomica embrionale, hanno ampliato il proprio servizio andando oltre il supporto “medico” e fornendo anche la selezione di genere, le cosiddette “diagnosi genetiche da reimpianto“ (PDG).
Il valore dell’industria del PDG è stimato aggirarsi intorno ai 100 milioni di dollari all’anno. Una procedura di PDG costa all’incirca 18mila dollari e di tali procedure se ne calcolano almeno da 4000 a 6000 all’anno.
Jeffrey Steinberg è uno dei pionieri di questa nicchia della ginecologia in America: il suo Istituto di Fertilità  Steinberg, ad Encino, California, è uno dei più famosi e richiesti negli States.

Quello che molte cliniche della fertilità  ritengono un lucrosissimo business, per molti altri (me compresa) chiamano eugenetica.

Nonostante le numerose critiche e i possibili danni emotivi e sociali che possono scaturire da questo irrazionale (criminale?) approccio alla ginecologia, la selezione di genere è attualmente ancora legale e per la maggior parte non regolata qui negli USA.

 

Fonte: http://www.huffingtonpost.com/2012/09/17/gender-selection-_n_1889991.html?utm_hp_ref=parents&ir=Parents

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Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

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