Educare

Se l’educazione è in mano al papà: esempi di strategie alternative

Vi avverto, questo post è per stomaci forti.

Se avete figli che vanno dai 2 ai 5 anni, non penso subirete traumi.

A tutte le altre fasce genitoriali…io vi ho avvertiti!

 

Noi mamme e papà  sappiamo che, nel processo educativo dei figli, si devono affrontare talvolta difficoltà  ed insuccessi: ci si impegna, si adottano strategie diverse, si chiede consiglio, ma poi ci si scontra con la realtà  dei fatti, ovvero: i nostri figli imparano seguendo tempi e modi che non sempre corrispondono alle ultime teorie riportate nei libri di pedagogia.

 

Vi faccio qualche esempio. Vi ricordate le mie battaglie per far mangiare Matteo? Non è cambiato nulla, eppure le ho provate tutte. TUTTE!

No, non è vero, al sondino gastrico ancora non ci sono arrivata, insomma, ogni volta che si appropinqua il momento del pasto io e Matteo, per motivi opposti, entriamo in un profondo stato di agonia.

Qualche sera fa propongo ai “Brambilla Boys”, una succulenta zuppa di legumi misti, con pancetta affumicata e crostoni di pane abbrustolito.
Ingegner Brambilla: «Huuummmm…che delizia!! »

Matteo: «Bleahhh, che schifo non la voglio”. »

Davidino: «Argnughfngam”buona pappa…ancoa pe favoe, mammina! »

Io sono pronta a dare battaglia per costringere Matteo, se non altro a provarne un cucchiaio, ma l’ingegner Brambilla mi precede, uscendosene con una strategia da far invidia al più illustre pedagogista della storia:
«Matteo, lo sai che i legumi fanno fare le puzze?! Giuro! Belle potenti e puzzolenti! E Davidino si è già  sbafato una ciotola intera di zuppa: se non mangi anche tu, come fai a rispondere al bombardamento di tuo fratello?»

Ovviamente Matteo, affascinato dall’idea di potersi costruire il suo personale arsenale di venticelli, non si è fatto pregare e ha svuotato il piatto, chiedendo di tanto in tanto al padre se aveva mangiato abbastanza “munizioni“.

Cambiamo ambientazione.

Dobbiamo insegnare a Davidino, come soffiarsi il naso.

Bell’impresa.

In realtà , io qualche tecnica la conosco, tipo fargli fare il gioco di spegnere la candela soffiando ma con la bocca chiusa, in modo da far uscire l’aria dal naso.

Non ho mai avuto però la possibilità  di arrivare a sperimentare questo trucco, perché di nuovo l’ingegner Brambilla mi precede con un’altra perla di strategia educativa.

«Davidino, se soffi con il naso, spari caccole contro Matteo…dai prova a colpirlo! »

Volete sapere come è finita? No, non volete saperlo ma lo immaginate.

Ora Davidino si sa soffiare il naso.

E quando lo fa, di solito Matteo scappa urlando…!

Ora, che dovrei dire?

Sicuramente i miei figli hanno fatto passi avanti nel loro processo educativo, ma a che prezzo?
Io spendo fior fiore di soldi per comprare ogni libro concernente la pedagogia e l’arte di educare i figli, pendendo dalle labbra del luminare di turno.

Poi arriva l’ingegner Brambilla che, infischiandosene delle buone creanze, in quattro e quattro otto, risolve due dilemmi educativi.

Ho due figli che mangiano la zuppa e si soffiano il naso.

Peccato che lo facciano per scatenare la terza “disgustosa” guerra mondiale.

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Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

10 Commenti

  1. Non c’è niente da fare, noi mamme ce la mettiamo tutta, ci facciamo in 4/8/12, cerchiamo di educarli e crescerli, nel migliore dei modi, e poi arrivano i babbi, che generalmente stanno con i figli 1/4 di tempo di quanto ci stà  la mamma, ed in quel quarto riescono a mandare tutto a monte, a farli ridere più di noi, ad insegnarli cose deplorevoli, e a diventare fin dall’infanzia quelli buffi e giocheelloni, e noi quelle rompiscatole
    :((
    Erika

    1. Beh, in fin dei conti hanno il 50% degli oneri e degli onori nella crescita dei figli, quindi… diciamo che va bene anche questo 🙂

  2. Care le mie mamme
    Un uomo deve anche insegnare ai suoi figli le ” Tecniche basilari di sopravvivenza nella specie ” in altre parole a ruttare, scorreggiare, sputare, levarsi i trottoli dal naso e scagliarli a distanze ragguardevoli, ed altri comportamenti tipici maschili che non sto qui ad elencare.
    E un comandamento che si tramanda di padre in figlio e si sussegue per generazioni, cosi’ che quando i vostri figli si troveranno negli spogliatoi assieme ad altri 10/20 maschi sapranno come sopravvivere ed uscire perfettamente puliti e cambiati pronti per salire in macchina!!!

    1. Messi in questi termini sembra una missione tremendamente importante…sembra. Ma poi, mica mi scandalizzo…vivo con tre maschi! credo di aver visto tutto, ahimè… O.o

  3. Ehehe il fine giustifica i mezzi e in amore e in guerra tutto vale!
    L’importante è che abbiano imparato!
    Mi sa che tante volte i libri…è meglio lasciarli perdere!
    D’altro canto..i figli si sono sempre fatti, i libri sono arrivati dopo e sono scritti da persone. Si spera che queste persone abbiano “sperimentato” essendo madri e padri, ma non è detto…perciò…perchè ascoltare i consigli del luminare di turno, con le sue teorie innovative, ma che magari non ha neanche un figlio e si basa su teorie e studi? 😉 Viva l’inventivaaaaa!!
    Ok parlo così perchè non ho figli? booo staremo a vedere quando sarà  il mio turno…intanto voi sperimentate così io ho tutte le informazioni!
    Cmq…la zuppa di legumi armante mi ricorda qualcosa….eeeeh sì…sacrifici per la sopravvivenza!!! Immaginatevi che fratello maggiore fosse l’Ingegnere…..forza Ingengere!!! Dai dai Ica, almeno ti da una mano con inventiva e divertimento, no? 😉

  4. ahahahahahahah oh mamma mia sono davanti al pc che rido da sola come una scema!!!!
    Perdonami Enrica ma non ho potuto non immaginare la tua espressione davanti a queste uscite dell’ingegnere…
    E per ciò che riguarda i libri… bruciali!!!!
    Anche io quando aspettavo Alessandro avevo iniziato a leggere dei libri di pedagogia che però non ho mai finito…si si tante belle parole che però non tengono conto delle diversità  di ogni bimbo e quindi a livello pratico si arriva a un nulla di fatto…
    E poi insomma che palle se la vita andasse avanti sempre e solo con strette regole pedagogiche spesso inutili 😀

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