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Scuola di lingue nel pancione della mamma

In uno studio elaborato presso l’Università  di Washington e condotto da Patricia Kuhl, direttrice dell’Institute for Learning & Brain Sciences, si è scoperto che i neonati hanno già  la capacità  di distinguere la lingua materna da una straniera. La capacità  di distinguere le lingue, pare venga sviluppata all’interno del ventre materno, quando, durante i 9 mesi di gravidanza, il bambino ha modo di ascoltare i suoni dell’idioma materno.

L’esperimento è stato compiuto in contemporanea negli States (a Tracoma) e in Svezia (Stoccolma): si sono analizzate le reazioni di 40 neonati (nati nelle precedenti 30 ore dall’inizio dell’esperimento), che succhiavano il ciuccio mentre li si sottoponeva all’ascolto dell’idioma materno e di uno straniero.

All’ascolto della lingua straniera i neonati hanno mostrato di succhiare il ciuccio molto di più e più a lungo rispetto a quando ascoltavano la lingua materna (evidentemente, dando per assodato che il succhiare il ciuccio fosse indice di reazione allo stress di ascoltare un linguaggio sconosciuto e non confortevole come quello a cui si erano abituati durante la gravidanza).

 

Cosa ne pensate? Si sa che i neonati riconoscono la voce della mamma prima di quella di altri, ma veramente hanno la capacità  di riconoscere una lingua rispetto ad un’altra?

Fate studiare una seconda lingua ai vostri bambini? Quale?

 

Fonte: http://www.repubblica.it/salute/benessere-donna/gravidanza-e-parto/2013/01/03/news/lingua_si_impara_nella_pancia-49851522/

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Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

Un commento

  1. E’ affascinante pensare che ancor prima di nascere i nostri piccoli possano interagire con noi a livelli così “sofisticati”… Ed è anche vero che spesso pensiamo già  che a loro piaccia un determinato tipo di musica rispetto ad un altro, basandoci magari sui movimenti che fa 🙂

    Credo sia molto importante lo studio di una seconda lingua, ma non devono esserci forzature, ciò che rende l’apprendimento efficace è il piacere della scoperta…

    Recentemente ho letto un articolo sulle future evoluzioni digitali e pare siano in programma computer che potranno comprendere il linguaggio dei neonati, come si trattasse di una lingua completa, traducendo per gli adulti cià  che i bimbi cercano di comunicare!!! (http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/12/17/news/vedo_sento_parlo_tocco_in_digitale_nei_cinque_sensi_il_futuro_dell_hi-tech-48966657/ )

    Fantascienza? 🙂

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