Salute

S.O.S. influenza

Da quando la mia vita è trapassata alla dimensione turbolenta dell’essere mamma  i ritmi del mio quotidiano hanno subìto trasformazioni radicali: dalla fase pseudoblanda della donna solo sposata e con tanto  tempo a disposizione, a quella “allenamento Marines”  della  donna sposata con figlia (che a volte sembra voglia fare per venti). Inutile sottolineare  quanto  il mio livello di stress raggiunga, a volte, picchi talmente elevati  che arrivo a pensare  di augurarmi perfino l’influenza, così anche se me ne sto a letto con le ossa frantumate e mezza delirante per la febbre alta, staccherei per un pò i contatti con la galassia intera senza che il senso di colpa prenda il predominio sulla mia coscienza. Oltretutto questo sembra pure il periodo propizio per accettare di buon grado qualche germetto nel mio organismo…

Sarebbe ancora più semplice godermi in intimità  il mio malanno stagionale se fossi una single. Avrei l’unico onere di prendere il cordless, avvertire il mio medico di stare poco bene e di incaricarlo all’invio, come prassi richiede, della copia del certificato medico al mio datore di lavoro.

Se fossi single. Ma non sono single.

E il desiderio di avere l’influenza è solo un pensiero che mi balena quando la linea di difesa del mio amor proprio vacilla.

 

Se l’influenza colpisse mia figlia?  La concatenazione di causa-effetto è spietata perciò vuoi per un bacillo arrivato a 300 chilometri orari dalla bocca di una amichetta di Camilla alla sua, vuoi il freddo pungente di quelli che vengono proverbialmente chiamati “i giorni della merla” è possibile che si manifesti il tanto temuto virus nella mia bambina.  L’eventualità  comprometterebbe in modo pesante gli ingranaggi di quel delicato motore che dà  vita alle mie giornate è la cosa è grave quanto un fermo stop dell’asse terrestre!

 

Ormai lo sanno anche i granelli di polvere che stanziano da “eoni” sotto il mio letto che la prevenzione è la migliore cura per assicurarsi uno stato di salute ottimale sia per noi che per i nostri figli. Ma non avendo il sistema immunitario di Highlander è possibile che i germi facciano irruzione nel nostro corpo vincendo la trasferta.

 

Dunque, carissima mamma, eccoti i punti fondamentali che devi conoscere e affrontare quando tuo figlio è a letto con l’influenza.

 

a) La febbre. Quando vedi sul piccolo display del termometro la temperatura che oscilla tra i 38° e i 39° ti prende un attacco di delirium tremens? Ritieni la febbre un problema enorme che pregiudica gravemente la salute del tuo bambino? Stai tranquilla, si tratta invece di un buon segnale che ti vuole comunicare l’ intensa attività  interna del suo organismo verso la guarigione.

b) Alimentazione. Un bambino influenzato di certo non ha appetito. E un bambino che non mangia per molti genitori è una catastrofe.

L’inappetenza causata dall’influenza è normale, va assecondata anche se il bambino perde peso (se mia suocera legge una cosa del genere le viene un coccolone!). La cosa più importante da fare è quella di dare molti liquidi a tuo figlio (almeno un litro al giorno).

Le bevande ideali sono:

 

  • Orzo. E’ ricco di minerali come il silicio;
  • Succhi di frutta (senza zucchero!!);
  • Acqua (ovvio);

 

Quando tuo figlio avrà  superato la soglia critica allora potrai dargli un po’ di frutta (meglio quella di stagione).

 

 

Durante la convalescenza”

 

Prediligi una dieta sana a base di verdure a foglia verde (inventati qualcosa per invogliarlo, di solito con gli spinaci la storiella di Braccio di ferro funziona). Cuocile al vapore, tritale, frullale, facci una mousse e accompagnale con miglio e riso. Infine un ottimo, storico,  tradizionalissimo ricostituente naturale è il brodo di pollo che mangiato caldo riduce la produzione di muco. Se poi ci aggiungi un po’ di pastina darai a tuo figlio un  quantitativo di carboidrati necessario a mantenere il giusto apporto di energia.

 

Ritornando alla polvere sotto il mio letto che a questo punto credo si sia fusa con il parquet, una visitina da parte dell’aspirapolvere in quel luogo dimenticato da Dio (forse è più esatto dire: “dimenticato dalla sottoscritta”) non ci starebbe male.

Segnare su agenda.

Sennò chi se lo ricorda?!

 

 

Fonte: Ormai avrai capito che sono una Figli Felici “addicted”, il numero è quello di Gennaio 2012.

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Deborah Papisca

L'avvento dell'era dei blog e dei forum forgia la sua fortuna permettendole di realizzare il sogno di una vita: vedersi pubblicare un romanzo. 'Di materno avevo solo il latte' è uscito il 10 maggio 2011 e sembra avere valicato i confini delle sue aspettative oltre ad averla finalmente conclamata scrittrice ufficiale. Continua a leggere

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