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Quando il grembo “ferito” di una madre parla più delle parole

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Qualche anno fa ho incontrato delle donne cesarizzate e ho intuito il forte vissuto legato all’esperienza del cesareo: non sempre positivo, non sempre condivisibile, non sempre emotivamente concluso col parto. Io ho avuto un parto naturale con mia figlia e quindi mi si è aperta una piccola finestra su un mondo di emozioni a cui non avevo mai pensato. Incompletezza, sensi di colpa, incapacità, rabbia, perdono. Mi interessa molto raccogliere esperienze, le più varie, sul vissuto del cesareo per dar vita a un lavoro fotografico che racconti ciò che altri possono ignorare intorno a una donna che diventa madre. Ciò che velato nel silenzio può divenire un altro tabù nell’immensa esperienza materna: quando una ferita fisica diviene anche una lunga ferita emotiva.

Gisella Congia – fotografa (www.gisellacongia.com)


   Ritratti di pancia, il nuovo progetto fotografico di Gisella Congia

 da Lunedì 14 dicembre 2015 evento virtuale “a cappello”

Non solo le corde vocali hanno il potere di creare vibrazioni e dare voce ai nostri pensieri, emozioni. Ci sono tante altre parti del corpo che riescono a esprimersi, a volte, molto più empaticamente: gli occhi, le labbra, le mani. E il grembo, il centro vitale di gravità permanente di una donna.

La pancia ride, piange, si preoccupa, soffre, contiene e offre la vita.

A lei Gisella Congia, fotografa sarda nota per i suoi progetti dedicati alla maternità “Chiaroscuri della maternità” e “Me, the imperfect mother”, ha dedicato dei ritratti che ben esprimono l’esperienza del parto cesarizzato più di quanto non lo faccia un milione di parole. Il progetto fotografico, ad alta densità emozionale, si intitola Ritratti di pancia e nasce dall’ incontro di Gisella Congia con alcune  donne che hanno partorito attraverso il taglio cesareo, una ferita fisica ed emotiva che porta spesso a pensare di essere “mamme a metà”, una ladra del parto naturale, che invece è visto come assoluto sinonimo di maternità completa.

Il lavoro di Gisella Congia non è un atto di denuncia verso il cesareo ma una condivisione di esperienze a sostegno delle donne che hanno affrontato questo tipo di intervento chirurgico a considerarsi mamme a tutto tondo.
Ritratti di pancia verrà presentato in rete il giorno 14 dicembre 2015 come evento virtuale a cappello. A partire da tale data sarà disponibile sempre in rete il progetto artistico video-fotografico, che raccoglie immagini e testimonianze delle mamme che hanno accettato di rendersi protagoniste di questa iniziativa unica nel suo genere, e che potrà essere sostenuto dal basso attraverso singole donazioni.

Il progetto è una produzione dell’associazione L’Eptacordio in collaborazione con le blogger Enrica Costa e Deborah Papisca di www.oasidellemamme.it

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Deborah Papisca

L'avvento dell'era dei blog e dei forum forgia la sua fortuna permettendole di realizzare il sogno di una vita: vedersi pubblicare un romanzo. 'Di materno avevo solo il latte' è uscito il 10 maggio 2011 e sembra avere valicato i confini delle sue aspettative oltre ad averla finalmente conclamata scrittrice ufficiale. Continua a leggere

2 Commenti

  1. Apprezzo il tentativo
    ma non credo che sottolineare il modo in cui si nasce sia utile, soprattutto sentire la solita frase “mamme a tutto tondo” 🙂
    Io ho fatto il cesareo (lo dico così perché cesarizzata mi sa troppo di cosa subita)
    e ringrazio di averlo fatto perché è stato programmato in base alle mie condizioni di salute.
    Quindi non l’ho vissuto male, anzi!
    Boh io non vedo il problema,
    a meno di non crearselo facendo il confronto tra naturale e cesareo
    Se una può meglio il naturale, se non si può per motivi di salute meglio il cesareo
    Mi sembra piuttosto semplice
    comunque ovviamente è solo una mia opinione
    Buon lavoro!

  2. bello il progetto ! e pero’se invece di fotografarle le cicatrici le curassimo ? io ho avuto la fortuna che la mia ostetrica mi ha consiliato subito un prodotto veramente efficace e del cesareo ho solo un ricordo pallido sul pube.si chiama Resolve e non e’economicissimo ma funziona eccome !! il farmacista non lo conosceva e glie l ‘ho dovuto ordinare me nel pomeriggio ce lo aveva gia’. lo ho usato per qualche mese e sono felice di averlo fatto e ora lo consiglio a tutte le amiche anche quelle nuove di internet !

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