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Proposta Ministro Profumo: revisione dei programmi di Geografia e Religione

Il Ministro dell’Istruzione Profumo ha di recente sottolineato che nella scuola italiana, così come in altre parti del tessuto sociale del nostro Paese, la multietnicità  è un dato di fatto.
Il ministro ha affermato che con classi in cui quasi il 50% degli studenti è di origine straniera, è importante plasmare e adeguare i programmi ministeriali in modo da includere ogni cultura presente,senza escluderne alcuna.
Profumo fa riferimento principalmente alle materie di Geografia e Religione, quelle quindi che maggiormente implicano un’apertura (o al contrario una chiusura, a seconda dei programmi) nei confronti di altre culture.
Apparentemente quest’affermazione ha scatenato non poche polemiche: in particolare, la frase incriminata è stata “rivedere i programmi di Religione“ (povera Geografia…non se la fila nessuno!).

A detta dello staff del ministro Profumo, queste parole “sono state estrapolate dal contesto. Non è un attacco all’ora di religione o quella di geografia, ma un’analisi della condizione attuale delle nostre scuole … Il senso del ripensare l’ora di religione sta nell’includere, non nell’escludere. Quanto ha senso l’ora attuale considerando la realtà  multietnica delle nostre classi? Non c’è il rischio di una ulteriore divisone? E’ su questo che si intendeva ragionare”.

Il Ministro Profumo aveva già  accennato a questa posizione alla festa di Sel della settimana scorsa  “Credo che l’insegnamento della religione nelle scuole così come concepito oggi non abbia più molto senso. Probabilmente quell’ora di lezione andrebbe adattata, potrebbe diventare un corso di storia delle religioni o di etica“.

Mi rendo conto che l’argomento è piuttosto delicato, viste soprattutto le critiche arrivate all’indomani delle affermazioni del Ministro. Ritengo comunque che sia uno spunto di riflessione interessante da analizzare insieme.
Siamo capaci di farlo senza “azzannarci”? Secondo me si e ne usciremo estremamente arricchiti…scommettiamo?

Fonte: http://frontierenews.it/2012/09/profumo-litalia-e-multietnica-rivedere-i-programmi-di-religione/

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Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

6 Commenti

  1. Ma certo che non ci si azzanna, solo qualche morsetto!!! Al di là  delle cavolate ti dico la mia esperienza per come ho vissuto l’ora di religione. io ricordo alle medie, ma soprattutto alle superiori, un’ora di religione che era in pratica un dialogo ed un confronto professore-alunni sulla vita nei suoi vari aspetti. ora vedo cosa fanno i miei figli alle elementari e non mi sembra un’istruzione cosi estremista; al contrario io la vedo un’ora di insegnamento della religione in quanto storia di una cultura piuttosto che un indottrinamento religioso. ad esempio ho visto che mia figlia sta studiando le grandi religioni mondiali (mono e politeiste) dove sono nate ecc., un quadro generale di cosa sono, non della dottrina che rappresentano. quindi io direi, per la mia esperienza, che potrebbe essere già  impostata come un’ora di “educazione” di quello che è stato e di conseguenza quello che siamo oggi. non so forse sono troppo utopistica.
    ciao
    Eli

    1. Devo dire che sei stata fortunata e lo è stata anche tua figlia: la mia esperienza è stata disastrosa… ho un vaghissimo ricordo delle elementari (se non quando la maestra in prima è entrata in classe come un tornado urlandoci di smetterla di credere a babbo natale che erano tutte cavolate… ecco, un trauma infantile che mi ha causato fiumi di lacrime, non tanto per la scoperta della non esistenza, ma perchè mi sono sentita presa ingiro, imbrogliata, dai miei genitori… ) ma dalle medie in su, santa pazienza… ore buttate non ti dico dove. Ore senza ne capo ne coda fatte d apersone non preparate, inesperte, ma anzi di più… sperdute. Non sapevano nemmeno loro cosa stavano facendo li!

      Ho l’impressione che molti abbiano passato questa esperienza e forse, se l’ora di religione deve restare, dovrebbe essere fatta da professori preparati come quelli che hai avuto tu!

  2. la mia ora di religione era tenuta dal mio parroco, don pierino, che mi piaceva anche come persona, ma per come la ricordo era una lezione fondamentalmente sul cattolicesimo. poi ad un certo punto ho chiesto di essere esentata e non l’ho piu’ fatta…ovviamente don pierino non era molto contento… ora da adulta ritengo che studiare le religioni sia importante, e si potrebbe anche fare in modo “proporzionale” visto che l’italia rimane in maggiornaza cattolico, quindi piu’ tempo per quest’utima, pero’ bisognerebbe anche coprire le altre religioni. se vivessi in italia mi piacerebbe che i miei figli imparassero l’aspetto etico, filosofico e storico delle varie religioni, ma nessun indottrinamento per favore…

    1. Anche io penso che una panoramica su tutte le religioni, storia e fondamenti, sarebbe molto utile. Creare una sottobranca della Storia, Storia delle religioni. Come anche sarebbe interessante la Storia della Scienza… ma sto uscnedo fuori tema. Ovviamente qui non è in discussione il programma ministeriale in se, ma la religione insegnata a scuola, almeno dalle critiche mosse a Profumo.

      Poi si potrebbe anche dire che con tutti i guai della scuola pubblica, forse il programma di Religione è proprio uno degli ultimi problemi…

  3. Anch’io sono stata fortunata. Alle elementari religione somigliava al catechismo normale: parabole, disegni da colorare, preghierine da imparare, tutto molto soft, in un’ottica di “conosciamo il nostro amico Gesù”.
    Alle medie, nonostante la mia insegnante fosse anche la direttrice del coro dove cantavo (cara Enrica, penso tu sappia a chi mi riferisco 😉 ), non ho grandi ricordi dell’ora di religione, mentre alle superiori l’ho fatta solo i primi due anni: il primo con un’insegnante un po’ invasata sul buddismo, il secondo con un prof. molto aperto, ma incapace di gestire la classe. Insomma, ore buttate che preferivo impiegare studiando.

    In generale però non credo sia importante insegnare la religione cattolica a scuola: in teoria, per chi crede, c’è già  il catechismo e la vita nella Comunità  in generale.
    Molto più interessante la Storia delle Religioni in un’ottica di approfondimento culturale che porti alla maggiore consapevolezza ed al rispetto per il diverso, senza prevaricazioni o favoritismi di sorta.
    Su Geografia aprirei un bel capitolo a parte invece: a me praticamente non l’hanno insegnata se non un po’ alle elementari e oggi sono un vero disastro! Non conosco praticamente nemmeno le regioni d’Italia, non so nemmeno le nostre catene montuose!
    Tra l’altro sono proprio nozioni che non mi entrano in testa nemmeno a distanza di anni, nello studio fai-da-te! Ho una capienza infinita per inutile curiosità  cinematografiche, ma per città  e fiumi zero!!
    Ecco, ci vorrebbe proprio più tempo dedicato a questa materia a mio avviso.

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