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Polemiche su nuovo test di screening per la Sindrome Down

La ditta farmaceutica tedesca LifeCodexx, ha reso noto nei mesi scorsi, di aver messo a punto un nuovo test di screening per rilevare il rischio di Sindrome Down e di altre anomalie genetiche fetali.

PrenaTest, a detta della LifeCodexx, riesce ad identificare fino al 95% dei casi di Sindrome, se effettuato nel primo trimestre di gravidanza.

 

Il test implica un prelievo di sangue (alcune gocce prelevate con una puntura superficiale, eseguita sul dito) con ricerca, tramite un particolare foglio di carta, della Beta-hCG e della plasma proteina A associata alla gravidanza (PAPP-A), normalmente rintracciate nel sangue di ogni donna in gravidanza.

A questo test del sangue è associata un’ecografia in cui si esaminano la traslucenza nucale (NT), l’accumulo di fluido nella retro del collo del feto e la presenza del setto nasale. Questa ecografia, fatta tra la 11 settimana + 1 giorno e la 13 settimana + 6 giorni, insieme al campione di sangue, stabiliscono il rischio di Sindrome Down e di Trisomia 18.

 

In base al rischio determinato dal PrenaTest, la donna potrà  decidere se procedere ad ulteriori indagini quali amniocentesi e villocentesi.

La ditta LifeCodexx, sottolinea che questo test è ideato per donne sopra i 35 anni ad alto rischio (per età  e per casi precedenti di Sindrome down) ma che non da una diagnosi certa di Sindrome: la maggior parte delle donne con alto rischio, da comunque alla luce bambini senza nessuna alterazione genetica.

Tuttavia una maggiore accuratezza nel test di sceening potrebbe dare maggiori informazioni alle donne riguardo al rischio a cui vanno incontro, rendendole più consapevoli nella scelta di procedere o meno con i test più invasivi che danno un rischio di aborto dell’1%.

 

La Svizzera è stato il primo Paese europeo a decidere di commercializzare il test, in risposta al favore incontrato in ambito medico, seguita da Germania, Austria e Liechtenstein.

 

Le polemiche non si sono fatte attendere da parte di associazioni religiose, per disabili e pro-life che sostengono che l’introduzione di questo test risulterà  solo in un aumento di aborti.

 

In Germania, in particolar modo, la protesta è stata portata avanti dal delegato alla tutela dei disabili del Bundesregierung, Hubert Hueppe, il quale sottolinea che già  oggi il 90% dei genitori ai quali l’amniocentesi rivela la presenza della trisomia 21 nel nascituro decide per l’aborto.

La possibilità  di accesso ad un test di screening ancora più accurato potrebbe incrementare ulteriormente questo numero. Hueppe ha quindi chiesto il divieto di commercializzazione in Germania  per violazione dei diritti umani.

 

Fonti: http://www.dailymail.co.uk/health/article-2181034/Controversial-Downs-syndrome-testing-gets-ahead-Switzerland.html

http://salute24.ilsole24ore.com/articles/14555-sindrome-di-down-via-libera-in-germania-al-test-delle-polemiche?refresh_ce

http://www.prenatest.ca/en/patient/prenatest.html

 

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Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

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