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Chi ha paura degli adolescenti?

adolescenti

Se c’è una cosa che fa tremare i polsi di un futuro genitore, sono le jettature mascherate da raccomandazioni che parenti e serpenti conoscenti non mancano di comunicare durante il periodo della gravidanza di una coppia.
Quando il futuro papà e la futura mamma dovrebbero vivere gioiosamente l’attesa, consci delle difficoltà ma certi di potersi informare su dove trovare sostegno e aiuto, ecco che i soliti “mena sfiga” si lanciano in commenti del tipo “dormi ora che poi te lo scordi!”, “Ehhh le cenette tranquille ve le dovete dimenticare quando arriva il pupo!”, “Dite addio alla vostra intimità: se il matrimonio è la tomba dell’amore, i figli sono i boia del sesso”.
Queste sono solo alcune chicche, siete liberi di aggiungerne altre voi. Badate… non che non sia tutto vero! Solo che non c’è solo questo!

Quella però che preferisco in assoluto è “Aspetta che diventino adolescenti! Bambini piccoli, problemi piccoli; bambini grandi, si salvi chi può“.
Se a ricevere l’avvertimento accorato è una futura coppia di genitori, l’impatto non è poi eccessivamente negativo: rimangono perplessi di fronte alla possibilità di cominciare a preoccuparsi dell’adolescenza di un cosino che non è ancora nato. Fanno quindi spallucce e se ne fregano.

Poi però i figli inesorabilmente crescono e i soliti parenti jettatori, simpatici come un riccio nelle mutande, temendo che tu possa affrontare l’adolescenza dei tuoi figli troppo serenamente, rincarano la dose sottolineando che oltre a tremare per l’adolescenza incombente, bisogna cominciare a sudare freddo con la pre adolescenza.
Ma che è ‘sta pre-adolescenza?? Dicono sia quel periodo non ben determinato e neppure certo che va dalla fine dell’allegra fanciullezza all’inizio della famigerata adolescenza.
Praticamente l’anticamera di un inferno annunciato, ecco cos’è.
Emmammamia! Pare che passati i dieci anni debbano per forza cominciare a manifestarsi i primi sintomi di una qualche malattia degenerativa, contagiosa che riduce i figli a larve lobotomizzate, con sprazzi di vita allucinogena ed autodistruttiva.
Ma per favore! L’adolescenza è solo una fase di crescita e di formazione di esseri umani e non cani idrofobici da temere e guardare con diffidenza.

Io mi rifiuto di parlar male degli adolescenti. Mi rifiuto di temere questo periodo quando arriverà. Anzi, ad essere sincera io sono curiosa ed eccitata pensando a come saranno i miei figli a 13-16-18 anni.
E forse sono curiosa perché la mia adolescenza è stata una farsa.
Crisi esistenziali? Prime cotte con notti insonni? Uscite con amiche e prime sbornie? Discoteca? Spinelli? Musica a palla?
Ma che scherziamo??? Mia madre era più precisa dell’American Sniper Chris Kyle quando si trattava di annientare ogni deriva vagamente adolescenziale. Ecco, lei potrebbe passare agli annali della storia come l’unico genitore che sia riuscito a cancellare il periodo adolescenza nella vita della propria figlia.
Non che non abbia fatto sciocchezze tra i 10 e i 20 anni, ma è innegabile che mi senta come se fossi stata privata di una fase fondamentale della mia formazione di essere umano.
Mi è stato tolto il diritto di sbagliare, di prendere cantonate, di scoprire che nonostante non avessi l’esperienza ero comunque capace di trovare la mia strada e di fare scelte giuste: perché gli adolescenti non sono creature che per forza sbagliano. Tanto quanto gli adulti non sono certo infallibili.

Per quanto riguarda i miei figli non mi illudo che tutto sarà rose e fiori perché sono ben consapevole che l’ormone è a briglia sciolta e la capacità di giudizio è un po’ offuscata, elementi questi che combinati portano questi giovani adulti a scelte strampalate, a tratti assurde e ogni tanto, ahimè, drammaticamente sbagliate.
L’adolescenza è un periodo di estremi, dove le emozioni e i pensieri sono spesso portati a limiti dove prendersi la responsabilità delle proprie azioni diventa quasi impossibile.
Quasi non ci sono filtri nel modo di vivere di un adolescente e spesso è questo il motivo di maggiore contrasto con gli adulti, più controllati, misurati, appropriati. Almeno apparentemente.

Ora, non voglio esaltare e idealizzare l’adolescente perché sarebbe una mossa estremamente ingenua da parte mia.
Il punto è che tanto quanto non si possono mettere su un piedistallo, non si possono nemmeno demonizzare.
Non è che solo perché si tratta di un teenager, i sentimenti che prova valgano di meno! Non è che solo perché ha 15 anni, tutto ciò che pensa del mondo debba per forza essere insignificante e superficiale!

Non posso perdonare gli adulti che diffidano degli adolescenti, che li considerano appartenenti ad un mondo diverso, incomprensibile, assurdo, folle. Non posso accettare chi li classifica come “distorsioni” nella crescita di una persona, come se l’adolescenza fosse un periodo di passaggio solo doloroso e difficile che si spera finisca il prima possibile per poter continuare il viaggio sereno verso la maturità.
Capisco gli adolescenti che non comprendono l’adulto, in fin dei conti loro adulti non lo sono ancora diventati e quindi hanno ogni diritto di non comprendere le dinamiche che stanno dietro il modo di essere dei “grandi”.
I grandi invece sono stati adolescenti e il non comprendere i giovani è un’ingiustificabile presunzione data dalla pigrizia che deriva dall’idea che la maturità li renda in qualche modo superiori.
Sforzandosi un po’ potrebbero benissimo ricordare cosa significhi essere degli adolescenti e potrebbero fare la differenza nel processo di evoluzione di un giovane che brancola nel buio e che magari avrebbe solo bisogno di qualcuno che lo prenda per mano e che senza giudicarlo, gli indichi possibili vie d’uscita.

 

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Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

5 Commenti

  1. Concordo pienamente. Spesso l’adolescenza viene vissuta dai genitori come una catastrofe perché è il momento della “separazione” dei figli dai genitori. I genitori sperimentano che non tutto può più essere sotto il loro controllo, che buona parte della vita dei loro figli è a loro sconosciuta il che provoca angoscia, disorientamento, ansia.
    La perdita del controllo spesso poi porta a mettere in atto dei giochi di forza per dimostrare che il potere è ancora nelle mani dei genitori, ma questo spesso crea un allontanamento dei ragazzi che non si sentono ascoltati, compresi.
    Un’altra modalità relazionale è quella di sottovalutare tutto quello che riguarda gli adolescenti “cose da ragazzi”, pensando che siano stupidi, superficiali, che non possano provare emozioni forti (belle o brutte), quando invece è proprio in quel periodo che le emozioni sono amplificate.
    Basti andare su yahoo answer e leggere alcune domande degli adolescenti per rendersi conto di ciò che scrivo. Solitudine, genitori sempre arrabbiati e pronti a giudicare, mancanza di ascolto e di empatia.
    Naturalmente non si può generalizzare, ma è un dato di fatto che l’essere genitore viene messo a dura prova in questo momento di passaggio così delicato ed è più facile attribuire tutta la responsabilità ai ragazzi che sono diventati “ingestibili” piuttosto che accettare il fatto che vi sono dei passaggi naturali nella vita che richiedono delle ristrutturazioni dei rapporti, delle relazioni, delle dinamiche messe in atto finora.
    Quando io ascolto gli adolescenti scopro sempre un mondo nuovo!

  2. Concordo con il commento di Roberta e mi permetto di aggiungere un paio di concetti:
    non condivido la concezione, che ci accompagna fin dall’antichità, che l’adolescenza sia una fase di ‘imperfezione’ ‘mancanza’, in attesa del raggiungimento dell’età adulta, considerata un traguardo in cui la persona è ,finalmente, compiuta. Spesso incito i miei alunni a non cullarsi nell’idea che la crescita e l’agognato momento in cui saranno ‘grandi’ significhi per forza lasciarsi alle spalle turbamenti, inquietudini, sofferenze e delusioni e sconvolgimenti vari. E questo non solo in ottica negativa. Mi dispiace quando incontro e parlo con adulti totalmente e unicamente compressi nel loro ruolo e nelle loro responsabilità, che spesso ricordano la gioventù come un periodo di gandi sofferenze o, in altri casi, di sfrenato divertimento. La gioventù, inclusi i turbolenti anni dell’adolescenza, è il periodo in cui si formano le idee (spesso assolute ed estremiste, è vero), le opinioni sui grandi e piccoli temi della vita, opinioni sempe meno vincolate da quelle dei genitori; sono gli anni delle letture che ti segnano la vita, gli anni in cui i sogni non solo si fanno, ma si tenta, si crede, di poterli realizzare. Sono gli anni in cui si scopre il vero valore dell’amicizia, della lealtà, della collaborazione. Io spero che ogni persona adulta abbia conservato dentro di sé i ricordi di quegli anni, di quei sentimanti laceranti di odio, amore, solitudine e dico sempre ai miei alunni di non buttare via niente di questo periodo, nemmeno l’odio che talvolta sembrano provare verso i genitori, verso noi insegnanti, perchè tutto serve e la sofferenza è ciò che spesso ci rende forti…. gli dico anche, e forse qui do voce a quella scintilla adolescenziale che sopravvive in me, che non sempre il mondo degli adulti è così affidabile, così irreprensibile e corretto come a volte i genitori, gli insegnanti, i politici vogliono fargli credere. Che asnzi, c’è grande margine di miglioramento e forse potranno essere adulti migliori di noi.Come madre sono consapevole che forse dovrò affrontare anni turbolenti e il mio ruolo sarà, talvolta, anche ‘spiacevole’, ma sono anche curiosa perchè i ragazzi, rispetto a noi, hanno meno sovrastrutture e spesso ci riservano grandi sorprese,discono cose di cui ci siamo dimenticati.

    1. Hai proprio ragione annalisa.
      Ricordo una volta una mamma che mi ha detto “Ahhh ma sai che disastro che sarebbe il mondo se fosse lasciato in mano a degli adolescenti?”. Non ho nemmeno pensato prima di rispondere e le ho detto “Si infatti, meglio lasciarlo agli adulti che lo stanno distruggendo con guerre e inquinamento… stanno facendo un ottimo lavoro!”.

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