Alimentazione

Outing di una mamma disperata: mio figlio non mangia! Che faccio?

Come ci si sente ad essere genitore di un bambino che fa capricci nel mangiare? Principalmente ci si sente frustrati. Ma anche arrabbiati, stizziti, preoccupati, disorientati, spaventati, disperati. L’elenco potrebbe essere lunghissimo e non particolarmente positivo.
La nostra famiglia fa parte del gruppo nutrito di quelle che annovera almeno un “Picky or fussy eater” (letteralmente colui che ha gusti schizzinosi nel mangiare, che fa il difficile, che è esigente).
Nello specifico Matteo. Non che Davide non mi dia da pensare…ma per la ragione opposta, ossia lui potrebbe essere definito un “Non stop eater”. Non credo che ci sia da tradurre.

E dopo questo outing passiamo alle cose concrete. Come risolvere il mio e magari anche tuo problema?
Sono andata in libreria e ho cercato qualche soluzione: tra le decine di libri che trattano l’argomento, uno in particolare mi ha colpita e ho deciso di acquistarlo.
Il libro è “The no-cry picky eater solution”, che in italiano si potrebbe tradurre con un “La soluzione per gli schizzinosi a tavola che non preveda il pianto”.

Ho intenzione di leggere questo libro e di sperimentare ciò che propone. Oramai sono arrivata ad un punto morto: se Matteo si è sempre dimostrato un buon “degustatore” di latte materno, ha avuto un ottimo approccio con i solidi durante la fase di svezzamento e nei successivi mesi si è mostrato curioso e felice di assaggiare ogni tipo di cibo, beh…qualcosa dopo i tre anni è cambiato. Ora, e vi parlo dell’ultimo anno, le cose che mangia, malvolentieri pure, sono pochissime e tendono a diminuire sempre di più. Come mai? E chi lo sa!
Sicuramente è una fase che moltissimi bambini passano; di certo il trasloco e il grosso cambiamento di vita a cui è stato sottoposto ha inciso molto, così come pure la nascita del fratellino. Messe insieme tutte queste cose e chissà  quali altre motivazioni psicologiche, abbiamo il famoso “Mr Picky Eater Matteo”.

Se ti dico che le abbiamo provate tutte mi devi credere. Anzi, ne abbiamo provate molte di più che tutte, dando fondo ad ogni briciolo di fantasia: ci siamo impuntati, ci siamo arrabbiati, siamo diventati accondiscendenti, abbiamo cercato di comprendere, abbiamo stabilito regole e lasciato il via libera ad eccezioni…nulla è servito, se non per brevi periodi.
Ho fatto una tale scorta di esperienze, soluzioni, trovate che potrei scriverlo io un libro su come gestire questi casi. Peccato che con Matteo non abbia apparentemente funzionato nulla, se non per periodi di tempo limitati, come dicevo poc’anzi.
Ultimamente poi, l’ora del pasto per me è diventata motivo di profonda angoscia e spesso, lo ammetto non senza un po’ di vergogna, mi sono lasciata andare a scenate apocalittiche con il solo risultato di vedere mio figlio piangere disperato.
E poi per che cosa? Perché non vuole nemmeno assaggiare un centimetro quadro di pasta al forno, o una micro fettina di arrosto…dagli pizza, hot dog, hamburger, cotolette, pasta con zucchine e prosciutto e lui è a posto. Ah, ovviamente qualunque dolce.

Ora capisci perché mi sono decisa a comprare questo libro. Gli autori promettono che ci sono soluzioni pratiche che non prevedano pianti…sono proprio curiosa di vedere quali siano.
Il libro si basa su una ricerca che ha preso in considerazione famiglie di ogni estrazione sociale e di differenti nazioni (dagli USA, all’Australia, passando per l’Italia e altre nazioni dell’Europa e est Europa, fino all’Africa e all’Asia). Maschi, femmine, gemelli, tutte le fasce di età …insomma, un’indagine piuttosto a tappeto.
Gli autori propongono prima di tutto di stabilire degli obbiettivi realistici, partendo dal presupposto che quasi sicuramente un bimbo che fa il difficile nel mangiare non è comunque un bambino che morirà  di fame.
In poche parole, se un bambino è un “peaky eater” l’obbiettivo non dovrà  essere quello di farlo mangiare di più, ma di assicurarsi che mangi cose sane.

Il libro si sviluppa in 4 fasi:

1 –  si comincia con un riassunto su quali siano le possibili cause di questo problema

2 ““ fornisce gli strumenti per approcciare il problema, costruendo delle tabelle di marcia in cui vengono prese in considerazione le quantità  delle porzioni servite

3 ““ Prosegue con una serie di consigli, trucchetto e soluzioni pratiche

4 ““ conclude con una piccola collezione di ricette speciali per bimbi di tutte le età . Qui aprirei una parentesi: lo so che noi Italiani siamo fissati con il cibo e soprattutto è un dato di fatto che la cucina nostrana sia una delle più ricche e sane del mondo. Ciononostante, avendo io vissuto in paesi anglosassoni (non particolarmente famosi per le loro tradizioni culinarie) posso asserire con una certa tranquillità  che i bambini crescono sani e con ottimi appetiti anche se non incontrano mai un piatto di lasagne al forno. A dire il vero la cucina italiana è così famosa che ovunque si trovano le nostre ricette.

Direi che se ti senti un po’ “avventurosa” sul piano culinario e, soprattutto, disperata come la sottoscritta, provare diversi approcci e variare la tradizione della tavola italiana introducendo spunti americani (che non contemplino i chicken nuggets di MacDonalds), australiani, tailandesi e quant’altro, potresti prendere in seria considerazione anche questa sezione.

Ecco, dopo questa introduzione direi che mi dedicherò all’analisi del libro in questione e alla sua sperimentazione sul povero Mr Picky Eater Matteo e di volta in volta vi riporterò i risultati, spero positivi.

Alla prossima!

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Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

17 Commenti

  1. Leggendo il tuo racconto la prima cosa che mi viene in mente è questa. Matteo te la sta facendo pagare!! Vede che sul fronte alimentazione sei visibilmente impegnata e preoccupata, e usa questa tua preoccupazione contro di te, magari inconsciamente.Come hai detto tu probailmente ha accusato di più il colpo del trasferimento , la nascita del fratellino, e questa è la sua valvola di sfogo. Ovviamente è solo un mio pensiero, nulla di fondato.Dalla mia esperienza con Alessandro, che pure lui in fatto di gusti sul cibo è abbastanza difficile, ti posso dire che se non mangia noi non ce ne crucciamo. Parlato con il pediatra di questa cosa ci solennemente risposto.: Il mondo intero va’ inesorabilmente verso l’ obesità  ed il consumo di cibo sproporzionato rispetto alle nostre esigenze, quei pochi bambini che non si abbuffano e rimangono magri teniamoceli così come sono. Così anche noi un tempo preoccupati per lo scarso consumo di cibo di Ale ci siamo messi l’ animo in pace..Non mangia a pranzo?? mangera’ di più a cena, e quando ha veramente fame mangia anche quelle cose che di solito schifa!! Ora non so se questa teoria pediatrica si possa applicare anche al tuo Matteo, ti posso dire solo che Alessandro ha quasi 10 anni e sfiora i 20kg, e qualla volta che li supera e quindi gioiamo felici,poco dopo si alza di statura e quindi tutto torna come prima. In ogni caso buona fortuna!!

    1. Sicuramente la componente “punizione” della mamma o comunque un suo modo di attirare la mia attenzione ci sta… concordo. Cerchero` di dargli maggiori atenzioni in altri campi e non dare molto peso al momento del pasto e vediamo se cambia qualcosa.
      La teoria del tuo pediatra ha senso da un certo punto di vista… anzhe se viene sempre un po’ d’ansia quando i figli non mangiano…
      Grazie andrea per il tuo punto di vista preziosissimo! In parte mi hai rincuorato 🙂

  2. Sarà  il nome 🙂 ma da noi funziona come da Andrea, abbiamo smesso di pensarci. Mio figlio non ha mai mostrato interesse per il cibo, neppure da neonato, eppure in qualche modo cresce. Poichè è leggermente anemico come me abbiamo una serie di integratori che gli forniamo lungo l’anno secondo consiglio dei pediatri e basta. E’ che non si tratta di mangiare solo alcuni cibi ma che proprio non riesce a superare dosi minime e comunque scarse per la sua età . E quando mangia un pò di più alla fine si sente appesantito e si lamenta di star male … Io tento sempre di diversificare i suoi pasti ma se poi ne lascia la maggior parte non mi cruccio. Mio marito dice che è un bambino eco-compatibile: mangia poco, assimila tanto, cresce ed è pieno di energia!

    1. Tuo marito è fantastico! 😀 Mi sto ancora sbellicando dalle risate!! Vero, non c’è dubbio che sono ecocompatibili sti bimbi!!
      Vediamo se con il libro che sto leggendo e i vostri commenti, riusciamo a cambiare un po’ le cose. Ma forse, come mi pare di aver capito da quello che scrivi, le cose non è necessario che cambino perchè loro comunque stanno bene…. mah…

  3. cara come ti capisco…il mio cucciolo è simile al tuo ….lui ha mangiato di tutto fino a 18 mesi poi stop a tutto …e ho provato anch’io di tutto ma tutto nulla …ho sempre cercato di essere sorridente e poi magari vo in bagno a piangere come una scema….ma niente nn mangia eppure cresce e alto sta bene…e grazie campa di latte…a colazione a volte a merenda e prima della nanna….meno male che almeno quello piace…e cosi ho letto diversi libri nessuno con una vera soluzione….da io mi svezzo da solo …al mio bambino non mi mangia bellissimo e cosi visto che il pediatra dice meglio magro che grasso meglio poco che tanto…su signora nn perde peso….e dico e va perche arrab.cresce sta bene ama il latte …mangerà  anche perche non posso tenerlo a digiuno per piu di 2 mesi e cattiveria…e cosi dopo 3 mesi che ho mollato la presa non ti dico che mangi chissa cosa ma 10 penne le mangia rigorosamente in bianco con il grana mangia 3 forchettate di pesce e una di carne una fetta di bresaola…queste sono le sue quantità …adora la spremuta e la frutta ma in quantità  minime ma sono contenta perche e meglio di nulla….e non dando peso se mangia o meno…oggi mi ha chiesto un biscotto!!lui non ama i dolci quindi qualcosina va….tu leggi il libro cosi poi mi dici se funziona e io vedo se lo trovo qui…ma non urlare non serve a nulla….un abbraccio

    1. Hai proprio ragione, urlare non serve a nulla. Sto entrando anche io nella fase “Comunque cresce e di certo non siamo in Biafra” e mi sto convincendo che anche se poco, almeno qualcosa lo manda giù… Grazie Sandra. Sapere che non si è soli aiuta sempre tantissimo perchè fa mettere le cose in prospettiva che è sempre la cosa migliore per cominciare a risolvere i problemi 🙂
      Continuo nella lettura e nella sperimentazione su Mr Picky Matteo e poi vi aggiorno 😉

  4. Io sono una persona molto schizzinosa. Lo sono SEMPRE stata tanto che in terza elementari scrissi una vibrante lettera di protesta alla mensa scolastica: troppe verdure.
    Anche con me son state provate tutte. Dai metodi dolci a quelli stile SS della mia maestra che mi costringeva a tavola a finire il pasto anche con la roba fredda mentre i miei compagni erano in giardino a giocare.
    L’unica che è riuscita nell’intento di farmi mangiare qualcosa di diverso è stata mia nonna: dal purè liofilizzato a quello di vere patate!
    Per il resto ancora oggi mangio solo 3 tipi di verdure: rucola, carote e finocchi. Tutte rigorosamente crude.
    Non tocco quasi la carne rossa e mangio solo il pesce spada ed il tonno in scatola.
    Non che sia una fan del cibo spazzatura: odio Mc Donald’s e similari, ma mi nutro molto di formaggi, pasta e carne bianca.
    Eppure sono una ragazzona di 1.73 per 70 chili. Certo, so che la mia dieta fa pena, ma si campa lo stesso.
    Insomma: se Matteo sarà  un irriducibile come me non preoccupartene più di tanto, Enrica! 😉
    E poi chissà , col tempo cambierà  ancora…

    1. In effetti cara LaEli hai ragione. Si cambia eccome con il tempo. Certe abitudini alimentari si abbandonano per dare spazio a altre. Io ho un passato da bimba del biafra. Di una magrezza che faceva passare mia nonna intere notti in bianco. Ma sono comunque sopravvissuta pur mangiando poco o niente. Scartavo tutto, indugiavo sul piatto per ore, insomma il cibo per me era un vero e proprio optional.
      Attualmente ho un rapporto diverso a tavola, sono golosa di certe cose e ancora continuo a rifiutarne altre. A volte mangio da far schifo altre se potessi salterei a piè pari il pasto (e succede pure).

      Con Camilla ho avuto lo stesso problema quando era molto piccola, ora ha un approccio con il cibo pressochè normale, mangia le quantità  che lei ritiene opportune e non mi preoccupo finchè il pediatra mi assicura che la sua crescita è assolutamente regolare, in più è una bambina magra di costituzione perciò la ciccia in lei non è contemplata a prescindere e nemmeno uno stomaco di ampia portata. E poi dopo che ho conosciuto il santo detto che recita:”un bambino che non mangia, mangiò e/o mangerà ” sono decisamente tranquilla…

  5. figurati cara tra mamme con bimbi complicati ci si capisce^_^ oggi mi sono preparata un piatto di pasta e piselli e lui che odia tt quello che e verde appena l’ha visto mi ha chiesto e per me….eh eh caro figlio mio il piatto era per te…ma ho fatto finta di nulla e dico ma amore vuoi mangiare questo?ma e il mangiare della mamma!!e lui o no voglio io….per piacere mamma ed io con faccino triste dico e vabbe se lo vuoi tu la mamma cede volentieri il suo pranzo buonissimo a te…e lui tutto fiero si è pappato mezzo piatto di pasta con piselli alla velocità  della luce pensando camb.idea ahahahah
    mamma 1 figlio 0

  6. La psicologia a tavola è un’ottima arma… 😀
    Una volta è capitato che avessimo messo i piatti in tavola per tutti: tutti mangiavano la stessa cosa ma siccome matteo continuava a rifiutarla, per lui stavo preparando altro, solo che ci stavo mettendo un po’ più del solito.
    A vedere tutti serviti tranne lui Matteo ha protestato chiedendo perchè lui non mangiava… l’ing Brambilla ha preso la palla al balzo e ha esclamato “Ma tu non vuoi mai mangiare quello che mangiamo noi… abbiamo pensato che forse non sei per niente interessato”.
    Ovviamente Matteo è rimasto scioccato e ha richiesto il nostro stesso piatto, pappandoselo tutto.
    E` stato un episodio unico purtroppo… il trucchetto non ha più funzionato. Ma è una conferma che molte fisse sono proprio questo: fisse.

  7. Ciao mamme
    Ho letto il post di Erica e le vs risposte e mi sono un po’ confortata
    Perchè in questo periodo sono un po’ in tensione per il fatto che il mio piccolo di 3 mesi e mezzo
    Mangia circa 500 e poco più di la al giorno (dovrebbe arrivare a 700/800)
    15 gg fa prendeva il mio latte ma crescendo poco siamo passati alla formula….
    A volte i pasti diventano una crociata, lui ne prende 60/80 poi stop, se poi ha sonno non se ne parla
    Io (questo è il problema) faccio fatica a non cadere in ansia, cerco di stare tranquilla perchè so che la mia tensione passa al pupo…. Ma è difficile davvero, così oltre che lui non mangia
    Mi sento in colpa perchè lo forzo e magari rischio di rovinare un momento che dovrebbe essere di piacere e sereno…
    Diciamo che sto imparando a mantenere la calma, ci provo e
    Ormai non lo forzo più (ho deciso) e mi dico mangerà  qdo ha fame….
    Tra l’altro ho notato che lui mangia meno qdo sta fuori casa o ha gente intorno, (questa ultima cosa infastidisce pure me: sembra che il mangiare sua una prova, se mangi allora sei bravo, ma che significa???)…. I ns. Figli sono Persone non macchine!
    Ecco devo ripetermelo di fronte all’ennesimo rifiuto di latte 🙂
    Quante implicazioni psicologiche ha l’essere mamma!!!
    Un abbraccio a tutte voi
    Lucia

    1. Brava Lucia! Proprio cosi`, mantenere la calma, pensare che sono persone con il proprio carattere e temperamento, che non sono tutti uguali. Anche io me lo ripeto ogni volta eppure non è facile. Proprio stasera, dopo aver passato mezzo pomeriggio a preparare manicaretti per stuzzicare l’appetito di Matteo, mi sono sentita dire la solita frase “Ma che schifo, non mi piace, non lo mangio!”… saro` stata stanca è l’unica spiegazione per cui ho ceduto e mi sono messa a piangere. Di nascosto, ma ho pianto e forse Matteo avrebbe dovuto vedermi.
      Alla fine l’ingegner Brambilla lo ha un po’ intortato e lui ha mangiato… di certo non muore di fame ma è una questione di “educaizone” al mangiare più che il nutrimento in sè.
      Si, decisamente ci sono molte implicazioni psicologiche nell’essere madri: sta a te decidere se vuoi essere psicologa e “cavalcare queste implicazioni, o farti soverchiare e uscire pazza.

      Sai che ti dico? Ogni volta che ti senti a terra, scoraggiata, preoccupata, scrivici… condividiamo tutte la stessa barca 😉

        1. ecco. quando leggo frasi come questa di Lucia mi si riempie il cuore di gioia e orgoglio. ‘petta che chiudo la mia ruota multicolor. Oh, un pò di sana vanità  ci vuole, no?!

          grazie Lucia <3
          un abbraccio
          Deb

  8. Ciao Enrica,mia figlia,oggi di quasi 7 anni,….non tocca una verdura,non mangia altra frutta che non sia la mela,non mangia pesce…beve solo acqua….e non assaggia niente di nuovo! E pensare che fino a 18 mesi era una bambina curiosa con il cibo, passeggiava e mangiava tutto! Poi ha subito una ospedalizzazione comprendente vari esami….anche importanti…..e da lì , è cambiato tutto!!! Ed io ci impazzisco a volte…..e come te…..ho provato tutto, importante modo vano! Spero tanto che quel libro possa essere utile!

    1. Cara, quel libro non e` stato utile per niente… ma da allora sono passati un paio di anni e le cose sono cambiate. Non posso dire che siano due degustatori sopraffini, ma almeno le battaglie sono piu` contentue.
      Spero veramente che tua figli possa trovare finalmente interesse per il cibo!

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