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Moda bimbi. Ma come li vestiamo?!

moda bimbi

Quando ho comunicato di aspettare una femmina  prevedevo -in particolare dalla famiglia di mio marito- una ola da Mondiali di Calcio.

La tanto attesa femminuccia dopo una trafila di nipoti con braghette, fionda in mano e macchinine varie era il minimo che potesse richiedere.
Non appena Gnoma ha visto la luce del pianeta terra è stata prontamente imbellettata dalla nonna che nemmeno la bomboniera della mia cresima. A stento sono riuscita a trovare il suo faccino sommerso da pizzi, merletti, fiocchi di raso, farfalle in tulle.
Sembrava il pistillo di un fiore tropicale.

Ho subito avvertito il pericolo a cui sarei andata incontro ma purtroppo sono riuscita a bloccare l’emorragia solo di recente, vale a dire quando mia figlia, raggiunto il senno dei sei anni e mezzo e della sicurezza di cosa preferisce indossare, ha detto stop all’acquisto squilibrato della nonna e della zia.

In effetti, analizzando la psiche di una donna che si ritrova tra le braccia un batuffolo con i cromosomi XX si riscontra un corto circuito nell’area della vista che porta i neurotrasmettitori a divulgare al cervello il messaggio: “prendi il portafoglio, il bancomat, corri in banca e accendi un mutuo, chiedi anche un microcredito e fai incetta spietata di abbigliamento bambina“.
Così mi sono ritrovata, negli anni, a sistemare il guardaroba di mia figlia sentendomi la colf di Anna Wintour.

La situazione ha spesso rasentato il limite dell’assurdo e Gnoma sembrava veramente una vip capricciosa con frequenti cambi d’abito quotidiani. Che poi andare al parco, e far frullare la tua bambina tra altalene e scivoli, vestita come Shirley Temple (perché che fai, contraddici la suocera?!) ti senti come una nudista in una moschea.
Ammetto che lo scenario modaiolo per piccole donne offre una gamma senza confini e che a madri, nonne e zie fa perdere spesso il lume della ragione.
Forse è bene analizzare questo aspetto sociale perché vedere in giro le pseudo protagoniste di appena un metro di altezza di Sex and City, inizialmente ti fa un pò  sorridere poi ti rendi conto che le modelle formato mignon con bag al braccio, occhiale da sole a forma di cuore e una lieve presenza di lucidalabbra sulla boccuccia, in futuro potrebbero avere tutte le carte per sfondare come lap dancer.

I vestiti da bambina inducono in tentazione, lo ammetto.

Anche io sono scivolata nella debolezza di comprare (quando riuscivo ad inserirmi tra uno dei rari  momenti di stasi da spesa sregolata della nonna) qualche velleità  fashionista ma adottando sempre la misura che mi ha permesso di non ridurre mia figlia una Little Miss Sunshine.

E ora il paradosso è il seguente: Gnoma esige un look monotematico in cui predominano leggins e maglie di cotone comode. Tutto il resto l’ha impietosamente censurato e sfrattato dal suo armadio. Proprio vero che tutto ciò che non vuoi nel piatto hai.
Cartellino con prezzo e misura del capo “in” -che lei non ha voluto nemmeno provare- compreso.

Post sponsorizzato da Aliko Abbigliamento

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Deborah Papisca

L'avvento dell'era dei blog e dei forum forgia la sua fortuna permettendole di realizzare il sogno di una vita: vedersi pubblicare un romanzo. 'Di materno avevo solo il latte' è uscito il 10 maggio 2011 e sembra avere valicato i confini delle sue aspettative oltre ad averla finalmente conclamata scrittrice ufficiale. Continua a leggere

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