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Un invito alla mamma impegnata: rallenta!

mammaGwyneth Paltrow è una mamma sfortunata, ricordate? La sua infelice intervista ha fatto il giro della rete, rischiando un vero e proprio linciaggio da parte di un battaglione di mamme normali che hanno trovato denigrante la sua posizione. E come dare loro torto. La povera attrice (che per altro a me piace molto, come attrice, non particolarmente come mamma però) ha sentito il bisogno di mettere i puntini sulle “i”, sottolineando come le sue parole fossero state estrapolate dal contesto e il loro senso distorto.

Mah, sarà… nelle sue parole io non vedo altro che critica e giudizio un po’ affrettato.
Comunque il mondo dei vip è pieno di mamme ansiose di dispensare al resto di noi mortali suggerimenti, commenti, consigli, meglio se non richiesti.
Ma che volete farci, le luci della ribalta sono irresistibili e a noi ci tocca di subire le conseguenze.
Non voglio però fare di tutta l’erba un fascio. Tra gli illustri attori di Hollywood e dintorni, ci sono ottimi genitori, che se spostati dal loro contesto dorato, potrebbero benissimo amalgamarsi con noi tutti senza destare alcun sospetto.

Tipo Angelina Jolie, che con il suo assortito battaglione di figli, mi ha colpito con un commento sensato, profondo, di una semplicità e verità sconcertante.
Dichiara serenamente che quando sente di fare troppo, lei rallenta e se può fa di meno. Si dichiara fortunata perché non ha bisogno di fare un lavoro continuativo, pressante (checche ne dica Gwyneth) e non è nemmeno una mamma single che fa fatica ad arrivare a fine mese. Ammette di essere privilegiata, potendosi permettere del tempo per la sua famiglia e di questo lei è molto grata.
Data la sua posizione conclude dicendo che le mamme con il supporto e l’aiuto che ha lei non dovrebbero lamentarsi.

Angelina, cara, se hai voglia di lamentarti, hai il permesso di farlo perché per quello che hai detto ti sei guadagnata 100 punti fedeltà, con stima della sottoscritta annessa.
Quello su cui vorrei porre l’attenzione è l’invito a rallentare.
Ho molte amiche che hanno un ritmo di vita serrato, tra lavoro, casa e figli: le giornate sono partite di tetris in cui ogni componente della famiglia deve essere incastrato tra ufficio, traffico, spesa, bollette da pagare e via dicendo. Se i pezzi non vengono infilati a dovere, la partita è persa e la mamma rischia l’esaurimento nervoso.
Alle volte mi viene da dire che queste donne fanno troppo, danno troppo e pensano genuinamente di fare una cosa giusta per la famiglia.
Di certo molte faccende devono per forza essere sbrigate e non si possono delegare. Ma se si sedessero a tavolino e con lucidità analizzassero tutto ciò che fanno, siamo certi che queste mamme troverebbero ogni azione della giornata così vitale da non poter essere rimandata, delegata, tralasciata?
Mi chiedo se, oltre al carico intenso che hanno effettivamente, non ci sia anche la tendenza a fare più del dovuto.

Ci sono molte cose che scappano, sfuggono, non tornano più indietro. Vi faccio un esempio: i piedini di Davide sono adorabili ma presto diventeranno due fette puzzolenti e io non avrò più a disposizione due succulenti bocconcini da mordicchiare.
Quindi vi pare sensato dare la precedenza alla lucidatura di pavimenti, per esempio?
Vi dico di più: non lucidare i pavimenti è un’azione di protezione nei confronti dei nostri figli dato che diminuiscono le possibilità che facciano a gara di scivolate lungo il corridoio, andando a schiantarsi rompendosi l’osso del collo.
Non fraintendetemi: se voi siete organizzate, efficienti e avete dei figli collaborativi che vi permettono di portare a termine mille faccende durante il giorno, perché no? Se ciò vi rende soddisfatte e serene, procedete lancia in resta!
Se invece vedete che annaspate e boccheggiate, allora forse è il caso di prendere alla lettera il consiglio di Angelina Jolie e di cominciare a rallentare dove si può.

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Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

2 Commenti

  1. Ma, è tutto molto difficile da analizzare con lucidità. Mi spiego… amo il lavoro che facevo e come lo facevo (freneticamente!) ma quando decisi di mettere su famiglia, non mi sfiorò nemmeno l’idea di farla per poi trascurarla in base a quella che era la mia agenda di cose da fare di allora. Ho dovuto rifarmi le priorità, la lista di cose possibili e no, spostare sogni, viaggi, voglie, acquisti e piani di carriera e qui casca l’asino. Moltissime donne (e uomini) non mettono veramente i piedi per terra prima di fare famiglia, bensì, dopo.

    E soffrono cercando i nomi da dare alle rinunce, scelte obbligate, cambiamenti di ritmi che bisogna affrontare quando non hai un esercito di collaboratori a sostenerti (il ché non vuol dire che se ce l’hai l’esercito, il tutto non crolli lo stesso mentre stai altrove!).

    E guai a pensare che sia possibile giostrare tutto. L’infanzia dei figli, come hai ben illustrato, passa in fretta ma la carriera rimane? Una volta mi è stato detto da una mamma modèèèèrna al top della carriera che preferiva l’idea che i figli crescessero sapendo di avere una madre vincente e che si dava da fare, anche se per farlo li doveva affidare alla scuola, alla baby-sitter e ai nonni. Rallentare per lei non esisteva come verbo, credo perché era tutto a posto ma se crollasse la giostra, scommetto che un pensierino lo farebbe!

    Nel mondo delle mamme banali-normali-non-glamour c’è molto di non detto, molta infelicità nascosta perché -diciamocelo! – le 8 ore di lavoro che poi si trasformano facilmente in 12-14 perché hai bisogno dello stipendio x, fanno a cazzotti coi bisogni della serena vita famigliare ma ridurre giornata lavorativa e stipendio e consumi inutili ancora non è nei piani di moltissime donne. Pazienza!

    E mi piacerebbe che almeno il gossip servisse di spunto di riflessione a chi si occupa di welfare in questa baracca di mondo ma non è così.

    1. Concordo, non si puo` trovare il modo giusto da quello sbagliato. In realta` lo spunto di questo post e` capire cosa sono le cose non necessarie, non urgenti, che riempiono la giornata. Il lavoro di per se’ non e` una variabile su cui si puo` troppo discutere ahime`/per fortuna: come dicevo, se uno deve andare in ufficio e starci 10 ore, probabilmente non ha molte scelte.
      Tra il gruppo di tutte le cose che si “devono per forza fare” pero`, credo che ce ne siano alcune che possano aspettare.

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