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La mamma è genitore 1 o 2?

mamma

Un articolo sul Resto del Carlino del 12 Maggio mi ha piuttosto sconcertata.
Si riporta l’indignazione di una mamma fanese che si è sentita non debitamente festeggiata dalla scuola dei figli in occasione della festa della mamma, per colpa di un decreto approvato dall’ex ministro Kyenge e mai modificato dall’attuale Corridori.
La mamma con il cuore affranto è una certa Jlenia Cori, candidata comunale per Fratelli d’Italia Alleanza Nazionale e la questione è nata quando alla vigilia della festa, si è vista tornare i figli a casa dopo la scuola, senza nessun lavoretto dedicato a lei.
Non soddisfatta la povera mamma ha protestato ferocemente anche contro le ingiustizie amministrative che le hanno tolto il “diritto” di essere madre, relegandola a quello insulso di tutrice, visto che sui documenti ufficiali ormai è sempre più d’uso comune la dicitura “tutore” piuttosto che “mamma” o “papà”.
Ma più doloroso ancora è l’effetto a valanga del catastrofico editto Cecile che ha negato alla suddetta Mamma Cori il suo regalino da parte dei figli, dando la colpa a questa nuova e pericolosa deriva perversa di usare la dicitura genitore 1 e 2 invece che i classici mamma e papà.

Ora vorrei sottolineare alcuni punti:

1. Potrei sbagliare ma mi pare che a livello legale si è tutori di un minore a prescindere che si sia madre/padre naturale o adottivo o altro, ma questo probabilmente la povera mamma affranta non lo sa. Se su un documento ufficiale vuoi che venga scritto “La mamma” e magari ci vuoi anche i cuoricini e la faccina che sorride, credo che tu abbia bisogno di una rigida dieta con taglio drastico agli zuccheri.

2. Faccio una supposizione che in quanto tale potrebbe non essere valida. A mio parere mamma Cori ha pensato subito che la storia del genitore 1 e 2 fosse solo per dare diritti alle coppie omoparentali. Un bambino orfano di un genitore o magari di tutti e due non potrebbe rientrare anche lui nel gruppo di quelli che ha dei tutori o genitore 1 e 2?

3. A ruota con il punto 2: a questi bambini sprovvisti di una mamma (ne dico una a caso) non viene chiesto se si sentono discriminati quando tutta la classe si dedica al confezionamento di bigliettini amorevoli per le loro mamme, vive e vegete?

Se questa mamma si aspettava il lavoretto della scuola per la sua festa, sarebbe dovuta andare dalla maestra e chiederle come mai non è stato fatto.
Invece no, ha scritto al giornale trasformando una questione di poco conto in un caso sensazionalistico di discriminazione e minaccia all’ordinamento sociale, anzi, citandola di “furia ideologica che vuole impedire ai bambini di chiamare i propri genitori, e quindi di distinguerli in mamma e papà”.

A me di furia pare solo che ci sia la sua e per di più ridicola perché di fronte al significato profondo della parola genitore (1, 2, 3, 9 e ¾ ) che è quello di colui/colei che ama, protegge e cresce un bambino, un bigliettino con sopra scritto “ti voglio bene mamma” passa, a mio parere, in secondo piano.
Personalmente ritengo anche che basterebbe utilizzare la dicitura genitore o tutore, senza stare a definire la posizione in classifica, che mi pare tanto una scemata.
D’altro canto però intestardirsi sul fatto che su un documento ufficiale non c’è scritto mamma e per questo sentirsi minacciate nel proprio ruolo di genitrici, mi sembra una sciocchezza di proporzioni galattiche.
Vorrei rivolgermi a mamma Cori e dirle che se per sentirsi madre ha bisogno di ricevere il bigliettino di auguri o la poesia recitata dai figli e insegnata dalla maestra, allora dovrebbe rivedere le sue priorità.
Non sono contro i lavoretti dei bambini, anzi, io li adoro anche se si tratta di un foglio di carta con su uno scarabocchio. E` fatto da mio figlio e lo amo, ma è pur sempre uno scarabocchio e tale rimane: se dovessi rinunciarci perché la classe decide che per sensibilità nei confronti di qualche bambino sprovvisto di mamma è meglio non fare questi pensierini, allora va bene.
Penserò ad altre maniere per godermi la festa della mamma con i miei figli che non debbano per forza fare affidamento sul lavoro delle maestre a scuola, che sono li per insegnare non per far contente noi mamme.
La festa della mamma non sparisce perché in qualche classe non si fanno i lavoretti. La festa della mamma non sparisce se si accetta il fatto che ci sono famiglie omoparentali.
E men che meno sparisce la mamma o il papà per il solo fatto che oltre a famiglie tradizionali, esistono famiglie alternative.
La famiglia è tale perché c’è amore e l’amore non ha sesso ne’ numero di collocamento in classifica e di nomi ne ha molti, moltissimi.

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Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

2 Commenti

  1. Oooohhh! Non ci posso credere, finalmente qualcuno che la pensa come me…ho visto girare l’articolo di giornale di cui parli su Facebook con una sfilza di commenti degni delle peggiori Desperate housewives! Ma io dico, tuo figlio ti chiama mamma? ti dimostra affetto infinito durante l’arco della giornata? e allora perchè cavolo te la devi prendere per una dicitura (a parer mio più che giusta) su dei documenti ufficiali?! E’ ovvio che per tuo figlio sei e sarai sempre LA MAMMA, non è che un giorno, di punto in bianco ti dice: Genitore 1, è pronta la cena??? Poi, anche la storia dei lavoretti, si, io mi ricordo che da figlia, quando tornavo a casa con i lavoretti per le varie feste (mamma, papà, natale, pasqua e via dicendo) ero tutta contenta e soddisfatta per i complimentoni che mi venivano fatti, ma credo che ai bambini vada insegnato che le cose veramente importanti sono altre. Io e mia figlia di 17 mesi, facciamo spesso insieme la pasta di sale colorata e tengo da parte tutte le sue “opere d’arte”, non aspetto che vada all’asilo o a scuola per conservare bigliettini e disegni.
    La Sig.ra Cori, se posso permettermi, se vuole fare degli episodi quotidiani di suo figlio una bella propaganda elettorale, non ci fa proprio una gran bella figura con questa uscita…
    Enrica, che dire? Mi trovi pienamente d’accordo su tutto quello che hai scritto! Buona giornata 😉

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