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Maledetta primavera…

Sto riflettendo se l’inverno 2012 sia l’incarnazione di un mollusco gasteropode che per staccarlo dalla carta sinottica, che si deve fare, andare oltre la ragione e contattare uno sciamano maya?!

 No, perché a febbraio ha nevicato peggio del ’56 e  a marzo abbiamo goduto di venti di bora che ci hanno regalato tutta una serie di scoperchiamenti di riporti e partenze a razzo di parrucchini che hanno fatto scoop. E poi, vabbè, il virus influenzale che ogni anno mette a letto milioni di italiani è un must. Non ne possiamo fare a meno di sentirla come notizia. Un po’ come quando nel pieno della canicola estiva il Tg sbandiera consigli agli anziani di starsene a casa nelle ore più calde della giornata, di vestirsi con abiti leggeri, di colore chiaro e bere tanta acqua. Il tutto incorniciato con video di archivio che propongono individui che si rinfrescano nelle fontane delle piazze che a guardarli bene  sfoggiano dei look retrò da far inorridire anche Lady Gaga.

 

E poi arriva la Pasqua.

 

Stavolta è bassa, a ridosso del mese della “strage dei toupet”, però Pasqua è sempre Pasqua ecchecavoli: sole, cielo terso, uova di cioccolato, colombe con canditi che a chi non piacciono, tipo me, deve ridurre la fetta del dolce un mucchio informe di briciole per andare a stanarli, pulcini giallo fluo, pranzi esagerati che poi sensi di colpa e creme antiemorroidali come se piovesse, e fiori di ciliegio e mandorlo che sbocciano e diffondono il loro bouquet nell’aria frizzantina della primavera.

 

No, luoghi comuni (a parte le abbuffate di cui solo noi italiani siamo capaci).

Perché ieri l’altro in occasione della domenica di Pasqua trovarsi rinchiusa ermetica nel ristorante dell’agriturismo e sentirsi come in un rifugio sullo Spinale di Madonna di Campiglio, nemmeno si stesse aspettando già  mezzi brilli l’arrivo del nuovo anno è poco gradevole.

 

Come è poco gradevole vedere la gnoma iper delusa dal fatto che non fossi riuscita  a mantenere la promessa di portarla a visitare una fattoria piena zeppa di tutte le bestie di zio Tobia.

Come è ancora meno gradevole entrare nel panico al pensiero di intrattenere lei e l’amichetto figlio di una coppia di amici perplessi quanto noi e preoccupati sulle possibili alternative di “intrattenimento da interno per diavoli di piccole dimensioni” (lettore dvd e film no stop fino a cena? Chiamare con urgenza mago per festicciole? Scendere a rischiosi compromessi con lo staff di Eurodisney?!)

 

Insomma la Pasqua è andata così.

 

Ne siamo usciti comunque illesi grazie alla benevolenza del Lunedì di Pasqua che ci ha regalato un sole pallido ma per fortuna senza pioggia e raffiche di vento glaciale, concedendoci di portare gnoma e amichetto a dar da mangiare pane secco ai cavalli offerto loro con le dita rattrappite per il freddo, farsi prendere a calci nel didietro da una capretta con la luna storta, accarezzare i conigli che soprattutto nel periodo pasquale non sono proprio felici di incontrarsi con il genere umano, farci soffiare da un’oca sotto ciclo mestruale e godersi il contatto con la natura battendo i denti come avessimo delle nacchere al posto dei molari.

 

“Che fretta c’era…?

“maledetta primavera”.”

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Deborah Papisca

L'avvento dell'era dei blog e dei forum forgia la sua fortuna permettendole di realizzare il sogno di una vita: vedersi pubblicare un romanzo. 'Di materno avevo solo il latte' è uscito il 10 maggio 2011 e sembra avere valicato i confini delle sue aspettative oltre ad averla finalmente conclamata scrittrice ufficiale. Continua a leggere

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