Diario Oasi

Mai invitare un’amica senza figli per un caffè

Di amiche senza figli ne ho diverse. In realtà  sono più numerose di quelle con prole visto che prima di diventare madre  facevo parte di un target femminile in cui la parola bambino era sinonimo di “non ci penso nemmeno nell’anticamera di tutto il mio cervello e cervelletto”.

E con le amiche senza figli sono riuscita  a mantenere rapporti stabili anche dopo “Tsunami Camilla”. Con una in particolare amo vedermi ciclicamente per un caffè e due chiacchiere che in realtà  ammontano, alla fine di ogni incontro, a trentamilaquattrocentocinquantasei.

Di solito sono io ad andare da lei per gustarmi il suo espresso e un po’ di sano ordine privo di entropiche presenze bambinesche ma l’altro giorno, in via del tutto eccezionale, la mia amica è venuta da me visto che era nei paraggi.

Varcando la soglia è stata costretta a praticare uno slalom speciale all’Alberto Tomba cercando di non pestare:

  1. La Bambola di elsa karaoke, la new entry del Natale appena passato. Una coperta da divano con la testa di orso che se ci infili la mano dentro puoi anche concederti di improvvisare uno sketch alla Muppest Show (io l’ho fatto e confesso, mi sono divertita più di Camilla);
  2. Un peluche a forma di gallina che puoi tirargli il collo per mettere in azione uno stonaticcio di “Somewhere over the rainbow” del Mago di Oz;
  3. Il mio volpino nanoide che sembra un peluche se non fosse che defeca come un elefantino e abbaia no stop ogni volta che vede un estraneo invadere il suo territorio.

Riesco a salvare la mia amica dal suo percorso dal 120esimo livello di un videogioco per masochisti  e la faccio accomodare sul divano.

Caffè e biscottini per noi, osso buco scondito “ durata di masticazione 1 ora abbondante ““ per la topastra che ora se ne sbatte della violazione di domicilio della mia amica.

Lei  mi racconta del viaggio di lavoro, della sua convivenza, della litigata con la collega, dell’ultimo libro che legge, dell’aperitivo del venerdì  e del concerto di Bossanova, delle camminate a passo lungo per tenersi in forma  prima di cena e dell’ultimo outfit acquistato in un outlet al 60%, infine dell’ultimo film d’essay.

Io le elenco le mie alzatacce mattutine, i miei quotidiani tentativi grossié di convincere Camilla a scollarsi dal letto, andare a lavarsi e vestirsi, delle mie corse disperate per riuscire ad accompagnarla a scuola per tempo e con una certa dignità  invece di farmi vedere come se avessi appena ricevuto una scarica elettrica.

Le racconto di come vado al lavoro cercando di iperventilare e rinfrescare la faccia per eliminare le due guance rubizze da ubriacona.

Le dico anche che come esco dal lavoro torno a casa, spizzico un mezzo pranzo, porto a spasso il mezzo cane, ritorno alla base e rassetto un po’ qua e un po’ là , penso a cosa fare da mangiare per cena, vado a fare la spesa, se devo, e poi prelevo dai nonni Camilla, le faccio fare i compiti: il superlativo relativo, i decilitri ch si trasformano in litri, l’atmosfera e i suoi strati. Poi zaino da preparare sempre la sera prima e infine la cena entro le 19.30 per chiudere prima del prima la giornata bellica.

Infine concludo con una considerazione da lobotomizzata dicendole che non so più che cos’è un aperitivo del venerdì, l’ultimo film visto è una pellicola di un fantasma gelatinoso che deve combattere  contro un mostro di ghiaccio, e il libro letto è 4 amiche e un aquilone.

La mia amica mi interrompe, il suo caffè è ancora nella tazzina, ormai freddo, guarda l’orologio e dice di essere in ritardo.

Si è dileguata  in pochi minuti, lasciandomi con le restanti  28.563 chiacchiere che avevamo in programma.

Ma che ho detto?!

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Deborah Papisca

L'avvento dell'era dei blog e dei forum forgia la sua fortuna permettendole di realizzare il sogno di una vita: vedersi pubblicare un romanzo. 'Di materno avevo solo il latte' è uscito il 10 maggio 2011 e sembra avere valicato i confini delle sue aspettative oltre ad averla finalmente conclamata scrittrice ufficiale. Continua a leggere

9 Commenti

  1. oddio ho i lacrimoni dal ridere…devi amettere che sei andata completamente fuori target, la tua amica avrà  pensato che mai e poi mai vorrà  diventare mamma!!
    Forse ti conveniva partire da lontano , magari dall’ abbigliamento, dalle scarpe, dal look estetico che cambia quando diventi mamma o dal trucco per poi compiere una curva lenta su qualche amica in comune che ultimamente ha cambiato il suo stile di vita ritrovandosi incinta, per poi convergere definitivamente sulle tue giornate quotidiane.
    Cosi brutalmente esposta al tuo ritmo di vita, questa poveretta avrà  pensato che hai bisogno di un buon esorcista, e uscendo da casa tua si sarà  fatta il segno della croce con inchino e triplo bacino all’ altissimo!!! :-DDD
    Forse è una delle tante cose che non si sanno del fatto di diventare genitori, cambiano le priorità , le abitudini ed il tempo non basta mai,
    E’ inutile negarlo, la vita prima dei figli è completamente diversa, tempistiche , obiettivi, interessi,amicizie, tutto.
    Almeno nel mio caso, sono veramente poche le cose che hanno avuto una continuità  tra il prima e dopo.
    Per alcune persone le abitudini quotidiane, le certezze , sono alla base della vita stessa, levagliele o prospettagli di perderle e scapperanno via terrorizzate.

  2. in effetti nemmeno io ricordo poi moltissimo della mia vita prima dell’invasione degli ultragnomi, ma sono quasi sicura che non andavo al cinema, non avevo appuntamenti-aperitivi, guardavo i cartoni della pixar anche all’epoca e di certo non facevo shopping. Sigh! Devo ammettere che molto probabilmente, alzatacce a parte, la mia vita è decisamente migliorata.

  3. e si.. ….e tra un pò il libro “Cat in the hat” lo butto fuori dalla finestra… adesso vuole che glielo leggo anche prima del riposino pomeridiano…basta!!!!!!!!!
    HAHAHAHAH

  4. HAHAHAHA che ridere, devo dire che ho avuto troppe poche amiche con figli nei paraggi per desistere a volere un figlio, la maggior parte delle amiche con i figli le ho lontane (sono compagne di università ) e via telefonica arriva poco il senso di fatica e smarrimento….Dato che diventare madre è stato tutto fuorchè naturale sapeste quanto ho invidiato chi un figlio non l’ha mai desiderato…….però se lo desideri posso assicurare che la vita anche se piena di aperitivi, appuntamenti, viaggi etc etc ad un certo punto ti sembra a dir poco vuota. ciaooo

    1. Ma se hai amiche con figli e il delirio sadomaso per cui non bastano mai, più sono meglio sono, e la naturalità della gravidanza, la programmazione gentica e robe così e le spari che basta figli, una mi basta e mi avanzavper dieci vi te ( che poi magari ci pensi pure al secondo, ma ci pensi solo ecco ) perché ti trovi “in un periodo così ” e io mi ci trovo spesso, quella scappa lo stesso; se non lo fa lei lo fai tu perché ognuna vive questa bellissima e terribile esperienza in kodo diverso………
      Morale? C’é poco da frequentare, devi trovarne una proprio sintonizzata sul tuo canale

  5. Le tue parole mi hanno fatta sorridere perché a me è successa la stessa cosa!
    Se sei tra mamme fai fatica a bere un caffè perché devi stare attenta che i bimbi non ti distruggano la casa e che non si facciano male, mentre se sei con un’amica senza figli allora devi sperare che capisca il tuo “delirio” da mamma e il fatto che ormai non sei più aggiornata su nulla di mondano!
    Bisogna riderci su, prima o poi o tutte avranno figli e allora di che ci capiranno o i nostri figli cresceranno e noi torneremo ad aggiornarci e a uscire 🙂
    Un abbraccio,
    Angi

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