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Madri surrogate indiane: un business al limite della legalità

La realtà  Indiana

La maternità  surrogata, o meglio conosciuta come gravidanza tramite “utero in affitto“, è oramai un business ben avviato in India, dove frutta 2,3 miliardi di dollari l’anno.

Il numero di cliniche per la fertilità  in questo paese è in costante aumento, così come le richieste da parte di coppie di paesi esteri (principalmente USA e Regno Unito) che richiedono il servizio di maternità  surrogata in India, dove i prezzi sono molto bassi.

Infatti, con 25-30mila dollari è possibile “affittare un utero” indiano, mentre negli USA, dove la pratica è comunque legale, non si scende sotto i 50mila dollari.

Le volontarie indiane che contattano le cliniche, provengono principalmente dalle aree più povere del paese e si tratta per lo più di giovani analfabete e senza lavoro, spesso con una famiglia alle spalle che ne sfrutta i guadagni, per altro piuttosto alti.
Si parla infatti di 8/9 mila dollari a gravidanza, cifra che in India è pari a 10 anni di lavoro per un impiegato con media qualifica.

Si è calcolato che in un anno nascono almeno 1500 bambini dagli uteri in affitto: sperma e ovuli provenienti dai paesi occidentali, vengono impiantati nelle riceventi che molte volte vengono sottoposte a cure ormonali molto intense per garantire il massimo successo. àˆ notizia recente la morte di una giovane donna all’ottavo mese di gravidanza, morta per complicazioni, il cui bambino però (figlio di una coppia statunitense) è stato salvato.

E` garantita la legalità ?

Nonostante sia una pratica legale, molte sono le zone d’ombra che avvolgono le cliniche della fertilità  indiane, dallo sfruttamento, alla mancanza di copertura medica a gravidanza conclusa.
àˆ per questo motivo che l’Indian council for medical research (Icmr) nel 2005 ha presentato una proposta di legge per regolamentare maggiormente questo business, ma da allora non si è fatto nessun passo avanti per fare diventare questa proposta, legge concreta.

In Italia la maternità  surrogata è illegale, si sa, ma senza bisogno di andare in India, basta attraversare la Manica e nel Regno Unito è possibile trovare, tramite cliniche specializzate, madri surrogate, legalmente tutelate, medicalmente assistite e, si spera, perfettamente consapevoli di cosa stanno facendo.

Voi come la pensate in proposito? Siete a favore della maternità  surrogata o la ritenete inconcepibile dal punto di vista etico e morale?

Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/26/utero-in-affitto-in-india-e-boom-clienti-anche-dallestero-ma-madri-no-hanno-tutele/454192/

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Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

4 Commenti

  1. Francamente io sono favorevole. Quando, come scrivi tu, la madre surrogata è tutelata e seguita nel migliore dei modi, non ci vedo nulla di mostruoso. Il sogno di avere un bimbo proprio per le coppie sterili non è certamente da criminalizzare e se questa è un’opzione (lungi dalla realtà  indiana, ovviamente) perchè no? Anzi, trovo anche abbastanza bello pensare ad un bimbo con due mamme…

  2. Credo che se le adozioni fossero più semplici, anche e soprattutto di bambini molto piccoli, questo fenomeno sarebbe molto ridotto. Detto questo non ho opinioni morali da dare dico solo che non credo ricorrerei a questa pratica. Spero solo che le madri surrogate siano tutelate da ogni punto di vista e che i futuri genitori che ricorrono a questa partica scelgano con attenzione di rivolgersi ad associazioni che lavorano con serietà . La gravidanza non è solo impegnativa fisicamente ma anche emotivamente e speculare su donne povere che si prestano per sopravvivere a questa pratica mi pare particolaremente triste.

  3. concordo con peppa. credo che la pratica sarebbe più accettabile se fatta in modo controllato e garantito, senza sfruttare l’estrema povertà  delle madri “in affitto”.

  4. Secondo me la cosa è un po’ controversa: la situazione idilliaca che ha descritto Elymomo non sempre si verifica, capita alle volte ( secondo me spesso ) che il legame che si crea tra la madre biologica ed la sua creatura sia talmente forte e coinvolgente da rendere difficile e dolorosa la separazione per entrambi.
    Nel caso di queste povere donne indiane probabilmente il ” prodotto ” è talmente importante da rendere insignificante qualsiasi altra cosa, fosse anche la vita della gestante e l’ amore che si crea tra i due.
    Inoltre vedo molto difficile che una mamma surrogata possa far parte della vita del neonato dato in affidamento, come succede per le adozioni in cui i dati del ricevente vengono tenuti riservati.
    Sicuramente quoto le considerazioni sulla difficoltà  di adozione di un bambino, ci sono tanti genitori pronti a dare e tantissimi bambini pronti a ricevere, con le dovute precauzioni e controlli pre e post affido, si potrebbero eliminare tanti preconcetti e burocrazia inutile.
    Non posso sapere cosa prova una donna o una coppia che non riesce a coronare il sogno di diventare genitori ma so che se fosse capitato a me mai avrei chiesto ad un’ altra donna di prestarmi il suo corpo per diventarlo, proprio per il rispetto profondo che ho per quel legame che si crea tra questi due corpi.
    Chi è genitore conosce quel legame più profondamente di chiunque altro, mi chiedo perchè viene messo in disparte con tanta facilità !

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