Educare

Ma da bambina ero così?

gatto con canocchiale

Quando ho guardato gnoma per la prima volta tuffandomi dentro i suoi occhioni verde smeraldo e prima di venire sopraffatta dalla depressione post parto che mai mi avrebbe fatto promettere “amore farò di tutto per essere una brava mamma“, le ho assicurato: “amore, farò di tutto per essere una brava mamma. Non ti urlerò per cercare di farmi ubbidire. Non ti metterò in punizione per farti capire che esistono delle regole nella vita che se segui fin da bambina faranno di te un buon adulto. Ti educherò al dialogo, alla comprensione, alla fiducia e tu vedrai in me una mamma, un’amica, la persona di cui potrai fidarti ad occhi chiusi.”

Ora, le buone intenzioni c’erano tutte.

Dalla prima all’ultima.

Ma poi gnoma è passata, da meno di un anno, alla fase “sono una scolastica” – buttandosi alle spalle biberon, pannolini, pappe di tapioca e mais e biscotti solubili ““ fiera del suo zaino di Hello Kitty e del fatto che alla veneranda età  di sei anni si sente una donna emancipata, indipendente, che non deve chiedere mai.

“Chiedere” è in verità  il suo passatempo preferito. Forse è meglio dire che non ti ascolta nemmeno se ti butti ai suoi piedi e ti dimeni come una tarantolata.

Attualmente la mia stanchezza si è spostata dal piano fisico (traduci: non si è dormito una sacra mazza per ben sei anni tondi) a quello psicologico (aritraduci: con tutte “˜ste edizioni dell’S.O.S. Tata che basta un loro battito di ciglia e anche i bambini più spavaldi si mettono in riga come tanti soldatini io c’ho la frustrazione, che anche se sputassi gli occhi e ci giocassi a cicopalmo non verrei cagata di una lira”).

Gnoma è intelligente, capace, talentuosa, spiritosa, sensibile, spesso fragile, imprevedibile, distratta ““e questo ai massimi registrati-, capricciosa, impunita. Sorda quando le serve, dall’udito acuto quando dico cose che non deve sentire:«cos’è che hai detto mamma?», «cosa ho detto?!…», «una parola che comincia per “C” e finisce per “O” e ha ..aspetta”» si concentra sulle dita di una sua manina e inizia a contare sottovoce, «ha cinque lettere!!»

«Stavo parlando con una mia amica al telefono, era una conversazione di”grandi» come odio uscirmene con queste dichiarazioni da deficienti con una bambina che ha molte più capacità  intellettive di quanto pensi. «Sì però anche se fai discorsi da grandi mica si dice quella parola..», forse è giunto il momento di brevettare un raccoglitore di mascella in caduta libera.

Mia figlia raramente percepisce un ordine per quello che è. O meglio, lo percepisce dopo 14.000 esortazioni posizionate su toni gentili, 3.500 moniti elargiti con una voce leggermente più aspra per concludere con un urlo che o la fa piangere o la porta ad insultarmi e definirmi “una mamma cattiva”.

Ma devo mantenere la promessa perché malgrado tutto al dialogo ci tengo, alla fiducia genitore/figlio pure rinnovando ogni mattina la mia “antica” promessa.

Se i miei genitori sono riusciti a trasmettermi questi valori ce la posso fare anche io.

Soprattutto forte della consapevolezza che anche io da bambina ero così.

Parola di mia madre.

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Deborah Papisca

L'avvento dell'era dei blog e dei forum forgia la sua fortuna permettendole di realizzare il sogno di una vita: vedersi pubblicare un romanzo. 'Di materno avevo solo il latte' è uscito il 10 maggio 2011 e sembra avere valicato i confini delle sue aspettative oltre ad averla finalmente conclamata scrittrice ufficiale. Continua a leggere

4 Commenti

  1. Crisi post-partum anche io e ho ammirato il carattere di mia figlia da subito: prematura decisa a farcela mettendoci tutto l’impegno necessario! ora a due anni e mezzo mantiene le promesse di allora ed è dolce, ascolta e per questo a volte mi sono chiesta se non pretendevo troppo o non ero troppo severa, ma per fortuna sa anche dire NO e cercare il SUO modo per fare le cose.
    Mi spaventano i bambini che sono passivi e obbediscono, che non si oppongono, davvero. A una riunione al nido le mie domande erano proprio su questo: come aiutare i nostri figli a NON ascoltarci sempre? A cercare la loro indipendenza di pensiero? Perchè noi genitori sbagliamo e neanche poco direi, spero che la mia si salvi 🙂 da me pensando con la sua testa -usando gli strumenti che le abbiamo dato noi e la scuola- e per questo non è mai troppo presto. 6 anni vanno più che bene!!!!

    1. Sollevi un punto interessante Silvia. E’ vero. La disubbidienza dei figli ha anche una sua valenza positiva. Proprio ieri parlavo con mia madre di Camilla e noto in lei una indipendenza dalle scelte di massa che fanno le amiche. Esempio: a carnevale tutte truccate da tigre, Camilla invece si è voluta distinguere facendosi dipingere un fiore e una farfalla “sennò mi confondo nel gruppo!” la cosa mi fa piacere per lei e augurandomi che riesca a mantenere questa personalità  (non portandola all’eccesso) mi auguro anche di essere ascoltata di più la mattina quando cerco in tutti i modi di farla alzare dal letto!!!

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