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L’emancipazione femminile comincia in casa

emancipazione femminileSpesso si sente parlare di battaglie per la parità  dei diritti tra donne e uomini in ambito lavorativo e di opportunità  di carriera.
Le donne lavorano tanto quanto gli uomini eppure guadagnano meno a parità  di posizione e molto spesso (troppo spesso) non arrivano a coprire le stesse cariche di prestigio.

Cosa si fa per riportare un pò di equilibrio? Le quote rosa? A me personalmente non piacciono e ora vi spiego perché.
Mi sembra quasi che si voglia imporre per forza un certo numero di femminucce in un dato ambito, a prescindere dalla preparazione e dalle competenze, così si da il contentino al sesso femminile e non si rischia qualche denuncia per discriminazione.
Poi, una volta che le si è piazzate dove di dovere però, non si fa nulla per adeguare l’ambiente lavorativo affinché donne/madri di famiglia possano conciliare con successo questo dualismo, per cui solo poche ce la fanno a fare veramente il lavoro da uomini, mentre molte altre rinunciano perché vengono messe di fronte alla scelta “famiglia/carriera”, dove a vincere di solito è la prima.
Ecco dimostrato che le donne non sono in grado di fare il lavoro degli uomini.
Troppo drastica e semplicistica? Forse.

Altre idee?
Sheryl Sandberg, Chief Operating Officer di Facebook pensa che questa parità  debba partire da casa, dove sono i genitori a dare il primo esempio.
In particolare Mrs Sandberg ritiene che il ruolo chiave sia in mano ai papà  che accogliendo mansioni più prettamente materne e femminili, dimostrano ai figli (soprattutto alle figlie) che uomini e donne possono occuparsi degli stessi compiti, smentendo l’idea che la differenza di genere sia una barriera insormontabile nella definizione dei ruoli.
Tutto sommato crescere vedendo che mamma e papà  possono scambiarsi le mansioni casalinghe, potrebbe dare maggiore consapevolezza alle future donne e chissà  mai che tra queste bambine un giorno salti fuori la futura prima Presidente Donna degli Stati Uniti.

Tutto bello e tutto interessante però…però. Mrs Sandberg dovrebbe dare un’occhiata ai risultati di una ricerca compiuta presso l’Università  di Washington.
Secondo i ricercatori, in seguito ad osservazioni durate due anni, nelle famiglie dove il padre si è occupato di mestieri prettamente femminili (cucinare, fare la spesa, pulire casa,”) e la madre di quelli più maschili (manutenzione domestica, pagamento bollette,”) l’armonia in camera da letto ne avrebbe sofferto quantitativamente.
Sembra che più l’uomo fa il mammo e meno soddisfazioni coniugali riesca a raccogliere, come a dire che l’impostazione “rigida” dei ruoli creatasi nei secoli nelle nostre società , abbia influenza sui rapporti di coppia e che scambiando i ruoli, la coppia perde il suo equilibrio.
Ohibò, e allora? Qui si è di fronte ad un dilemma mica da poco! Dovrebbero i papà  incoraggiare l’emancipazione delle proprie figlie sacrificando l’intimità  di coppia?
Mai mi vorrei trovare nei panni dei papà  in questo momento!

Ora, avete letto tutto ciò che ho scritto e magari seguito i link delle fonti a cui mi sono rifatta. Quali sono le vostre deduzioni?
Personalmente ritengo che un buon esempio di parità  tra i sessi in famiglia sia un buon punto di partenza. Ciò non è sufficiente però se la società  in cui queste giovani lavoreranno non sarà  sufficientemente flessibile tanto da andare in contro alla dicotomia donna/mamma.
Se una donna per esempio, avesse uno stipendio pari a quello di un uomo, chissà , magari lei potrebbe lavorare e mantenere la famiglia di cui lui si occupa quotidianamente.
Oppure, se ditte e aziende prevedessero asili nido di default o flessibilità  che permetta lavoro da casa, chissà  magari diminuirebbero le donne che rinunciano non solo alla carriera ma addirittura al lavoro per via della famiglia.
Così, la butto li giusto per dirne qualcuna.

Una cosa però è assolutamente certa: le Università  Americane dovrebbero interessarsi maggiormente della vita sessuale dei moscerini della frutta, i quali, vivendo pochi giorni, ci danno dentro che manco Rocco Siffredi.

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Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

2 Commenti

  1. Hai chiesto un papà ? Papà  presente ed abbastanza impegolato sui lavori di casa ( anche se potrei fare di meglio ), anche secondo me tutto comincia dalle pareti domestiche, dove bisogna insegnare ai figli, fin da piccoli, che il sesso non conta in nessun ambiente lavorativo, compreso quello domestico. Siamo noi a dover dare l’ esempio, e farli crescere nella convinzione che un uomo può cucinare e stirare e una donna puo’ demolire l’ asfalto con il martello pneumatico e condurre un tir da 40 tonnellate per 800 chilometri!
    Molte famiglie sono ancora impostate su una rotta tradizionalista, l’ uomo lavora e quando torna si svacca sul divano con la birretta fresca e la tv accesa, mentre alla donna rimane la conduzione della casa, l’ allevamento e l’ educazione della prole, pagare le bollette e risolvere i problemi. Ironia della sorte beffarda una famiglia come quella che ho appena descritto è proprio dei nostri migliori amici, inutile dire che lei è quasi in analisi per lo stress quotidiano!

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