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L’anno nuovo e i buoni propositi

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Buoni propositi sì o buoni propositi no? Tenerli per sé o sbandierarli in rete? Un dilemma e un tormentone che si ripete ogni anno immancabilmente.
Volente o nolente ci casco: “quest’anno farò… sarò… dimagrirò…” e via dicendo.

Ogni primo Gennaio stilo la lista dei propositi da attuare e solitamente in cima alla classifica c’è sempre il “perdere peso“. La dieta dell’anno nuovo è un evergreen ormai da 25 anni, il che significa che non ha mai dato i frutti sperati.

A seguire un altro classico: “portare a termine i progetti“, qualunque essi siano. E ovviamente, come per la dieta, anche qui il ripetersi di anno in anno indica scarso successo nella realizzazione di questo proposito. Recentemente si sono aggiunti Il “voglio essere una madre migliore, una madre più presente” e “non voglio arrabbiarmi più così tanto con i miei figli”.
Rileggendo i post dell’ultimo anno qui sull’ Oasi ho l’impressione di non aver fatto grandi passi avanti.

Ma allora a che serve darsi degli obiettivi se non li si porta a termine? C’è chi è diventato allergico ai buoni propositi del nuovo anno e dichiara orgoglioso di strasbattersene i cocones (passatemi il francesismo) di questo rito tanto sopravvalutato quanto inutile. La tentazione di infischiarsene è forte anche per me, lo ammetto. Voglio dire, annunciare a Gennaio di voler raggiungere un certo traguardo per poi capitolare quando non è nemmeno finito Febbraio, è patetico, non trovate?
Se uno ha veramente la forza di volontà  di portare a termine qualcosa, lo fa in qualunque momento, che sia il 7 Aprile o il 29 Novembre.

Eppure il 1 Gennaio ha un certo fascino, così come il Lunedì o la mattina di un nuovo giorno: inizio significa nuova energia, nuova forza, nuova speranza, nuovo vigore.
Però un anno è lungo e a me più di una volta è capitato persino di scordarmi cosa mi fossi prefissata a Capodanno…

Quindi?!

Quindi ho deciso di farla sta benedetta lista e di scriverla qui in questo post così non posso accampare la scusa della scarsa memoria. E in più mi sarete testimoni: se manco di portare a termine i propositi segnati, potrete virtualmente tirarmi le orecchie!

1. Dieta Scusate, ma questo punto è come la “ruota Fantozziana”, una costante della mia vita. Un tempo volevo perdere peso per essere più bella. Oggi vorrei perdere peso per stare dietro ai miei figli che mi battono in velocità , destrezza e resistenza.
E non è solo questione di peso, ma di salute in generale: più movimento, cibo più sano, controlli medici regolari, ma anche cura dello spirito inteso come tempo per la mia mente e per il mio cuore: tante sono le crepe di cui prendersi cura, le ferite da far rimarginare e il momento di agire è ormai giunto.

2. Trovare il giusto equilibrio tra il “vivere il momento con consapevolezza” e “avere uno sguardo di insieme” della mia vita. Un proposito impegnativo questo, non credete? Eppure guardandomi indietro, posso vedere quante volte mi sono persa in quisquilie e quante altre volte invece ho mancato di prestare la giusta attenzione, lasciandomi trasportare da emozioni confuse e pensieri erranti.

3 Sorridere ogni giorno, perché anche se apparentemente non ho motivo di farlo, il motivo in realtà  c’è sempre. L’ingegner Brambilla ha passato un anno intero (anche più) a ripetermi quasi fino allo sfinimento “Sorridi!” e io per tutto questo tempo ho trovato l’invito quasi fastidioso, una forzatura: se non sono felice perché devo fare una smorfia e mostrare i denti? Poi Matteo e Davide hanno cominciato a chiedermi perché non fossi felice, perché non sorridessi, perché piangessi. Non posso più ignorare i tre uomini più importanti della mia vita con la fatica che ho fatto per sposarne uno e “fare” gli altri due! Vorrei prendere esempio da Deborah Cohan che poco prima di cominciare un intervento di mastectomia, ha voluto esorcizzare la paura e la tensione, celebrando la gioia di vivere con un ballo in sala operatoria.

E voi li fate i buoni propositi? Li mantenete? E soprattutto, quali sono?

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Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

2 Commenti

  1. Brava Enrica! Io, a dispetto di altri Capodanni, ero dispiaciuta che il 2013 finisse perchè mi ha regalato mia figlia e questo ha cambiato le cose per sempre. Per il 2014? Mi auguro di avere meno preoccupazioni lavorative, che ahimè, sono sempre presenti nei miei pensieri. E poi vorrei avere un po’ più di leggerezza e questa spero di prenderla dalla mia bimba, che è sempre felice anche appena sveglia. E poi la salute: cosa scontata e forse prevedibile, ma solo se stai bene riesci ad affrontare anche i problemi più ostici.
    Buon anno a tutti!

    1. La salute non va mai data per scontata! Tipo io ora ho una tosse maledetta che i sta fiaccando veramente tanto perchè non mi lascia dormire di notte. Seguendo i miei propositi pero`, ieri sono anche andata dal dottore: non mi voglio trascurare più!
      In bocca al lupo per tutto carissima vale!!!!

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