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L’adigetto.it intervista Enrica Costa, mamma all’estero!

L’Adigetto Donna è un e-magazine che esce a cadenza mensile e che tratta di argomenti di attualità  dedicati a donne e mamme, con una particolare attenzione al territorio trentino.
L’idea di base  è quella di fornire suggerimenti per gestire la quotidianità , di aggiornare e di  informare su opportunità  per le donne e dare modo di riflettere sui ruoli delle donne/mamme.
Insomma la donna, il mondo della maternità  e della famiglia affrontati sotto vari punti di vista.
In quest’ottica l’interesse della rivista si è spostato anche verso le mamme straniere che vivono in Italia e quelle italiane che vivono all’estero, come la sottoscritta, Ecco quindi la mia intervista con la simpaticissima e bravissima  Maria Paola Cordella, copywriter e consulente di comunicazione.

L’intervista la trovate qui!

 

Errata corrige
Enrica Costa, Barbara Galli e Deborah Papisca si sono conosciute su nostrofiglio.it

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Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

4 Commenti

  1. Ho letto la tua intervista e mi ha colpito molto il pezzo dove racconti che Matteo piangeva molto. In questi giorni stiamo sperimentando i frequenti pianti di Sara e i brevi periodi di sonno che lei ha. Non pretendo quindi di paragonare la nostra esperienza alla tua, ma comprendo meglio le difficoltà  che si affrontano quando un neonato ti trascina inevitabilmente in questa situazione psicologica e pratica.Non riesci più a combinare nulla, non riesci a consolare il bambino, non riesci quasi a ragionare perchè come scrivono gli esperti il pianto del bambino ti martella il cervello. Pur essendo uomo ho sperimentato sulla mia pelle la frustrazione che tutto questo genera e il senso di inutilità  che si prova a non riuscire a far smettere il pianto del neonato.In questa situazione diventa difficile anche mantenere la calma ed il controllo, i gesti che dovresti fare con dolcezza diventano freddi ed il nervoso che ti prende si potrebbe tagliare con il coltello. Uno pensa che l’ affetto e l’ amore che si provano possa dare al bambino tutto quello che gli serve.Non bastano purtroppo, e capisco che trovarsi soli ad affrontare tutto è come dover scalare una montagna di vetro a mani nude. Ho al mio fianco mia moglie che tiene la bimba mentre sono al lavoro e spesso le do’ il cambio proprio per evitare che possa uscire di testa nel difficile compito. Immagino quindi la tua situazione, in un paese straniero , come l’ hai descritta nella tua intervista. Mi rendo conto che forse sono uscito un po’ dall’argomento e me ne scuso ma volevo condividere queste emozioni nuove e non sempre piacevoli che stiamo provando in questi giorni!!

    1. No, non sei uscito dal discorso, anzi hai centrato un punto fondamentale. Io mi ricordo che tenevo in braccio matteo che piangeva, lo guardavo e piangevo più forte perchè non capivo ed ero completamente disperata. Un giorno sono arrivata a sbattere la mia testa contro il muro. Non mi vergogno a dirlo, l’ho fatto e l’ho fatto cosi` forte che per un secondo il male fisico ha attutito quello mentale e psicologico. E` durato un secondo quel finto sollievo ma mi ha aperto la mente (per fortuna non fisicamente anche se per poco non mi spaccavo la testa veramente)… Il punto è che bisogna chiedere aiuto se non ce la si fa da soli e mai sentirsi una nullità se non ce la si fa. Non siamo tutti uguali e i banmbini non sono tutti uguali!

      Avete pensato a far controllare sarina da un pediatra? Mi ricordo due amiche che alla nascita della loro piccola stavano ammattendo: piangeva incessantemente, notte e giorno. Poi hanno scoperto che avev un reflusso gastroesofageo e quindi piangeva per il male che aveva. Magari sara ha qualche cosa di fisico che la disturba…
      Coraggio andrea!

      1. La dany è a stretto contatto con il pediatra. Da quello che ho letto su internet il reflusso gastro esofageo è accompagnato da rigurgiti, salivazione abbondante e acidità  di stomaco. Sara non ha nulla di tutto questo, probabilmente risente del cambio di alimentazione , e passata da bere solo latte materno a fare la poppata principale con il Plasmon liquido e poi la giunta dalla tetta.Questo cambio deve averla scombussolata un pochino facendogli insorgere gas e forse un po’ di ingolfamento intestinale. La situazione sta migliorando e noi ci sosteniamo attivamente a vicenda. Devo ammettere però che conoscere il problema prima di affrontarlo è un buon passo per vincerlo, e se lo conosciamo è anche grazie al tuo , al vostro contributo, mamme che hanno deciso di condividere questa esperienza con altri genitori!! Grazie!!

        1. Noi non abbiamo risposte certe e molto spesso non abbiamo nemmeno risposte, ma se la nostra esperienza puo` essere di qualche aiuto, credo che possiamo considerare questo un grande successo!

          Il fatto che tu sia cosi` vicino a Daniela è importantissimo: avere accanto l’aiuto del proprio compagno/a quando si è in un momento difficile è una delle cose che aiutano di più!

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