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La sincerità  (a volte scomoda ma necessaria) di una mamma

mamma

Una delle situazioni che spero sempre di evitare è quella di trovarmi di fronte una donna con il pancione, che aspetta il suo primo figlio, che vive di sorrisi cementati sulle labbra.
Ti prego non me lo chiedere.
Lo so che stai per farlo.
Ecco, stai guardando mia figlia, hai l’occhio che fa “dddiinnn”, con luccichio annesso, lo sento quasi quel rumorino da cassa e stai irradiando pure  mezza mappa catastale della città .
«E’ bello essere mamma, veroooooo?! Io non vedo l’ora!!»

Ok, massimo autocontrollo, mi raccomando.

Cioè, spiegale che tua figlia la rifaresti almeno altre 50 volte, che il travaglio, dai, si dimentica (questa è una cazzata epocale ma da qualche parte dovrò pur mentire), che un figlio ti arricchisce la vita, ti rende saggia, ti scafa, ti shakera benevolmente, però fai in modo di levarle quel cavolo di sorriso che la rende tanto casalinga perfetta da anni ’50, che ti riceve sulla porta di casa tenendo leggermente la testa reclinata da un lato, con il vestito che sembra uscito da una stireria professionale, dalla cui spalla intravedi una casa perfetta, talmente tirata a lucido che se le lecchi il pavimento rischi di infettare tu le fughe delle piastrelle. Svegliala al tuo tre dall’ipnosi!
«Ecco, è…sì bellissimo. Però diciamo che”»
La futura mamma allunga leggermente il collo, sembra una tartaruga che timida fa capolino dal guscio alla vista di una foglia di lattuga e se la guarda con circospezione.
Ahia. Mi sono già  incartata.

O la va o la spacca.

Prendi fiato e sputa il rospo.
La futura mamma è immobile e sta fissando la foglia di lattuga.
«Aehm, aehm, scusa ho un raspino in gola oggi…diciamo che”(inspira espira) a volte è dura molto dura. Tipo, vuoi sapere che mi è successo ieri? Che era Domenica? Il giorno di riposo per tutti? Anche per Dio che sfruttò quelle 24 ore per un pò di sano relax dal duro lavoro della creazione? Che anche l’amministratore delegato di Google quel giorno si ferma almeno una cazzo di mezza giornata? Ok, io mi sono alzata di buon’ora perché per la stramaledettissima legge di Murphy mia figlia si sveglia tenendo a braccetto il gallo intonando con lui un coretto yodel per tirare giù dalle brande me e il padre. La domenica. In cui ci potremmo -e uso il condizionale con un senso di disperata logica e consapevolezza che nemmeno immagini- non dico svegliare a mezzogiorno ma vedere la radiosveglia segnare le 8.30 può essere un buon risultato per farci saltare di gioia come due sotto l’effetto di un acido. Quando invece nei giorni feriali siamo costretti a intervenire con un carro attrezzi per farla alzare dal letto ma sto andando fuori tema.

Dicevo, mi alzo a fatica, preparo la colazione, mi impunto nel cuocere i pancake. Così, giusto perché ho una lieve forma masochista dalla nascita. Sistemo casa, mi faccio una doccia, si esce tutti appassionatamente per un giretto con il cane visto il sole. Rientriamo dopo un’oretta e preparo da mangiare con lo sprint di un condannato ai lavori forzati.
Dopo pranzo un pò di compiti perché facciamoci del male fino alla fine sennò che gusto c’è. E anche perché la maestra di matematica all’appello “può evitare di assegnare i compiti per lunedì? Grazie” ci ha cagate meno di uno che soffre di stipsi da oltre un anno.
E poi tiriamo fuori ferro e asse da stiro. Se non intervenivo ieri rischiavo di seppellire viva l’intera famiglia di panni ammucchiati da oltre una settimana.
Arriva l’ora del tramonto come ridere. Sistemo i panni, e penso a cosa fare per cena. Per cui, oplà,  di nuovo a interagire con i fornelli.
Mangio in fase lobotomia 1, sparecchio in lobotomia 2 e mi metto sul divano pensando di ricevere una mezza estrema unzione.
Mia figlia finalmente se ne va a letto con un lieve accenno di mal di pancia. Il mal di pancia. Uno stronzissimo mal di pancia, capisci? E’ la spada tra le scapole del toro, l’ultima tegola in testa, quella tra capo e collo, il colpo di pistola che mette fine ai tuoi rantoli.
Tempo mezz’ora in cui ti puoi sufficientemente illudere che la pace sia con te e hai il richiamo del tuo istinto materno che ti dice: “ehi, psss perché non vai a controllare tua figlia?”
Dunque, ti alzi con la verve di un pluri ottuagenario da casa di riposo e vai in camera della tua bambina per constatare che tutto vada bene e invece la trovi seduta sul letto ad occhi chiusi, pensi che forse stia sognando, provi a comunicare con lei a voce bassa, dolce, materna, stanca, confusa, speranzosa, standotene in bilico sul filo dell’esaurimento e delle tue paure. La tua meravigliosa creaturina apre gli occhi, ti guarda un secondo, tu le regali un sorriso tra il ” che c’è?” e il “mi sa che qui sta per scoppiare l’atomica” e parte un raggio fotonico di vomito che ti battezza dalla cintola in giù.  Amore di mamma, luce dei miei occhi. Fanculo a quel cavolo di yogurt che ti ho dato direttamente dal frigo alla tua boccuccia e che tu ti sei divorata in due secondi.
La mia bella domenica si è conclusa con un’azione trifasica da rigetto della piccola -che c’era dentro quello yogurt?!- (22.30-00.24-3.30 e tengo a sottolineare del mattino) di deratizzazione stanza da letto che da scenario bambolesco, giocattoloso, con le stelline fosforescenti sul muro a fare da cornice fiabesca sembrava  un truogolo per maiali.

E Il papà? I grand brand se lo stanno litigando per accaparrarselo come migliore tester per rotoloni  panno carta e detergenti per parquet. Poi doccia collettiva notturna. E anche questa l’abbiamo provata.
Ho dormito all’incirca tre ore (e non di seguito), stamattina ho lavorato come un operaio cinese clandestino e ora eccomi qui con te. Quando finisci il tempo?»

La futura mamma ha riaccorciato il collo, il suo sorriso si è improvvisamente rattrappito in un mezzo tic aggrappato all’angolino della sua bocca.

«Uh, si è fatto tardi! Ho appuntamento dal ginecologo per l’ultima visita allora ci vediamo…eh?»

Ma certo. Quando anche tu ti ritroverai davanti una futura mamma con il collo allungato che ti chiederà  quanto è bello essere mamma.

Quando tu forse celerai le tue occhiaie o forse le lascerai in evidenza. Quando penserai che avevo ragione e che non serve inventarsi una scusa per prendere le distanze da una realtà  utile da capire, accettare e non rifuggire. Perché solo attraverso questo processo lungo, a volte sofferto, fatto di inciampi, strilli, lacrime, risate, felicità  potrai dirle che sì mamma è bello.

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Deborah Papisca

L'avvento dell'era dei blog e dei forum forgia la sua fortuna permettendole di realizzare il sogno di una vita: vedersi pubblicare un romanzo. 'Di materno avevo solo il latte' è uscito il 10 maggio 2011 e sembra avere valicato i confini delle sue aspettative oltre ad averla finalmente conclamata scrittrice ufficiale. Continua a leggere

5 Commenti

  1. Il mio la domenica dorme anche fino alle 12.30, ho avuto un gran kiul.
    Però quand’era più piccolo era capace di vomitare nel sonno e vi lascio immaginare in che stato lo trovavo la mattina. Ho avuto un periodo in cui non erano tanto le lavatrici da fare quanto dove stendere le lenzuola del mio e del suo letto, le fodere del divano, diversi asciugamani, i pigiami di tutti e vari vestiti. Poi pulire mobili, pavimento e materasso.
    Morto di sete, convincerlo a bere l’acqua col cucchiaino sennò eravamo punto e accapo. Immobilizzarlo per sparargli in gola il Nureflex (che ora si chiama Nurofen). Sorvolo sul collirio quando aveva la congiuntivite perchè sono ancora scossa.
    Il periodo che era ora di smetterla col pannolino ma non voleva sentire ragioni. Finchè un giorno, sfinito, se l’è fatta addosso (no, non pipì) al parco e dovevo capire come fare ad infilarlo in macchina per tornare a casa. Incacchiata come un cocomero.
    Ragazza incinta e innocente, non stai leggendo, vero? 😉

  2. io potrei alzarmi alle 7,30 e invece lui “anni 1” si sveglia alle 5 max 6 e inizia a blaterare in quella strana lingua che nessuno capisce… stessa ebrezza domenica e sabato…. detto ciò quando è nato ho pensato che tutte le mamme del mondo inclusa la mia mi hanno presa per i fondelli per anni anzi secoli. Ieri ho pensato, stravolta dal sonno, che il Padre Eterno mi abbia fatto diventare madre con difficoltà  in tarda età  per consentirmi di dormire un altro pò. Come potete leggere ma non vedere per vostra fortuna…svalvolo!!! alla donna in attesa non va detto nulla, lì oramai il fatto c’è ed è inutile aggiungere ansia con i vadreai che non farai più questo e quell’altro…… le cose vanno dette prima perchè a tutti i miei amici e conoscenti la voglia di sincerità  è arrivata quando il pupo era già  in pancia, l’avessero detto prima quando non risucivo ad averne di figli, forse un pò avrebbe aiutato!!! EGOISTI!

  3. Stessa situazione, con marito in bornout da gestire perchè lavora come uno schiavo, figlia combinaguai lavoro mio che va e non va, e tanto buono consigli dati da parenti sulle “regole” che loro dicono che darebbero a mia figlia, perchè i loro figli son nati zitti e muti, nonchè immobili. Eh si, le domeniche, sono le peggiori…….

  4. È meglio che le future mamme non incontrino me….3 gemelle di 5 anni e una di 3 anni e mezzo si svegliano alle 7 30 e vanno a letto a mezza notte se non più tardi e mi sento dire che bello avere i gemelli crescono insieme poi te le ritrovi quando sei vecchia. ….io l unica cosa che penso e’ se ci arrivo …..aiuto

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