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La sessualità e gli adolescenti incompresi

adolescenti-incompresiGiudicare basandosi solo su luoghi comuni e stereotipi è pericoloso, così come poco consigliabile è scrivere un articolo denunciando una certa emergenza o situazione critica, ignorando studi statistici piuttosto che indagini ufficiali.
Per esempio, intervistare due o tre ragazzi di una qualunque scuola superiore di Milano e riportare quello che raccontano come se fosse il quadro generale che descrive l’ampia e variegata popolazione degli adolescenti italiani è a dir poco un errore madornale che una giornalista come Beatrice Borromeo non dovrebbe fare.
Eppure lo ha fatto, non una ma due volte.

Di cosa parlo? Di due articoli usciti con la sua firma riguardanti la sessualità tra gli adolescenti. Questo è il primo  e questo il seguito.
Gli articoli riportano stralci di un’intervista fatta ad alcune ragazze che raccontano come vivono la loro sessualità tra banchi di scuola, discoteca, canne e vodka.
Il taglio del primo articolo è a dir poco oltraggioso: non si capisce se l’intento della Borromeo sia quello di dichiarare che le adolescenti al giorno d’oggi sono tutte delle giovani signorine di facili costumi basandosi su due o tre storie o se semplicemente voglia raccontare qualche chiacchiera da corridoio liceale.
E non sono sicura nemmeno di aver capito il secondo articolo, quello in cui è intervistato un ragazzo 15enne: forse che la Borromeo voglia sottolineare che se le ragazze, oltre ad essere di facili costumi, sono anche stronze divoratrici di uomini, i ragazzi invece sono anime pure, ingenui e vittime di arpie in minigonna?
Due articoli in cui vedo il nulla capace però di scatenare commenti indignati di gente convinta che per il genere umano non ci sia più speranza dato che tutte le adolescenti passano le giornate a raccontarsi le proprie prodezze sessuali compiute durante il weekend, mentre i compagni maschi vengono condannati e ridicolizzati per la loro mancanza di esperienza.

Non giudico Beatrice Borromeo in quanto giornalista, ma giudico questi due articoli che sembrano usciti dalla bocca della signora Mariuccia del piano di sopra che, sporgendosi dal balcone, spettegola con la signora Pinuccia del piano di sotto. Ecco, la stessa cosa, solo che la Mariuccia e la Pinuccia non scrivono su un giornale online letto da centinaia di migliaia di italiani che si formano un’opinione lapidaria, giudicando marcia l’intera generazione di adolescenti italiane. E fosse solo questo il caso!

Non vorrei che ora si pensasse che trovo giusto il comportamento delle ragazzine in questione, per carità! La volgarità e i comportamenti estremi non sono mai un buon sintomo, ma da qui a giudicare un’intera categoria di persone ce ne passa.
Questi due articoli non parlano della sessualità compresa o fraintesa dagli adolescenti italiani. Questi due pezzi sono solo chiacchiere e pettegolezzi di quarto ordine, che mostrano per altro situazioni che esistono da sempre, per cui perché gridare all’emergenza?

La questione è semmai un’altra: come facciamo noi genitori ad aiutare i nostri figli ad affrontare nel modo migliore questa fase della loro vita così travolgente ed importante?

Penso che, quando verrà il momento, io e l’ingegner Brambilla, cercheremo di gestire il passaggio attraverso la tempesta ormonale ed emotiva dei nostri figli, scegliendo una strada di mezzo che non sconfini nella verginità ad oltranza da un lato e che non li indirizzi verso una squallida carriera di latin lover da strapazzo dall’altro. Come? Non lo so ancora.
Probabilmente gli approcci per insegnare agli adolescenti ad amare e rispettare sè stessi e gli altri, sia fisicamente che emotivamente, siano molti.

Cosa ne pensate voi?

Qualunque sia la vostra posizione, dubito fortemente che ci sia in atto una qualsiasi emergenza dovuta ad una degradazione di massa della dignità degli adolescenti italiani.
Potrei comunque cambiare opinione se mai un giorno leggerò un articolo riportante dati statistici validi e sensati che mi dimostrino il contrario. Quel giorno e quell’articolo non sono ancora arrivati.

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Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

Un commento

  1. Si postava poco fa su un famoso social network , sulla mala informazione e sul potere che questa esercita sulle menti deboli.
    Il primo articolo l’ avevo letto nei giorni scorsi , seguendo il link postato da un altro sito che tratta quasi gli stessi argomenti dell’ Oasi, il secondo non l’ ho letto,( il primo è stato più che sufficiente). Anche supponendo che ci siano ragazze del genere, ( dubito fortemente ) penso si tratti di persone terribilmente sole, che devono obligatoriamente far parte del gruppo anche a costo di svendere il proprio corpo , le proprie emozioni, i propri sogni.
    Ecco ,spero di riuscire a trasmettere a mio figlio che dietro ad un atto del genere, la scoperta della sessualità, ci sia un progetto, un sogno, una emozione da vivere ,una esperienza da fare non il semplice spirito di aggregazione ad uno status sociale, oltretutto distorto e inverosimile.
    Voglio che mio figlio pensi con la sua testa e non con quella del branco o del gruppo perchè il giorno che sbaglia, magari rovinando l’ esistenza di un altro essere umano, verrà giudicato come persona univoca e non come membro di una congrega! Non è facile perchè i condizionamenti esterni sono tanti e potenti, come al solito il contadino che fa una buona semina ha più probabilità di fare un buon raccolto di quello che ci pensa all’ ultimo momento, correndo ai ripari dopo anni di malgestione!

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