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La fine arte del rilassarsi

respirare

Per certe persone rilassarsi è qualcosa che viene spontaneo: si siedono in poltrona, leggono un libro o guardano la televisione, ed ecco che la magia è compiuta.
Io non rientro in questa categoria.
Alle volte provo a sdraiarmi sul divano con in mano un libro, ma poi me ne pento visto che nel giro di due minuti uno dei miei figli mi sta usando come trampolino, mentre l’altro mi reputa un comodissimo cuscino ergonomico.
La sera sono così stanca che spesso e volentieri cado in uno stato pomatoso e mi addormento di colpo.
No, non è un errore di battitura, sono proprio in uno stato pomatoso con la “p”, ossia sono reattiva come un cumulo di una qualche pomata.
Non so voi ma se vado a letto senza avere prima rilassato almeno i muscoli, la mattina mi sento come se avessi dormito nel cassetto del comodino.
L’ingegner Brambilla mi ha insegnato qualche esercizio per sciogliere spalle e collo e di tanto in tanto ci provo a farli, ma i movimenti mi risultano innaturali tanto che di solito mi viene il torcicollo.
E la testa che ronza di pensieri? Cose non fatte, cose dimenticate, cose da fare, cose che so che continuerò a dimenticare…sono un disastro.
Un sabato mattina l’ingegner Brambilla, vedendomi più sclerata del solito, decide di portare fuori i bambini, regalandomi così una giornata tutta per me.
L’eccitazione di poter fare ciò che voglio senza individui sotto il metro e venti che disturbino, mi inebetisce a tal punto  che per 10 minuti rimango impalata come uno stoccafisso, non sapendo da dove cominciare a darmi alla pazza gioia.
Decido di iniziare con un caffè di metà  mattina, da gustare magari seduta in giardino, mentre riprendo a leggere quel libro che staziona sul comodino da circa due mesi.
Non arrivo nemmeno alla caffettiera perché appena entro in cucina mi rendo conto che la lavastoviglie è da svuotare e le tazze sporche della colazione riempiono il lavandino.

Dicono che l’appetito vien mangiando, varrà  anche per i mestieri di casa?

No, perché dopo quaranta minuti non solo ho pulito ogni superficie e riposto ogni stoviglia, ma  anche lucidato i fornelli con il limone e l’aceto, attività  questa che occupa il 150esimo posto delle pulizie casalinghe, immediatamente prima della pulizia delle fughe tra le mattonelle.

L’orologio mi dice che è quasi ora di pranzo: un accenno di ansia da “fine della libertà “ mi sta assalendo, ma mi dico che, tutto sommato, ho ancora il pomeriggio a disposizione.
Mi lancio allora nella trasgressione delle trasgressioni: piatto di pastasciutta da consumare sul divano mentre guardo per l’ennesima volta “Mamma Mia!”
Mi sento quasi in colpa, mentre infrango una delle leggi di casa Brambilla che vieta di mangiare sul divano, guardando un film, anzi, quel film.

Ho detto quasi in colpa”

Per cui, preparata la pastasciutta, assunta la posizione del loto sul divano, sto per cominciare a guardare il film quando zac! l’occhio cade sul pavimento ricoperto di briciole e altri residui non meglio identificati.
Lo so che dovrei rimandare, anzi, infischiarmene proprio, ma non resisto. Metto in pausa e comincio a passare l’aspirapolvere.
A quel punto non posso fare a meno di notare la polvere sui mobili: anche i miei figli l’hanno notata perché gli scaffali della libreria alla loro altezza sono pieni di faccine sorridenti, disegnate con le dita.
A costo di cancellare pezzi d’arte che in un futuro lontano avrebbero potuto valere svariati milioni di dollari, passo anche lo straccio per la polvere.

Mentre leggete questo post potreste pensare che sono una maniaca del pulito e dell’ordine.

Vi sbagliate.

Sono una sostenitrice del “pulito appena da non attentare alla salute della famiglia” e quindi tutte le pulizie che ho concentrato in una giornata, normalmente le spalmo su due settimane.
E allora? Non posso bermi un caffè, guardarmi un film e gustarmi la mia pastasciutta (che per altro a quel punto è una fredda palla gommosa) invece di fare Cenerentola? No, non posso e il motivo, come dicevo prima, è che non sono capace di rilassarmi.
Quando non ho tempo per rilassarmi, anelo al riposo, quando ne ho l’occasione, la spreco perché l’inattività  mi fa sentire in colpa.
E cosa ho ottenuto passando la giornata a pulire? Nulla.

Si, perché la casa sarà  stata in ordine, ma dieci minuti dopo aver finito di fare le pulizie, i Brambilla Boys sono tornati e mi hanno trovata più stanca e frustrata di quando mi hanno lasciata quella mattina.
Ne è valsa la pena?

Domanda retorica.

Lezione imparata?

Penso proprio di sì.

Ora non mi resta altro da fare che rimboccarmi le maniche e dedicarmi anima e corpo in questa “esotica e sconosciuta” arte che è il rilassarsi.

 

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Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

2 Commenti

  1. Io invece quando sono a casa mi rilasso troppo e sto malissimo.Il dottore mi ha detto che quando sono al lavoro sono come una molla carica, attento reattivo, energico, scattante e in effetti molti si stupiscono quando sentono che ho già  42 anni.
    Ma quando arrivo a casa la molla si rilassa e non è nella sua posizione naturale quindi sta male, dolori al collo, dolori alla schiena, mal di testa e cervicale.
    Ultimamente però va molto meglio, ho imparato a essere meno dinamico sul lavoro e di conseguenza quando sono a casa sto meglio, riesco a dormire qualche ora in più delle mie 6 ore canoniche.
    Sta tutto nel cervello…..lo so è più facile a dirsi che a farsi!!

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