Alimentazione

Jamie Oliver e la Food Revolution

Chi è Jamie Oliver? Un giovane cuoco inglese, famosissimo nel Regno Unito e in Australia e ultimamente piuttosto conosciuto anche qui in USA.

Non credo che in Italia si sappia molto di lui anche se alcuni dei suoi programmi (genere “reality”) sono andati in onda su canali SKY qualche tempo fa.

Cos’ha di tanto speciale costui? àˆ un vero talento (anche se conosco certi italiani che storcono il naso di fronte alle sue opere culinarie), ama appassionatamente e incondizionatamente la cucina italiana, ha quattro figli dai nomi al limite della sanità  mentale e sta facendo un gran parlare di sé negli States per aver innescato una miccia chiamata Food Revolution (La Rivoluzione del Cibo).

Che Negli Stati Uniti d’America si mangi spesso male è tristemente risaputo. Intendiamoci, cibo buono e salutare lo si trova anche qui, ma per cultura, per tradizioni o per mancanza di queste, è un dato di fatto che le abitudini alimentari americane non siamo in generale molto sane e il risultato di ciò è una nazione con gravissimi problemi di obesità  negli adulti e in forte crescita nei bambini. Per non parlare di malattie cardiovascolari, diabete e altri disturbi connessi alla cattiva alimentazione.

In tutto questo ecco che un giovane cuoco inglese sbarca in America e puntando il dito contro le autorità  e le istituzioni, scatena il pandemonio cercando di rivoluzionare il modo di pensare e di mangiare di un’intera nazione.
Il credo di Jamie è questo: cibo semplice, non processato, ingredienti genuini, ricette base che gli stessi ragazzi possono preparare.

In molte scuole pubbliche americane, quello che corrisponde al nostro provveditorato, deve seguire le linee guida nutrizionali che la USDA (United States Department of Agricolture) fornisce. Le scuole stipulano contratti con aziende che forniscono cibo per mense scolastiche e se le tabelle nutrizionali vengono seguite, allora lo Stato rimborsa le scuole.

Fin qui tutto bene. Il problema sono le scelte che alcune scuole fanno, interpretando le linee guida della USDA: i ragazzi devono mangiare un certo quantitativo di verdura ma come convinci dei bambini delle elementari a mangiare carote, broccoli e insalata tutti i giorni? Non ci provi nemmeno e quindi, con un trucchetto, inserisci nel gruppo dei “Vegetables” le patate, che non sono verdure, ma tuberi. E per essere certi che vengano mangiate le compri processate, surgelate e le friggi. Proprio come da MacDonalds.
I bambini devono bere un tot di latte al giorno ma spesso non lo fanno. La soluzione di queste scuole? Confezioni monodose di latte al cioccolato o alla fragola, il cui contenuto di zuccheri è drammaticamente alto.
E questo è solo la punta dell’iceberg.

Quando sono arrivata in California mi sono guardata le due stagioni di Food Revolution, la prima ambientata in West Virginia e la seconda a Los Angeles e ho avuto molto di pensare e di preoccuparmi.

Innanzitutto il mio shock iniziale è vedere la totale passività  e accettazione che molti genitori hanno di questo sistema: sanno benissimo che i figli hanno una o due volte a settimana la pizza come colazione la mattina; sanno che mangiano patatine fritte ogni giorno e che di verdure fresche e di frutta di stagione non ne vedono per nulla. Eppure non fanno niente.

Jamie ha mostrato a dei bambini di seconda elementare alcune delle più comuni verdure: non sapevano distinguere un pomodoro da una patata, figuriamoci sapere il nome della melanzana o del cavolfiore.
àˆ andato a casa di una famiglia chiaramente affetta da gravi problemi di obesità  e, partendo dalla lista della spesa settimanale, ha riempito la cucina di tutto quello che questa famiglia normalmente consumava ogni giorno per sette giorni…lascio a voi giudicare guardando questo video (è in inglese ma le immagini parlano chiaro).

 

Le reazioni di molti nei confronti di questi reality show e di questa food revolution sono stati negativi: alla gente non piace sentirsi dire da uno straniero (un inglese per giunta, niente di peggio per un americano sentirsi fare la ramanzina da un britannico!) che mangiano male, che stanno morendo per le schifezze che ingurgitano e che stanno letteralmente uccidendo i loro figli.
Eppure Jamie ha trovato anche un riscontro positivo a partire dalla First Lady Michaelle Obama, continuando con molte celebrità  del cinema e soprattutto andando a toccare ciò a cui tutti i genitori tengono di più, la salute dei propri figli.

 

E io nel mio piccolo? Anche io combatto quotidianamente la mia battaglia per la Food Revolution ogni volta che per merenda metto nel “lunch box” di Matteo un mandarino o una banana, o per pranzo la pasta con le zucchine preparata da me. Nelle mie più sfrenate fantasie Matteo mangia orgoglioso ogni cibo sano e amorevolmente preparato dalla sua mamma, nella realtà  mi avanza quasi tutto e mi chiede di comprargli Jello (le gelatine aromatizzate alla frutta, che vengono date come porzione di frutta in alcune delle scuole della lista rossa di Jamie Oliver) e pop corn.
Eppure non desisto. Ogni tanto il dolce o lo sfizio ci sta, ma non deve essere la regola ovviamente. Spesso parliamo con Matteo spiegandogli che molte persone, molti bambini attorno a lui mangiano male e che mangiare male così spesso porta a gravi problemi di salute.

Non desisto, dicevo…ma alle volte mi sento molto Don Chisciotte alle prese con i suoi mulini a vento. Allora penso a questo cuoco inglese, scanzonato e candidamente innamorato del buon cibo e un po’ di speranza ritorna…se ce l’ha fatta lui ha far cambiare idea a scuole e provveditorati americani, posso riuscire anche io a convincere Matteo a mangiare frutta e verdura.

Ah, li vuoi sapere i nomi folli dei suoi figli? Poppy Honey Rosie (Miele Rosato), Daisy Boo Pamela (Margherita Buu Pamela), Petal Blossom Rainbow (Petalo Bocciolo Arcobaleno) e Buddy Bear Maurice (Amico Orso Maurizio).

Folli si, ma così romantici”

 

I promo delle due stagioni di Food Revolution

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Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

6 Commenti

  1. hehehehehe… su questo ragazzo ci sono milioni di cose da dire:

    Jamie ha iniziato cosi’ anche in Uk, ha preso di petto il modo di mangiare dei bambini a scuola, insieme ad una grande catena di supermercati Sainsbury’s ha iniziato la sua battaglia, ha iniziato cambiare le regole in ballo, e dopo hanni, c’è riuscito.

    Ora per tutte le mamme, che lavorano o che sono iper impegnate come me, vi consiglio di mettere tra i vostri link preferiti questo qui sotto:
    http://www.channel4.com/programmes/jamies-30-minute-meals/4od

    30 minuti ( di solito anche meno) per preparare un meal completo di dolce….. li ho provati moltissimi e sono veloci, salutari e troppo buoni!

    1. le ricette sono in Inglese…. l’ho realizzato solo dopo aver postato! 🙁 ma con un po’ di impegno e’ facile!

      1. Mi chiedo se in Italia esistano libri scritti da lui, penso di si pero` visto che ha scritto un libro di ricette italiane rielaborate da lui. C’è pure un riality che ha fatto in Italia e che mi ha fatto spanciare dalle risate… “Jamie Oliver and the Italian Escape”, credo che si intitoli… Lui, chef di fama mondiale, bacchettato dalla nonnetta pugliese che assaggia le orecchiette alle cime di rapa cucinate da Jamie e gli dice “ehh, si, sei migliorato ma ancora non ci siamo…” 😀
        La nonnetta è un mito!

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