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Intervista a Tata Adriana

Tata-Adriana

L’evento “Di materno avevo solo il latte“ si è appena concluso. L’eccitante esperienza e la soddisfazione di aver fatto qualcosa in cui abbiamo creduto per anni, è ancora tanta.
Ma la guardia non si abbassa e con Deborah ci prepariamo all’intervista con Adriana Cantisani, in arte Tata Adriana.
Il fulcro dell’intervista è il suo nuovo libro, “Se mi vuoi aiutare, lasciami fare! ““ Come far crescere i nostri bambini divertendosi in cucina“.
Apparentemente potrebbe passare per un libro di cucina, ma in realtà  è qualcosa di molto più di una semplice e divertente raccolta di ricette.
Ma andiamo con ordine. Dopo aver letto il libro e averlo trovato veramente interessante, io e Deborah prepariamo una serie di domande e tematiche da esporre a Tata Adriana, che avremmo conosciuto di lì a poche ore. L’appuntamento al suo albergo è per le 18, dopo di che saremmo andate tutte insieme in quella che oramai è diventata una seconda casa per me e Deborah, Piazza del Popolo a Pesaro.
Emozionate di conoscere un tale personaggio? Sì, decisamente. Agitate all’idea di intervistarla? No, anzi. Siamo così serene che mentre ci dirigiamo all’albergo di Tata Adriana, io e la mia complice ci prendiamo anche un gelato. Voi non lo sapete, ma per la compilazione della famosa Legge di Murphy, il suddetto ha usufruito del nostro talento di muse ispiratrici nella sfiga più totale, il che tradotto significa che Deborah si sbrodola il gelato sulla camicetta di seta.
Ci si aspetterebbe una scena di panico assoluto, dato che il tempo per tornare a casa a cambiarsi è inesistente.
Invece, piegate in due dal ridere, ci infiliamo nel primo negozio di “cinesi” per comprare una maglietta qualunque da sostituire al volo con quella “incidentata”.
Quando si dice avere nervi saldi e sangue freddo! Tralasciamo il fatto che poi Deborah si sia presentata a Tata Adriana e a Pesaro intera indossando una maglietta con un gigantesco e sbilenco “smile” stampato sulla pancia.
Ma la Tata e Pesaro non credo abbiano notato quell’inquietante disegno perché il resto della serata è trascorso senza intoppi, in cui tra noi e la nostra ospite si è creata una sinergia meravigliosa.
Adriana racconta di essere affetta da DSA, ossia i disturbi specifici dell’apprendimento, come Dislessia, Discalculia, Disortografia e Disgrafia.
In maniera semplice, sincera e con un atteggiamento di grande umiltà , Adriana Cantisani racconta il suo passaggio dall’essere stata erroneamente etichettata come bambina ritardata e non adeguata al mondo scolastico in cui era inserita, a Tata Adriana, appunto.

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Credits Luca Toni

Citando dal libro “un bambino con DSA è per definizione un bambino intelligente, che però presenta specifiche cadute nelle abilità  di lettura e/o scrittura e/o calcolo”.
Si tratta quindi di bambini che hanno bisogno di percorrere sentieri educativi alternativi per poter essere al passo con i compagni, superando almeno in parte le difficoltà  date da questi disturbi.
L’esperienza di Adriana è stata tradotta in questo piccolo libro, incredibilmente denso di suggerimenti ed informazioni molto utili.
La preparazione di un piatto è in grado di far sviluppare ed esercitare la manualità  fine di un bambino e questo è stato dimostrato essere connesso con un miglioramento nel disturbo di DSA.
Lasciare che un bambino “pasticci” in cucina, con la giusta supervisione, è un modo stimolante e divertente per insegnare ai nostri figli come diventare responsabili.
Spesso noi genitori abbiamo la tendenza a non far provare per paura di disastri o perché i tempi sono ristretti e i bambini sono troppo lenti. Il titolo del libro in questo caso è proprio azzeccato a mio parere: lasciare provare e sperimentare, imparando dai propri errori, è il modo più efficace per educare i bambini.
Adriana è simpatica, disponibile, sorridente e arriva al cuore della gente. Mentre lei parla, sbircio il pubblico fatto soprattutto di mamme e bambini. Li vedo sorridenti, attenti, che pendono quasi dalle sue labbra.
Ascolta con attenzione le domande che le vengono rivolte e risponde sempre in maniera puntuale e seria; poco importa se a porgliele è una blogger con uno smile sulla pancia o una bambina di dieci anni alle prese con una sorellina capricciosa.
Tata Adriana è un personaggio ispiratore: la sua esperienza è la dimostrazione che a pensare fuori dagli schemi, si possono raggiungere incredibili vette.
Grazie Adriana!

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Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

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