Educare

Il primo giorno di scuola. Che i guai abbiano inizio.

Il countdown è arrivato agli sgoccioli.

Sono in quel delicatissimo stadio che precede l’ “ignition”, l’esile manciata di secondi di silenzio prima che lo scoppio fragoroso mi “shakeri” come un daiquiri nelle mani di un barman fanatico.

Domani la gnoma inizierà  le elementari.

A dispetto di centinaia di mamme che  sono sul punto di intraprendere questa nuova fase della vita dei pargoli con il piglio da “yuppie yeah”, io quasi lo temo. E non parliamo del primo giorno di scuola che ci presenterà  un kaos generale:

1)     L’ingresso della scuola sarà  invaso da una frotta di genitori-Unni che se poco poco si nutrono dei dubbi sui loro possibili vizi si potrebbe pensare che si sono fatti di anfetamina tanto sarà  elevato il livello di agitazione.

2)     I bambini ignari in gran parte di cosa li aspetta “oltre quella porta” si presteranno felici di essere al centro di una attenzione “˜modello paparazzi’  e stamperanno sorrisi alle mille macchine fotografiche, videocamere e smartphone che per sicurezza sono stati messi in carica dalla metà  degli anni ’90. Sia mai che proprio nel momento in cui si fa lo scatto quello da album dei ricordi  arrivasse il maledetto segnale che “spiacente il livello della batteria è bassissimo!”

3)     L’orario di entrata è previsto per le 9.00. Io prevedo un ritardo d’inizio lezione di almeno 30 minuti. Capirai, gli shoot fotografici da primo giorno di scuola sono più lunghi di quelli per il calendario Pirelli.

4) Le maestre, con l’aiuto di bidelli dotati del necessario appeal di un cecchino incrociato con un caterpillar, dovranno aprirsi un varco nel delirio genitoriale, prelevare uno a uno i bambini cercando di  convincere mamma e papà  che sono sufficienti le foto fatte con loro, i nonni, gli zii, i cugini fino al terzo grado e che lasciassero perdere  la venditrice ambulante di pizzette che non c’è più tempo.

5) Infine la campanella avvertirà  la chiusura ermetica delle porte e l’allontanamento super coatto dei genitori. E tutti finalmente ritorneranno ai loro impegni quotidiani.

Tra lavoro, scuse di commissioni da fare nelle vie limitrofe all’istituto, e messaggini volanti su Facebook che “oggi-il-mio-ometto-ha-iniziato-le elementari-amore-di-mamma-sua-sto-piangendo-dalla-commozione”, con 850 “mi piace” al seguito, ci saranno almeno tre ore buone in cui i figli si libereranno dei genitori, in cui avranno una breve premessa del senso dell’impegno e assaporeranno il gusto delle loro prime responsabilità .

Mentre noi dovremo pregare in turco cipriota che le nostre creaturine partano con il piede giusto.

Perché mica è così accattivante starsene ricurve sul libro di grammatica e scervellarsi le meningi  nel dubbio se il plurale di camicia si scriva senza “i” mentre la gnoma, senza un briciolo d’intenzione di dedicarsi ai compiti, se ne sta incollata davanti alla tv ipnotizzata da una puntata mozzafiato dei Bubble Guppies…

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Deborah Papisca

L'avvento dell'era dei blog e dei forum forgia la sua fortuna permettendole di realizzare il sogno di una vita: vedersi pubblicare un romanzo. 'Di materno avevo solo il latte' è uscito il 10 maggio 2011 e sembra avere valicato i confini delle sue aspettative oltre ad averla finalmente conclamata scrittrice ufficiale. Continua a leggere

2 Commenti

  1. La mia Popi inizierà  le elementari lunedì. Per il resto sottoscrivo ogni tu parola: mi sento pazza (e guardata come tale dal circondario) ma temo questo momento…mi sembra l’inizio della fine. 😀
    E convincerla a fare i compiti, e soprattutto come li vorrà  fatti la maestra, sarà  una bella lotta quotidiana.
    Aiuto!

  2. povera piccola dalle un minimo di fiducia magari ti sorprenderà  in maniera mirabolante e sarà  un piccolo Einstein; sull’ingombro genitoriale invece no, stendiamo un velo pietoso, su quello sono daccordo con te.
    ciao
    Eli

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