Diario Oasi

Il mio regno per un palloncino!

up

Il palloncino è sempre stato un po’ la mia controversa colonna sonora della vita.

L’ho usato come palla per simulare le schiacciate alla Mimì Ayuhara, oppure amavo portare a casa qualche esemplare preso alla fine di una festa per tenerlo in camera fino a che non assumeva la consistenza di un fico secco.

L’ho temuto quando mi sono divorata il romanzo di Stephen King “IT” e l’ho implorato di tornare da me mentre librava verso le nuvole per non avere tenuto il suo filo stretto nella mano.

Ho riso fino alle lacrime per avere provato l’effetto inspira da una bombola a elio  e parlato per una buona ventina di minuti con le corde vocali alterate e la strizza dopo un po’ di restare a vita con la voce da topolino di Cenerentola.

Camilla da brava tradizionalista sta seguendo le orme della mamma. Con un accento in più. Forse con almeno 10 accenti, a dire il vero.

Le sue feste di compleanno devono pullulare di palloncini colorati al punto da non riuscire a individuare dove sia collocato il tavolo delle cose da mangiare e l’area giochi, roba che ti trovi ad addentare un tenero polpaccino di uno dei suoi compagni convinta di avere morso un sandwich al tonno.

Gli scenari delle sue feste sembrano sogni di un visionario che si è abbuffato di allucinogeni.

Poi guai ad abbandonarli lì e lasciarli al loro infame destino. Se io me ne portavo a casa al massimo un paio lei li pretende tutti perché è una anti discriminatrice.

E allora per non deluderla e accontentarla in particolare il giorno in cui ha soffiato la sua candelina in più ti presti a caricare gli oggetti dalla natura ingombrante e anarchica, perché state sicure che se caricate almeno 6 palloncini in macchina almeno uno di loro vorrà tenere il volante e un altro cambiare le marce.

Ti dirigi verso casa che sembri il nonnetto di Up, con la sostanziale differenza che se lui ha spiccato il volo con l’intera casa tu parti a razzo verso il primo comando di polizia municipale per guida in stato confusionale da party di una “novenne”.

Ma la fortuna vuole farti arrivare all’ovile sana e salva da multe e bacchettate dei vigili e pensare di buttare giù qualche muro per fare spazio ai corpi estranei svolazzanti che non conoscono ordine nei movimenti e occuperanno impietosi ogni centimetro quadro della tua abitazione.

“Cami, senti.”

“Sì, mami?”

“che ne dici se ne facciamo entrare solo qualcuno di questi palloncini?”

“nooooo tiii pregooooo….non sai che un palloncino è per sempre?”

No, non lo sapevo. Di sicuro so che l’uomo che incontrerà mia figlia risparmierà diversi soldi…

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Deborah Papisca

L'avvento dell'era dei blog e dei forum forgia la sua fortuna permettendole di realizzare il sogno di una vita: vedersi pubblicare un romanzo. 'Di materno avevo solo il latte' è uscito il 10 maggio 2011 e sembra avere valicato i confini delle sue aspettative oltre ad averla finalmente conclamata scrittrice ufficiale. Continua a leggere

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