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I Terrible Two e la cruda verità

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Sono nella sala d’attesa del pediatra con Davide per una visita di routine.
Con me ci sono altre tre mamme con figli e come comprensibile si comincia a chiacchierare di massimi sistemi. Come dite? Chiacchiere tra mamme e massimi sistemi sono concetti incompatibili? Ma cosa pensate che noi mamme parliamo solo di cacche, pannolini e latte da pompare?
Assolutamente no! Infatti in questo caso si parla di Terribile Twos.

Accanto a me una mamma di due gemellini di tre anni e mezzo mi confida che, per certi aspetti, è diventato più difficile gestirli ora di quando erano più piccoli: i capricci, invece che diminuire sembrano aumentati, come aumentata è la voglia ad affermare la loro volontà  opponendosi strenuamente a ciò che viene loro detto.
Mentre la ascolto non posso che ritrovarmi nelle sue parole. Lancio un’occhiata a Davidino che gioca con gli altri bimbi nell’angolo dedicato ai piccoli.

Crescendo è di certo migliorato: se prima mi spappolava il cervello con suoni inarticolati, ora l’assalto è più fine e la sfida più ardua perché elabora i suoi pensieri con argomentazioni che lasciano poco spazio a repliche, del tipo: “No, non usciamo se prima non finisco il cartone animato! That’s my deal (Questo è l’accordo)!”.

Certi “No” detti ai bambini fanno bene e fanno crescere, dicono. Nel mio caso mi stanno causando l’ulcera e l’invecchiamento precoce perché ad ogni negazione, Davide accende le sirene ed entra in modalità  martello pneumatico: “Voglioilgelatovoglioilgelatovoglioilgelatovoglioilgelatovoglioilgelatovoglioilgelato…hai capito mamma? VOGLIO-IL-GELATO!”.

Ora Davide si esprime molto più agevolmente rispetto ad un anno fa. Ciò è spesso un vantaggio, altre volte invece è un guaio, per me.
In un ipotetico confronto tra la logica secondo Davide e quella di Aristotele, il luminare greco ne sarebbe uscito pesto, convinto che pulire il pesce al mercato sarebbe stata un’occupazione ben più salutare che quella di matematico e filosofo.
“Mamma mi dai la caramella? Perché mi dai la caramella se ti chiedo la caramella? No, non voglio la caramella ma tu me la dai, capito? La voglio ma poi non la mangio perché me la dai ma…me la dai, vero? Mamma? Mi ascolti?”. Ho mal di testa.

La mamma che ho di fronte si inserisce nella conversazione con un “Aspettate che diventino preadolescenti ed adolescenti come i miei!”.
Apparentemente, da quello che dice, tutta la dolcezza e l’ingenuità  dei primi anni di vita, scompare per lasciare posto a degli esseri sconosciuti, puzzolenti (soprattutto se maschi), introversi e scontrosi, capaci di citarti la carta dei diritti umani quando ritengono di aver subito un sopruso, per poi piantarti il muso se gli dici di smettere di giocare con l’XBox.
La conversazione continua con una serie di aneddoti raccapriccianti, scrollate di spalle e mormorii di comprensione reciproca.
Si giunge alla conclusione che dopo i Terrible 2 ci sono i Terrible 3, seguiti dai Terrible 4 e via dicendo fino alla soglia dei quarant’anni.

Mentre rifletto su questa verità , mi cade l’occhio sulla terza mamma seduta poco distante.
Ha con se la capsula per auto con dentro una bimba piccolissima.

Ha l’occhio sbarrato e un’espressione scioccata. Mi guarda senza parole, poi fissa quella cosina adorabile che dorme serena e come in trance, scuote la testa incredula.
Ecco, abbiamo traumatizzato una neomamma. Forse avremmo dovuto buttare qua e la’ anche tutte le gioie del vederli crescere, una specie di rinforzo positivo per non farle pensare di aver messo al mondo l’erede di Hannibal the Cannibal.

D’altronde essere genitori non è una passeggiata ed esserne consapevoli fin dall’inizio mi pare giusto. Una volta ho letto una frase che mi ha fatto sorridere: “Se la maternità  fosse stata facile, non sarebbe cominciata con un travaglio“.
Ovviamente se fosse solo un dramma, ci saremmo estinti dieci minuti dopo essere apparsi sulla Terra.
Rivolgo alla mamma sconvolta un sorriso di incoraggiamento dicendole semplicemente “Non aver paura! Non è facile ma ne vale la pena e ce la facciamo tutte!”.
Lei accenna un timido sorriso come per ringraziare, ma non so se sono riuscita a convincerla.

Voi cosa ne pensate?

Dire la verità , tutta la verità  e nient’altro che la verità  a costo di sconvolgere una futura mamma o siete più per il tacere gli aspetti più difficili, evitando così di spaventare prima del tempo?

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Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

12 Commenti

  1. Per un pò di tempo ho chiesto qualche consiglio pratico alla mia pediatra soprattutto per dormire………..poi ho capito che dovevo chiederle solo consigli medici e lasciare perdere il resto, perchè?? perchè mentre ero nel culmine della mancanza di sonno le chiesi qualche suggerimento e soprattutto se prima o poi avrei dormito, lei mi rispose che poi i figli sarebbero diventati adolescenti (come i suoi) e non avrei dormito più in attesa che rientrassero a casa….pe cui l’insonnia sarebbe stata garantita per il resto dei miei giorni. Fu così che mi finì con una bella mazzata, “cercavo grazia e trovai vendetta”. Più o meno mi pare lo stesso effetto che ha avuto la giovane con il piccolo dal pediatra. Io ho amiche che pur lamentandosi della gestione del tutto pensano al terzo figlio….io sono ancora nella fase in cui la stenchezza supera la gioia perchè non appena la gioia aumenta arriva qualcosa che destabilizza il tutto e fa in modo che la fatica superi i livelli di guardia. Prima o poi ci sarà  una inversione? se dovete fare come la mia pediatra non rispondete grazie 🙂 lasciatemi l’illusione che il mio grande amore mi ricoprirà  di gioie e ore di sonno prima o poi.

  2. Ahahahah povera Peppa! Comunque, la luce alla fine del tunnel c’è. Altrimenti non si farebbero più figli. E poi la frase del “Quando sono adolescenti non dormi fino a che non sono a casa” è un clichè: mica escono tutte le sere! 😀

  3. Uhmmm! Io direi che a musi e scontri esagerati, e la mia pur sfidandomi, terrible twos, lo sa bene, risponde la grammatica di un paio di quegli strilli da far cadere i capelli e un assaggino di cucchiarella, se del caso. Poi ci sono sempre i giochini che finiscono, nel caso di mia nipote, nel fuoco, o giù di sotto. Insomma, prontissima ad argomentare e rispondere, ma il tempo è molto poco, fra casa, marito, lavoro etc etc e quando il tempo stringe, la pazienza ancora di più. Ah tranquille! So di procurarle danni esistenziali permanenti, ai quali riparerò un domani, pagandole fior di sedute da un luminare della psicologia, con i soldi che sto già  mettendo da parte, più quelli che le scalerò dalla paghetta.

  4. Noi entriamo nei terribili two a febbraio ma già  si cominciano a vedere i primi effetti dato che la piccina di casa non ti ascolta qualsiasi cosa tu gli dica, in qualsiasi tono di voce. Si fa allegramente i fattacci suoi e non ne ha manco per il piffero di darti retta, a meno che la cosa non torni a suo esclusivo vantaggio. Esempio,gli dico scendi dal divano, oppure, sul divano si sta seduti, lei sorride e saltella sul divano facendoti arrivare picchi di adrenalina dritti al cervello, ma se gli dici scendi dal divano che ti dò un biscotto, allora scende immediatamente.
    Ma da buon genitore ho imparato che il ricatto non è mai una buona cosa quindi la afferro per un braccio e malamente la trascino giù dal divano urlando parole irripetibili mentre lei strilla come se fosse nelle mani di jack lo squartatore.
    Il tutto dura pochi secondi , in un attimo lei riprende il suo fare indisturbata e poi ti sorride come per dirti ” ci ho provato ” oppure si avvicina , ti guarda con lo sguardo ammaliante di una quasi duenne, che nel cuore di burro del papà  è come una lama incandescente,viene ti abbraccia e con la sua vocina ti dice papà aaaaaa.
    A quel punto la mamma parte con un bel ” faccina da culo ” perchè effettivamente ha proprio la faccia di chi ti sta prendendo per i fondelli con brillante cognizione!! Spero solo di avere tanta infinita pazienza e amore per questa creatura in crescita!!

  5. sarà  che mia figlia non ha avuto una vera propria fase di opposizione
    anche se c’è stato qualche episodio, io non ricordo tutta sta tragedia
    e comincia pure a darmi fastidio questo continuo esagerare che sento in giro!
    non è vero che gli adolescenti sono così come li descrivono, è solo un aspetto-importante per altro- della loro fase di crescita.
    Perchè non ricordare anche quanto ci aiutino come adulti a progredire sempre, quanto ci insegnano
    come i terrible two del resto: io per esempio ho scoperto che non sono poi tutta dolcezza e timori come la prima fase post-parto lasciava presagire
    al contrario ora potrei fare benissimo il Generale!!! 🙂

    1. …in effetti rileggendo la mia ultima frase avrei una proposta
      altro che addestramenti estremi
      basterebbe un duenne accompagnato da un quindicenne per preparare i migliori corpi speciali!!! 🙂
      o per tirare fuori da chiunque i suoi potenziali insondati
      mi sa che alla fine questi figli dobbiamo pure ringraziarli!

      1. Credo che, presi dal verso giusto, i figli sviluppino in noi doti che farebbero impallidire Ganghi e in più talentuoso dei moderatori di pace dell’ONU.
        Al limite diamo fuori di zucca 😀

    2. I terrible twos non esistono eppure esistono. Sono una fase di sviluppo che per quanto abbia dei punti in comune in ogni bambino, varia di intensità a seconda del loro carattere, di quello dei genitori, delle tecniche usate per educarli e via dicendo.
      Non si puo` negare il fatto che i bambini dall
      anno ai 3 fanno i capricci, con un picco attorno ai due, non lo si puo` negare perchè la stragrande maggioranza dei genitori lo rileva.
      Ovviamente non per tutti è uguale, ma cio` non significa che non ci siano situazioni molto faticose… un giorno ti impacchetto Davide e te lo mando ahahahah 😀
      No, ma non funzionerebbe,… liu si comporta bene con chi non è la sua mamma 😛

  6. Mah… sai, a volte le giornate sono durissime e se ti capita un’altra mamma davanti, lo sfogo reciproco è quasi una regola, un dovere, un aiuto vero! La neomamma non si sarà  spaventata abbastanza sed è rimasta lì ad ascoltare.

    A me avevano detto di tutto e di più ma penso veramente che ogni famiglia ha dei limiti. Qui a casa, la più piccola, da quando rimane più ore a scuola, è diventata abbastanza agitata e parla ad altissima voce, fa più capricci che mai e spesso, la devo fermare, farla calmare per farmi ascoltare semplicemente. Ha superato i limiti della pazienza della sorella e spesso supera anche i miei e del papà . E’ dura se la giornata poi è piena di altre attività  e i capricci si ripresentano più volte!!!

    Comunque, non credo ad un terrible two o altro terrible. Bisogna capire che l’infanzia non è mica una passeggiata, non è uscire a comprare bei vestitini o passare mesi a scegliere l’arredo della cameretta o pensare al menu della pappa per ogni stagione, non è nemmeno solo fatica nostra è anche fatica loro, che devono imparare troppe cose e se non stiamo attenti, sempre troppo in fretta!

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