Educare

Figli piccoli problemi piccoli. Siamo sicuri?!

neonato che piange

Vi dirò, mi dichiaro ufficialmente militante contro il proverbio: “figli piccoli, problemi piccoli””
Subisco meglio e di gran lunga il fascino del disprezzo da preadolescente precoce che si è prematuramente annidato nell’ esile corpo della mia settenne piuttosto che sopportare ruttini, pappine, di cui tre quarti sono destinate all’intonaco di casa, cambi di pannolini tra tappate di naso, bocca, e occhi che pare siano stati mitragliati da gas nervino, con il pensiero assillante che “˜sti assorbenti l’ambiente se li digerisce, se va bene, tra 500 anni” e soprattutto di pianti che ti chiedi “ma perché cazzo fa così?
Contribuendo a innalzare il livello di un esaurimento nervoso che vai a capire se riesci a liberartene del tutto negli anni. E non voglio nemmeno tirare in ballo le notti in bianco che sono ancora sotto terapia.

No, care mie. Io opto per le rispostacce improvvise e senza senso anche se rivolgo a gnoma un semplice “che cosa fai in camera, amoredimamma?”, preferisco le alzate di voce inaspettate e incomprensibili anche se sono muta da almeno un’ora abbondante.
Mi piace il confronto/scontro tra me e gnometta perché in quei frangenti riesco a vedere l’immaturità , i limiti  e i miei anni verdi ancora fermamente aggrappati dentro di me. Poco ci manca certe volte che le risponda “ci hai creduto testa di velluto” ma rimanga tra noi.

Amo occuparmi dei risvolti comportamentali e di quelli psicologici, mi fanno sentire piena di stimoli e mi incoraggiano a camminare a fianco di mia figlia con l’idea chiara che un genitore, un bravo genitore, non si erge a guru della vita,  immerso nella totale saggezza di conoscere la verità  su ogni cosa e per questo generoso concessionario di onnipotenza verso chi ha messo al mondo. No, io mi sento di  essere educata prima di ogni altra cosa. Che poi mi sembra di averlo già  scritto diverse volte, giusto? E che volete, il “loop” è la mia specialità .

So cosa è bene che faccia Camilla in fase compiti, so che è bene che mangi frutta e verdura piuttosto che una bistecca al Roadhouse dopo essersi pappata un film in 3D in una multisala senz’anima e so che è bene avvertirla che non appena varca l’uscio di casa deve avere anche gli occhi impiantati sulla nuca. Perché fuori, sebbene ci si mascheri in esseri tecnologicamente e razionalmente avanzati con ipad, laptop, minchiolarum 2.0 varie, animali siamo e animali resteremo.  E pure anche molto ignoranti e centrati ognuno sul proprio minuscolo asse terrestre.

Forse so anche come guidarla ““ a volte- nelle sue inciampate emozionali ma poi?

Boh.

Si vive giorno per giorno e si spera.

Che la base gettata da me e Lui con impegno, fatica e mille sforzi possa essere abbastanza solida da permettere a gnoma di percorrere una via che le faccia fare scelte sensate, frequentare persone altrettanto sensate. Di darle la capacità  di discernimento e andare in direzione inversa al gregge quando necessario. Di essere carismatica e forte per ricordare agli altri quanto lei valga. Ma soprattutto che lo ricordi a se stessa.

Di augurarsi che la malizia arrivi al momento giusto perché tremo al pensiero che possa atteggiarsi a lolita quando ancora la presenza delle barbie è predominante nella sua vita e soprattutto in camera sua. Quando ancora è forte il profumo del latte che si beveva a fiotti dal biberon, e il clic del coperchio pressurizzato del vasetto di omogeneizzato, il suo preferito quello alla pera, che la faceva sempre sorridere e sbavare di fame e felicità , ancora sembra echeggiare tra le pareti di casa.

Spero che mia figlia sappia ciò che vuole da ora. Che non si faccia succube dell’amica e si chini ai suoi capricci spodestando la propria personalità . Che guardi con gli occhi attenti di bambina per vedere ciò che è la vita veramente quando sarà  adulta. bella, prorompente, faticosa, dura, cinica, a volte spietata, generosa, spavalda.

E l’altro giorno pare che io abbia ricevuto un segno della divina provvidenza…

«Mami”»

«Sì”?»

«è vero che hai preso una multa?»

«aehm, ss…ì. Ho parcheggiato la macchina in un posto in cui non dovevo”»

«ma tu devi essere un esempio per me! Non puoi prendere le multe!»

Ecco. Appunto.

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Deborah Papisca

L'avvento dell'era dei blog e dei forum forgia la sua fortuna permettendole di realizzare il sogno di una vita: vedersi pubblicare un romanzo. 'Di materno avevo solo il latte' è uscito il 10 maggio 2011 e sembra avere valicato i confini delle sue aspettative oltre ad averla finalmente conclamata scrittrice ufficiale. Continua a leggere

2 Commenti

  1. Io invece rimpiango i momenti passati, in cui polpetta senior mangiava e dormiva. A volte era così tranquilla che pareva non ci fosse in casa.Ora invece è un discutere continuo:manco fossi all’assemblea delle Nazioni Unite. Ogni volta che apro bocca vengo contrastata,guardata con sufficienza ed ignorata. Forse non amo le sfide estreme, ma io preferivo i pannolini puzzosi e i rigurgiti…

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