Diario Oasi

Fenomenologia del papà

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E’ l’altra metà  sostanziale, colui che da il contributo importante e basilare distribuendo doviziosamente cromosomi X e Y e spesso viene messo in secondo piano, lasciato lì in un angolino, privato dei colori e avvolto in una sfumatura non ben definita di bianco e nero: il papà.

Dunque, vogliamo dare, una volta per tutte, maggiore credito a questo genitore? Vogliamo smetterla di pensare per compartimenti stagni e convincerci che non sia su questo mondo solo in nome di una partita di calcio, del divano e della birra al bar con gli amici?

Se ci lamentiamo di avere uomini che si aggirano in casa come un ectoplasma evanescente, che anche se ci sono è come se non ci fossero, che non servono ad altro che ad impicciarvi nei nostri ritmi isterico/nevralgici, perché non sono buoni a fare nulla, dobbiamo renderci conto che quel fantasma che vaga senza meta per casa lo abbiamo scelto noi, gli abbiamo permesso di entrare nella nostra vita e sempre con quella “presenza impalpabile” abbiamo pure deciso di procreare pensando che con un figlio sì che tutto potesse cambiare.

Non siamo soddisfatte di come il nostro compagno/marito si sta comportando nella gestione della famiglia? Vorremmo avere al nostro fianco un signor Bradford o il reverendo di Al Settimo Cielo, quando invece abbiamo deciso di portare all’altare un soggetto da curva nord e trasferte? Santo masochismo.

Mentre riflettiamo sul senso di  responsabilità  (nostra) e personale creazione del nostro ambiente divertiamoci a scoprire a che tipologia appartiene il nostro Lui:

Papà  amicone

Trattasi di un soggetto con la presenza massiccia dello spirito di Peter Pan in corpo. Il suo approccio con i figli è libero e privo di distanze genitoriali, ama farsi chiamare con il nome di battesimo, ricevere pacche sulle spalle e all’occasione sottoporsi (e sottoporre) a scherzi quali lo “straccia mutande” e goliardate universitarie varie. I figli, di sicuro, con un padre simile si divertiranno per un certo periodo poi si renderanno conto del mancato rapporto asimmetrico indispensabile per creare una relazione genitori-figli equilibrata. E di un padre che con la prostata in disfacimento gioca ancora con la play station non sapranno più che farsene, lamentando da adulti l’assenza di una figura paterna adeguata.

Papà  Robot

Non ha il minimo senso empatico con i figli. Lui esce da casa e va al lavoro. Poi rientra in casa dal lavoro stanco, poco collaborativo e coinvolto nell’attività  di famiglia, fa la doccia assieme alla marea di affari suoi, legge il giornale, guarda le news del tg e se il figlio si interpone tra lui e la televisione provando a fare un salto mortale con doppio avvitamento, per catturare un minuto della sua attenzione, roba che il papà  robot sarebbe capace di reclinare leggermente la testa per non perdere i titoli di coda del suo programma preferito. I figli con un padre di tal pasta rischiano di prenderlo a modello e di riproporre la stessa inquietante e triste dinamica una volta adulti. Perciò sarebbe utile disattivarlo e riprogrammare il soggetto incoraggiandolo al dialogo e cercando di coinvolgerlo  nel quotidiano. Che so, magari provare a incoraggirlo a usare il suo I-Pad come tagliere e insegnargli come si fa un buon battuto per il soffritto;

Papà  informato dei fatti

Lui sa tutto. E’ al corrente di quanti respiri effettuano i figli al giorno, di quante volte vanno di corpo e quante parole pronunciano al minuto, conosce il quadro natale di ciascuna insegnante e sa anche a quanto risale l’intonaco delle mura della scuola che frequentano. Pretende che i figli siano al sicuro in ogni istante e monitora le loro giornate nemmeno fosse un agente della Cia: verifica chi frequentano e se potesse si sottoporrebbe al processo di telepatia e telecinesi per riuscire a governare la vita della sua famiglia. Qui ci si augura possa avere come vicino di casa un papà  robot, sia mai che diventino amici e uno smorzi e riattivi l’altro.

Papà  emotivo

E’ la mosca bianca, il pezzo più unico che raro. Questo papà  sembra essere o frutto della fantasia umana, da annoverare con lo yeti e l’omino verde alto un metro che atterra nel nostro pianeta con il disco volante, dagli occhi divergenti che sembrano due semi giganti di cocomero, oppure esiste per davvero ma è preservato dalle attenzioni degli scienziati che altrimenti lo vivisezionerebbero e analizzerebbero al grido: “scoperta sensazionale, il papà  emotivo e-s-i-s-t-e!” Il papà  emotivo (sempre che qualcuno, insisto, ci dimostri la veridicità  della sua reale esistenza) riesce a commuoversi senza vergogna davanti a un film, un fiore in sboccio, un moscerino da frutta che svolazza su un grappolo d’uva, non si vergogna minimamente di mostrare la propria emotività  davanti ai figli. Molti macisti, normo-sotto dotati penseranno si tratti della classica femminuccia che per caso è capitata nel corpo sbagliato ma sappiate, cari trogloditi senza clava ma con Ipad e macchinoni roboanti sotto le chiappe, che proprio questi uomini sono dotati di attributi che i vostri a confronto hanno la consistenza di palline di piombo. Perché per quanto vi possa sembrare difficile, grazie a quelle lacrime versate liberamente passano due pilastri emozionali che fanno da solide fondamenta nella vita di ciascuno di noi: la stima e il rispetto.

E allora, sputate il rospo.

A che categoria appartiene la vostra metà ?

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Deborah Papisca

L'avvento dell'era dei blog e dei forum forgia la sua fortuna permettendole di realizzare il sogno di una vita: vedersi pubblicare un romanzo. 'Di materno avevo solo il latte' è uscito il 10 maggio 2011 e sembra avere valicato i confini delle sue aspettative oltre ad averla finalmente conclamata scrittrice ufficiale. Continua a leggere

12 Commenti

  1. Papà  amicone/informato dei fatti/emotivo, in pratica tutto tranne robot

    Amicone finchè può, dato che nostro figlio ha solo 4 mesi.

    Informato dei fatti, viene a tutti i controlli, si accerta che sia sempre al sicuro (ha la paranoia del soffocamento).

    Emotivo, non piange di certo di fronte ai film, ma in sala parto lo ha fatto e a ogni progresso si emoziona, non piange ma gli occhi lucidi ci scappano.

    Un papà , anzi, un babbo quasi perfetto!

    1. clonalo!!! 😀 anche io devo ammettere di avere al mio fianco un uomo molto in gamba, con un senso della responsabilità  ineccepibile che però, ammetto, ho contribuito a fare crescere negli anni. Ovvio, che lui ha recepito bene il messaggio mostrandosi un uomo “open minded” 😉

    2. Io credo che queste categorie siano un tantinino stereotipate e irreali. Ad esempio il padre ‘informato’ viene descritto come un vero maniaco del controllo. Il papà  ‘amicone’ come un totale smidollato privo di attributi, il papà  ‘robot’ come un mostro anaffettivo, e il papà  ’emotivo’ come una orribile checca che si vuole fare passare neppure tanto velatamente come la figura ideale. Insomma gli uomini che emrgono da questo racconto sono tutti dei candidati ideali per il lettino dello strizzacervelli.
      Ritengo che la gentile redattrice dell’articolo dovrebbe distaccarsi forse un poco di più da quelle che sono – con tutta evidenza – le proprie esperienze personali se vuole proporre un articolo realmente obiettivo oltre che leggero. Magari senza veicolare le proprie opinioni intrecciandole celatamente nel racconto.
      Saluti.

      1. I profili in generale (non solo quelli del post in questione) tendono sempre ad essere molto generici. Ovviamente i papà sono figure complesse, variegate, piene di sfaccettature e direi che un papà si potrebbe riconoscere in una delle tipologie descritte perchè ha più caratteristiche che lo accomunano ad una piuttosto che ad un altra… 🙂

      2. Samuele, la redattrice in questione sono io e ti assicuro che il post non è nato da una mia esperienza personale ma dal puro intento di canzonare e di esagerare un pò sulla figura paterna. Aspetta che mi occupi della fenomenologia della mamma, leggerai cose che tu umano….
        buona serata! 😀

  2. ho desiderato un figlio quando ero sicura di aver trovato l’uomo giusto con cui farlo, prima di allora il mio pensiero “figli” non c’era perchè fare un figlio con gli uomini precedenti a mio marito sarebbe stato un gesto irresponsabile.
    Anche se il figlio è arrivato tardi so che ho fatto bene e lo rifarei, non potrei pensare ad un padre migliore per il mio piccolo. Non posso metterlo in nessuna delle categorie sopra elencate c’è un pò di tutto, a volte mi lamento ma sono lamentele legate alla vita pratica mai voluto che lui cambiasse e lui non ha mai voluto cambiassi io e siamo insieme da un bel pezzo! Lui è il più fortunato incontro che abbia fatto! Spero continui così.
    Non è l’idillio ci sono i difetti ovviamente (di entrambi) ma senza tolleranza non si va avanti da nessuna parte in nessun rapporto figurarsi in un matrimonio…

  3. io dovrei far scrivere il commento a mia moglie perchè scriverei di parte, Comunque, mi piace giocare con i figli, ho con loro un contatto fisico permanente fatto di abbracci, bacini, carezze,mi saltano sulla pancia sulla schiena,sulla testa. Se posso presenzio a tutte le loro visite ma anche riunioni scolastiche e di catechismo, voglio essere presente. L’ altra faccia della medaglia è però un papà  che segue con la mamma una linea educativa ben precisa, quando è no è no punto. Mia moglie dice che però sono troppo morbido e spesso deve fare lei la cattiva, ricordo ancora gli anatemi della psicologa dell’ asilo qualche anno fa che mi ammoniva severamente sui possibili traumi che i miei figli avrebbero avuto con un papà  troppo morbido!
    Anche in casa ho la mia collaborazione quotidiana, la mattina alzo la bimba e le preparo il latte mentre mia moglie si veste, dopo il lavoro mi occupo di preparare la cena,buttare l’ immondizia ,riassettare la cucina e preparare la lavastoviglie, questo nel quortidiano, non disdegno le pulizie e l’ asse da stiro!
    Mi è capitato spesso di commuovermi e piangere,anche davanti ad un film , ( hachiko per dirne uno ) e non me ne vergogno, penso sia umano commuoversi e provare emozioni, no?? e ho anche una marea di difetti, ma tanti davvero!!

  4. Nessuno tra questi perchè l’esagerazione non fa parte di mio marito in nessun senso. E’ un ottimo papà : è appena rientrato da 6 mesi di missione e nostra figlia è stata in contatto con lui più tempo di quanto sia possibile quando è in Italia. Ogni momento libero lo ha passato su skype, le ha raccontato favole, ha giocato con lei semplicemente guardandola (a volte per ore) da uno schermo.
    Da quando Giulia è nata raramente ha mancato un appuntamento medico o scolastico (è al primo anno di materna, e ha fatto 2 anni di nido, ma nella nostra scuola organizzano incontri frequenti tra educatrici e genitori e anche riunioni e mini conferenze), le volte che è mancato è stato perchè era lontano. L’unica cosa in cui non eravamo intercambiabili era l’allattamento, per il primo mese. Poi è diventato intercambiabile anche quello.
    Si direbbe che i figli di militari abbiano un rapporto appena decente con il genitore militare. Ne conosco tanti per cui il papà  è solo un’ombra che appare saltuariamente nella vita dell’unico genitore che riveste tutti i ruoli necessari per il figlio, alcuni non lo chiamano nemmeno papà , ma con il nome di battesimo. Sono estremamente orgogliosa che mio marito, sotto questo punto di vista, sia una delle rare pecore nere che si incontrano in questo ambiente.

  5. E allora forse ho letto in maniera troppo seriosa il tuo pezzo.
    Se voleva essere un pò canzonatorio direi che sei riuscita nel tuo intento.
    Io personalmente mi descriverei come un papà  estremamente attento alle informazioni e alle competenze da acquisire, sensibile ma pure risoluto, emotivo ma determinato a far prevalere la razionalità  all’istinto, almeno quando esse nn possa coesistere il che sarebbe sempre preferibile.
    buona serata anche a te

  6. Bah, considerando che a casa nostra mio marito è il Mammo …. direi che io sono una via di mezzo tra il papà  amicone e il papà  emotivo! 😀

  7. Mi sono commosso… (wink wink)
    “sappiate che quel fantasma che vaga senza meta per casa lo avete scelto voi, gli avete permesso di entrare nella vostra vita”
    Vorrei fare notare che noi uomini non siamo “fantasmi” ma siamo tutti vampiri belli, affascinanti ed incompresi come tanti Edwards di Tuailait… e come i vampiri non possiamo entrare in casa se non invitati quindi… sono cacchi vostri 😛
    Pero` siamo irresistibili…@_@

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