Educare

Dei gonfiabili, di un compleanno e di timpani scoppiati.

Tra quattro giorni la gnoma soffierà  sei candeline. Lei è in fibrillazione da metà  agosto e, non avendo ancora ben chiara la cognizione del tempo, per settimane e settimane mi ha mitragliato di domande: “ma quando arriva ottobre?”, ” dopo agosto che mese c’è?”, “quanti mesi hanno 31 giorni?” “Sono nata nel solstizio d’inverno? O nell’equinozio di primavera?!”

Alla quasi vigilia del giorno tanto atteso mi sento come uno con 200 kg di ciccia sul groppone che vuole partecipare alla maratona di New York.

La location decisa fermamente da mia figlia per festeggiare il suo compleanno sono i (temutissimi) gonfiabili. Una soluzione per venire incontro al life style delle coppie del nuovo millennio che per plurimi motivi vivono in abitazioni i cui metri quadri sembrano essersi ristretti come un maglione di lana inavvertitamente lavato con centrifuga a mille.

Beati i tempi in cui si cantava “tanti auguri a te” tra le mura di casa con 4 amici di quartiere e due vassoietti simbolici di pastarelle e sandwichini fatti last minute dalla mamma.

 

Rievocazione da età  che avanza a parte vada per i gonfiabili.

 

Pro:

–        il posto è grande perciò gnoma & Co. possono correre, fare capriole, pogare, prendere a morsi il vascello pirata di Jack Sparrow;

–        niente animatori folli che ti costringono a ballare il pulcino pio ““ e che non vuoi farlo per tua figlia?!- e perdere totalmente la dignità ;

–        noi adulti avremo la possibilità  di chiacchierare più o meno in santa pace poiché l’età  dell’orda di barb”aehm, dei piccoli invitati è di sei anni e si presume (e si spera dal profondo dell’animo) che questa loro fase esistenziale ci possa evitare di stargli dietro ogni due nanosecondi e soprattutto di armarci di occhi da trapiantare nella nuca;

Contro:

–        l’equilibrio psicofisico di un genitore dopo circa tre ore dentro l’inferno pompato ne risente e non poco perché l’inquinamento acustico raggiunge livelli tali che quelli dei centri Amplifon si fregano le mani. Il rumore dell’aria che gonfia castelli principeschi, scivoli multicolor  e pungiball  enormi è così assordante che con l’aggiunta delle urla dei bambini riducono in purè i timpani.

Però per tua figlia questo ed altro, giusto? Perciò ordina pasticcini, pizzette, salatini, crostate, ciambelloni. E guai a te se non metti pathos nella torta, che se quest’anno non sarà  decorata con Hello Kitty “te pòssino…”.

E monitora la lista degli invitati stoppando la gnoma che sta diffondendo la notizia della sua festa a provincia e dintorni. Roba che sabato prossimo tutti pensano a una sagra di paese più che a una semplice festa di compleanno di una seienne.

Soprattutto non dimenticare i tappi per le orecchie. Se arrivi senza, poi sarai costretto a vivere una due giorni con un fischio costante.

Perlomeno potresti sempre illuderti che qualcuno da qualche parte ti sta pensando”

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Deborah Papisca

L'avvento dell'era dei blog e dei forum forgia la sua fortuna permettendole di realizzare il sogno di una vita: vedersi pubblicare un romanzo. 'Di materno avevo solo il latte' è uscito il 10 maggio 2011 e sembra avere valicato i confini delle sue aspettative oltre ad averla finalmente conclamata scrittrice ufficiale. Continua a leggere

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