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Dal passato tecnologie innovative per il mondo dei bambini

Ci sono delle volte in cui mi chiedo come il genere umano abbia fatto a sopravvivere, nonostante in esso abbiano spiccato spesso (e rifulgano tutt’oggi) individui dotati di un’intelligenza piuttosto “pericolosa”.
Vuoi qualche esempio pratico?
Il “Baby Cage”, per cominciare. Da un’inventrice Americana che nel 1922 ottenne il brevetto, agli appartamenti sottodimensionati dei sobborghi londinesi del 1937: una gabbia metallica, fornita di cuscini e giocattoli, agganciata al davanzale della finestra di casa, in cui mettere il proprio bebè.
Si sa, gli appartamenti di città  sono piccoli e spesso i genitori non hanno tempo di portare in giro i propri figli per una boccata d’aria. Ecco quindi risolto il problema!

Dettaglio: la gabbia sporge fuori dalla finestra e quindi il pargoletto ingabbiato è sospeso nel vuoto. Una piccola accortezza: ricordarsi di ritirarlo insieme ai panni stesi,  quando comincia a piovere!

E se mamma e papà  vogliono andare a farsi una pattinata sul ghiaccio? Chi tiene il pupattolino infante? Presto detto: un porta bebè da ghiaccio con due lunghe cinghie, che la mamma e il papà  si accollano

Nelle istruzioni ovviamente viene specificato anche che i genitori devono procedere appaiati, mantenendo la stessa velocità  ed evitando pattinatori controcorrente.

Mi chiedo come mai di queste trovate geniali non se ne vedano più in giro…

 

Fonte:

http://www.huffingtonpost.co.uk/2012/07/24/baby-cage-the-1937-parenting-solution-for-londoners-short-on-space-pictures_n_1697878.html?1343137934&ncid=edlinkusaolp00000008#slide=1205577

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Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

3 Commenti

  1. ma che geni…ci vuole proprio fantasia…mi chiedo quanti bimbi siano cascati di sotto e quanti altri siano stati investiti dai pattinatori…

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