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Dagli USA polemica su prodotti commerciali a favore del Gay Pride

Il gruppo “One Million Mom“, associazione Americana di famiglie, di stampo conservativo, ha fatto sentire ripetutamente, negli ultimi mesi, la sua voce puntando il dito contro grossi marchi e prodotti commerciali, rei di aver appoggiato la causa del Gay Pride, minando in questo modo la moralità  insita nella Nazione Americana.

All’inizio di questa primavera “One Million Mom“ ha attaccato una famosissima catena di centri commerciali americana, JCPenney per aver scelto come portavoce di una campagna pubblicitaria, l’attrice e presentatrice televisiva Ellen DeGeneres, dichiaratamente lesbica e per aver incluso nei suoi cataloghi coppie gay per i giorni della Festa della Mamma e del Papà .

Successivamente “One Million Mom“ ha attaccato, attraverso un post denigratorio su Facebook, il gruppo DC Comics e Marvel Superheroes per aver incluso nelle produzioni cinematografiche, personaggi gay come The Green Lanter.

Ultimo attacco del genere è stato rivolto contro la Kraft, colpevole di aver presentato una campagna pubblicitaria in cui al posto del singolo strato di crema di uno dei suoi famosi biscotti (Oreo) è stato messo un multistrato di creme dai colori dell’arcobaleno.
L’associazione “One Million Mom“ obietta questa presa di posizione da parte di un prodotto che è sempre stato diretto ad un target famigliare e annuncia battaglia con l’ennesimo boicottaggio sostenendo di voler colpire il marchio Kraft in un punto sensibile, ossia il “portafoglio”.

Da parte sua la Kraft risponde che esistono molti altri prodotti del genere tra cui scegliere, che però non supportano alcuna causa liberale. Inoltre, la Kraft sostiene di essere legalmente libera di scegliere quali cause civili supportare.

A tutt’oggi pare che gli unici effetti registrati da tali battaglie, si siano visti nei post contro il Gay Pride postati sulla pagina Facebook dell’associazione “One Million Mom”: soverchiati da commenti pro Gay-Pride, il gruppo si è visto costretto a cancellare il post incriminato.

 

Fonte: http://www.huffingtonpost.com/2012/06/29/one-million-moms-oreo-cookies-gay-pride_n_1638774.html

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Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

4 Commenti

  1. “One Million Mom association deve imparare a crescere, cambiare e adattarsi al mondo e alle persone che non rimangono statiche ma che comabiano a loro volta.
    Penso che questo accanimento contro i gay sia ridicolo, dovrebbero imparare a vivere e a capire che diverso non significa “male” ma appunto significa ” non uguale a”.
    Essere gay o omosessuale non e’ una malattia, ma una caratteristica come essere etero.
    sai che noia il mondo se fosse omologato a detta dei “One Million Mom! Signore in che mani siamo!

    1. Sono d’accordo con te, Marcella. Ma forse se One Million Mom e le altre associazioni conservatrici cambiassero, l’America perderebbe qualcosa che la rende interessante, ossia la varietà di opinione. Estrapolando il tuo discorso si potrebbe dire che il Paese sarebbe più noioso se tutti la pensassero nella stessa maniera.
      Quindi,, in definitiva, io concordo con te dal punto di vista dell’accettare la realtà per quello che è, ossia fatta di etero e omosessuali; dall’altro lato penso che ognuno debba essere libero di esprire la sua opinione, pronto ad accettare le risposte contrarie di chi non la pensa come lui.
      Sottinteso pero`, dare un’opinione contro qualcosa o qualcuno non significa danneggiarlo, discriminarlo, fargli del male.

    2. Un passo alla volta il mondo sta cambiando.
      Non ci possono fare niente.
      Sono certa che tra qualche anno Oasi delle mamme non dovrà  più mettere una notizia così sulla home: non sarà  più necessario.
      Barbara

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