Diario Oasi

Compleanni di ieri, compleanni di oggi

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C’era una volta la piccola festa di compleanno. Non aveva grosse pretese: partiva con una manciata di inviti ai bambini compagni di scuola (doverosamente selezionati) del festeggiato aggiungendone un paio appartenenti alla sfera vicinato.

La mamma preparava una torta fatta in casa, qualche pizzetta comprata dal fornaio, se andava di lusso offriva anche sandwich con prosciutto, salame, tonno e maionese e la casa quel giorno si trasformava nel set del film Apocalypse Now.

Mancavano gli elicotteri da fare sorgere come un sole rosso infuocato all’orizzonte.

Alla fine dei festeggiamenti la fisionomia dell’appartamento assumeva i tratti di uno scenario bellico in cui per terra si trovavano diversi resti di:

– salatini spappolati e facenti ormai parte dell’arredo;

– cuscini squartati con le piume d’oca che svolazzavano come fiocchi di neve;

– parti del muro scarabocchiati da un invitato con la passione per il graffito;

– pedate di dimensioni varie sui divani e letti ridotti a cucce per cani;

chi possedeva un animale domestico era facile che questo si rivolgesse al primo centro recupero amici a 4 zampe della città;

Le mamme degli anni’70/’80 sembravano immuni dalle catastrofi casalinghe dovute al soffio delle candeline annuali dei propri figli e silenti riordinavano ciò che era stato sconquassato (oddio, ogni tanto il ceffone di tendenza della vecchia generazione genitoriale partiva però non era ancora oggetto di condanne penali; ci stava. Eccome se ci stava)

Poi il tempo passò, le case si fecero sempre più piccole, le esigenze mondane sempre più grandi e arrivarono loro: i gonfiabili.

Per molte mamme (me compresa) sono la mano che ti viene tesa mentre stai per annegare, l’eliambulanza mentre sei attaccata con il dito indice all’orlo del precipizio con il resto del corpo sospeso nel vuoto.

Al pensiero di organizzare il compleanno di mia figlia in casa mi si rizzano anche i bulbi piliferi. Senza contare che la cara dolce bambina nasce con il talento della PR e che quando nasa l’odore della sua data di nascita avvicinarsi, parte con un tam tam mediatico sorprendente in cui sarebbe capace anche di invitare il sindaco e tutta la giunta.

Perciò gonfiabili, sempre. E comunque.

Anche se ti trovi in mezzo a un mini inferno dantesco dove i peccatori non sono alti più di un metro e mezzo, dove vivi uno stato confusionale per almeno tre ore e ti scopri una intrattenitrici di adulti e bambini che nemmeno Oprah Winfrey nei suoi salotti televisivi.

Dove alla fine dei giochi ti senti di avere attraversato il ciclone Katarina ma pur soddisfatta di vedere un sorriso paresico e ancora sdentatello di tua figlia che ti ringrazia in canottiera (ti chiedi poi dove abbia disseminato i vestiti) con un abbraccio sudato e i capelli che sembrano usciti da una centrifuga.

Tu ringrazi tutto questo e sei disposta a ripetere la giornata che ha messo a dura prova le tue energie e capacità cerebro lessicali, sei soddisfatta di esserti messa in gioco sfiorando la sfera del ridicolo buttandoti con entusiasmo giù per lo scivolo del vascello pirata sotto gli occhi divertiti di tua figlia e quelli compassionevoli dei suoi amici.

E te ne torni a casa carica come un asinello di Kabul di regali.

E tiri un sospiro di sollievo nel vedere casa tua intatta…

 

 

 

 

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Deborah Papisca

L'avvento dell'era dei blog e dei forum forgia la sua fortuna permettendole di realizzare il sogno di una vita: vedersi pubblicare un romanzo. 'Di materno avevo solo il latte' è uscito il 10 maggio 2011 e sembra avere valicato i confini delle sue aspettative oltre ad averla finalmente conclamata scrittrice ufficiale. Continua a leggere

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