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Come spiegare ai bambini la realtà delle famiglie gay

 

Jerry Mahoney è un papà  blogger che racconta della sua vita casalinga, dei suoi gemellini, Bennett e Sutton di 3 anni e del suo compagno Drew, altro papà  della famiglia. Jerry e Drew sono due papà  gay che dopo lungo parlare e valutare i pro e i contro, hanno deciso di compiere un passo verso la genitorialità , hanno deciso di avere figli. Ovviamente hanno dovuto far ricorso ad una donatrice di ovuli e madre surrogata, che nel loro caso è stata Susie, sorella di Drew.

Susie ha regalato alla coppia, due bellissimi gemelli, un bimbo e una bimba e a sua volta, due anni dopo, nonostante i medici le avessero detto che per varie complicazioni le possibilità  di poter avere altri figli erano quasi nulle, ecco che anche lei ha dato alla luce una nuova bambina.

àˆ una famiglia particolare, con due papà , una mamma/zia e tre cugini/fratelli, ma oltre a queste caratteristiche che la differenziano dalle consuete e tradizionali famiglie, personalmente non vedo null’altro di diverso: c’è amore, c’è dono gratuito, supporto, educazione, bambini urlanti e felici, litigate e pianti, spese da fare e bollette da pagare, orari scolastici e lavoro da conciliare.. the new normal, insomma.

Jerry, in una recente intervista, ha dato qualche consiglio a quei genitori che si trovano a dover rispondere a domande legittime, da parte dei figli a proposito di famiglie gay:

 

1. Usa la parola Gay. Spesso si è così preoccupati di usarla con un’accezione negativa, che non la si usa per niente, dimenticando però che gay è una parola che di per sé non implica un giudizio morale buono o cattivo, ma è solo una parola che descrive una condizione, una scelta…come eterosessuale, nulla di più.

Usarla propriamente e con naturalezza, serve a toglierne quella stigma che ogni tanto grava su di essa. Non farne un dramma: se lo zio Max è gay, ditelo semplicemente.

2. Non fingere che la maggior parte del mondo sia gay, perché non è così. Ponderare le parole ha molta importanza: “Molte famiglie hanno una mamma e un papà , ma alcune hanno due papà  o due mamme”, è il modo migliore per presentare la realtà , senza dare un giudizio morale su di essa.

3. Non entrare troppo nello specifico. Alla domanda di tuo figlio “Perché quel bambino ha due papà ?” non pensare di dover metterti a spiegare le dinamiche sessuali di una coppia gay, non è quello che tuo figlio ti sta chiedendo. Domanda semplice = risposta semplice: “Perché quei due papà  sono innamorati” o ” Ci sono uomini che amano altri uomini invece che donne”. La maggior parte delle volte un bambino è abbastanza soddisfatto di ricevere una risposta diretta di questo genere: lasciate che si approfondiscano altre dinamiche quando avrà  un’età  più matura per comprendere.

4. Non proiettare la tua risposta su di loro. Non dire, per esempio: “Un giorno anche tu potresti essere gay”. I bambini sono ancora emotivamente (e fisicamente) immaturi e metterli al centro della questione potrebbe solo confonderli. Avranno tutto il tempo per crescere e far evolvere la loro personalità  e i loro sentimenti in una direzione o in un’altra.

5. Parla sempre con i tuoi figli. La realtà , il cinema… sempre di più i bambini avranno modo di incontrare nella loro vita queste famiglie “alternative”: alle loro legittime domande rispondete sempre, non cambiate argomento, non mentite e non fatevi vedere imbarazzati perché non c’è nulla di imbarazzante, morboso o criminoso l’avere due papà  o due mamme.

Famiglie gay, famiglie con un genitore single, famiglie adottive, non ha importanza: la famiglia è un luogo fatto da persone che si amano e vivono, crescono, evolvono insieme e spiegare ai bambini che l’essere un po’ diversi gli uni dagli altri è un pregio, è forse la cosa più bella.

Personalmente, se dovessi trovarmi nella situazione in cui uno dei miei figli chiede spiegazioni a riguardo, penso che seguirei queste indicazioni, anche perché rispecchiano ciò che io e l’ingegner Brambilla pensiamo.
Voi come procedereste nella medesima situazione?

 

 

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Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

2 Commenti

  1. perfettamente d’accordo: la normalità  ha molte sfaccettature e l’amore tra persone dello stesso sesso non è che una di queste

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