Educare

Come educate vostro figlio!?

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Il parco giochi è un ottimo terreno di studio delle varie tipologie di genitori e delle loro tecniche per educare (o diseducare) i propri figli.
A me è capitato per esempio di osservare la categoria delle “mamme iperattive“, suddivisa in due subcategorie:
a. quelle che partecipano entusiasticamente alle attività  dei figli, arrampicandosi come scimmie artritiche sui giochi del parco;
b. quelle che inorridiscono appena i pargoli mettono piede sul primo gradino dello scivolo, certe che stiano per rompersi l’osso del collo;
Poi ci sono quelle che hanno la reattività  di un lampione fulminato, quelle che si trovano con figli più per una svista che per un atto di volontà , dette “mamme a loro insaputa“. Tipo quella che ho avuto la sventura di incontrare qualche giorno fa.

Al parchetto dietro casa, Matteo e Davide giocano con altri bambini del vicinato, mentre noi mamme siamo sedute sulle panchine poco lontano.
Ad un certo punto un bambino poco più grande di Matteo comincia a lanciare sassi e sabbia dalla cima dello scivolo a tutti i bambini che sono lì sotto.
Ovviamente la cosa non viene apprezzata da nessuno dei malcapitati che non lesinano urla e proteste dirette allo sciagurato.
La scena si svolge così rapidamente che non faccio a tempo ad intervenire prima dell’impatto: un sasso colpisce in testa Matteo che ovviamente comincia a piangere per il male.
La mia prima mossa sarebbe stata quella di abbattere il cecchino sullo scivolo con un bazooka, ma essendo sprovvista in quel momento di tale armamentario, passo alla mossa numero due.
Urlo al mostriciattolo di smetterla immediatamente, mentre consolo Matteo e la sua testa ammaccata.
Il vigliacco minorenne e minorato (scusate, ma quando ci vuole ci vuole) mi ride in faccia, dicendomi che lui fa ciò che gli pare.
Mossa numero tre, mi giro alla ricerca della colpevole che ha messo al mondo e cresciuto quello sciagurato e per qualche secondo rimango basita.
Non so voi, ma io mi aspetterei di veder scattare in piedi una donna mortificata/arrabbiata che interviene per riparare ai danni fatti dalle sue discutibili capacità  di educatrice di topi ballerini.
E invece no, nessuno si muove. Un paio di mamme guardano la scena interdette mentre una terza ridacchia visibilmente imbarazzata. Ahi, ahi, penso…beccata!
«Scusa…è tuo figlio? Potresti dirgli di smetterla di lanciare sassi? Ha fatto male al mio e può diventare pericoloso come gioco…».
Ecco, questa è una “mamma a sua insaputa”, una di quelle che era passata all’ospedale per un’unghia incarnita e …toh, ha fatto anche un figlio!

Non aspetto la reazione della “mamma a sua insaputa” e mi rivolgo con voce ferma, dura e chiaramente irritata al moccioso di lei intimandogli che se non la smette lo faccio smettere io.
Lui che fa? Smette. Chiede scusa e si sposta a giocare altrove.
Mi giro verso la madre e lei mi guarda con occhi sgranati ed esclama: «Ma come hai fatto?! Tu sì che hai un pugno di ferro, a me non da mai retta, ahahahah”» e conclude con una risatina imbarazzata e scema.
“Rimbambita che non sei altro”, le avrei voluto urlare “Non sono io ad avere un pugno di ferro…sei tu che ce l’hai di burro e marmellata! Mai pensato ad allevare cincillà  invece che figli?”, ma lascio perdere, quello che vedo mi fa pena.

Ora, badate bene, non sto dicendo di essere una madre perfetta, anzi, spesso devo essere un soggetto piuttosto pittoresco da osservare però a tutto c’è un limite.
Ho come l’impressione che certi genitori non abbiamo mai afferrato l’idea che per allevare figli ci vuole un certo grado di autorevolezza e consapevolezza,ma soprattutto responsabilità . Poi ci si stupisce se il mondo è pieno di rimbambiti, criminali, inaffidabili deficienti che rendono la vita degli altri un inferno.
Quando educhiamo i nostri figli cerchiamo di pensare che staranno con noi per un breve periodo, ma con il resto del mondo una vita intera!

Cosa ne pensate?

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Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

11 Commenti

  1. Ma sai che fatica essere autorevoli e dire di no ad un figlio?
    Insomma uno è stanco dopo una giornata passata al lavoro, o a sistemare casa, o a stare tutto il giorno con il/i figlio/i.
    Sarà  che ormai a forza di dire di no, di sgridare e mettere in punizione a volte mi do fastidio da sola…però continuo…e finalmente allo scoccare dei 3 anni del figlio più grande inizio a vedere i risultati….educazione, rispetto e gentilezza.
    Spesso ti viene da mollare perchè ti sfiniscono…ma adesso che vedo il mio ometto che mi rimprovera se non rispetto una regola mi ride il cuore.

    1. No, non è facile per niente cara Laura e lo so bene anche io con due figli di cui uno tendenzialmente “teppista”. Pero` non riesco a trovare nessuna scusa di fronte ad una mamma che ride guardando il proprio figlio che fa del male ad altri bambini e che ripreso da un altro adulto, gli ride in faccia.
      Io ho difeso mio figlio e gli ho anche insegnato come ci si deve comportare nei confronti di bulletti che un giorno potrebbero fare molto più che lasciar cadere delle pietre.
      E` difficile soprattutto quando siamo stanche, frustrate, quando ci sentiamo abbandonate e disperate, quando siamo depresse… pero` è proprio quello il momento in cui si deve mettere da parte il nostro concentrarci solo su noi stesse e i nostri pensieri e in cui si deve cominciare a prendersi cura di piccole creature che hanno bisogno di noi per essere guidate nel mondo.

      1. Scusami, il mio era un tono “totalmente ironico”.
        Ti do pienamente ragione e approvo la tua reazione. Io non accetto assolutamente il “bullismo” di certi bimbi e soprattutto il menefreghismo dei genitori.
        Scusa se non mi sono spiegata bene nel precedente commento.

        1. Oh no no cara Laura, avevo assolutamente capito!!! 😀 Ragionavo in generale sulla questione ma avevo afferrato il senso del tuo commento 😉

  2. Per me la scoperta e’ stata ancora piu’ sconvolgente
    Ho scoperto infatti che i cosiddetti valori universali
    Non sono cosi’ universali.
    Ho sentito genitori istigare i figli a non rispettare la fila
    O a spingere mia figlia (molto piu’ piccola) perche’ bisogna essere svegli
    Purtroppo si educa con quello che si E’
    Non tutti gli adulti sono buoni modelli in un momento di stanchezza
    Alcuni sono cosi’
    E non possono insegnare altro.
    E’ triste ma credo di poter dire che c’e’ spesso anche questa opzione agghiacciante.
    Che dite? Li ho incontrati solo io?

  3. “Quando educhiamo i nostri figli cerchiamo di pensare che staranno con noi per un breve periodo, ma con il resto del mondo una vita intera!”
    Mai breve abbastanza… per non parlare delle mogli 🙁

    1. Tu stasera torni a casa e la moglie non la trovi, ma trovi i figli, la cena da cucinare, i compiti da far fare… ci si vede nella prossima vita. 😛

      1. ing. Brambilla le faccio i miei più vivi complimenti per il suo coraggio a mettere piede in questo campo minato. Uomini impavidi così non si incontrano mica tutti i giorni 😀

  4. Io un genitore come quello che ride vedendo il figlio che fa del male agli altri e non interviene l’ho incontrato. Peccato che quando sono intervenuta per fermare il suo frugoletto mi ha aggredita a urla venendomi incontro e dicendomi che come educa suo figlio sono solo affari suoi. Ho fatto presente al papà  in questione che mia figlia aveva un bel morso sulla guancia mi ha consigliato di essere io a migliorare come genitore perchè avrei dovuto insegnarle come difendersi (da un bimbo di quattro anni)…sigh!

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