Salute

Come affrontare il moncone ombelicale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tra le cose meno amabili nella gestione di un neonato credo che la pole position se la meriti la cura del moncone ombelicale. E già  solo a sentire la parola “moncone”, mi verrebbe da pensare al titolo di un film splatter di terza mano: “Il moncone”.  Nei peggiori cinemi.

Sì, fa una certa impressione.

Per fortuna sono riuscita a scongiurare questo piccolo capitolo della mia fase di mamma in erba grazie ad una puntata di Sex and the city in cui Miranda alle prese con il moncone ombelicale del suo bambino si accorge d’un tratto che si è cicatrizzato staccandosi definitivamente dal pancino di Brady, peccato che cadendo a terra sia stato catturato dal gatto di casa che credendo fosse un topolino comincia a giocherellarci sotto lo sguardo sbigottito della rossa protagonista.

Grazie al mio telefilm preferito sono riuscita ad alleggerire la mansione coatta da piccola infermiera e a curare con un certo savoir faire l’ombelico di Camilla.

Che per fortuna non è caduto per terra perché avendo un cane insaziabile che si aggira per casa non oso immaginare a cosa avrei potuto assistere. Altro che il gatto di Miranda, insomma.

Cara la mia mammina bella, prima di dispensarti qualche dritta utile per affrontare degnamente e dignitosamente la cura dell’ombelico di tuo figlio è bene che tu sappia che:

 

  • Non è pericoloso toccare il moncone ombelicale. Fa solo un tantino senso ma, suvvia, a noi donne quando diventiamo mamme  viene un pelo sullo stomaco che King Kong a confronto sembra  glabro;
  • Il cordone ombelicale è il collegamento basilare tra mamma e bimbo, è la “cannuccia” da cui il bimbo trae nutrimento durante la sua pacifica vita intrauterina;
  • Alla nascita viene reciso o per mano tremolante e incredula del papà  oppure se il papà  è già  steso duro come un batocchio sul pavimento della sala parto ci pensa la mano esperta dell’ostetrica e/o del ginecologo;
  • Del cordone reciso non resta che un corto moncone di circa 3-5 cm;
  • Il moncone gradualmente si essicherà  assumendo un colorito nerastro;
  • La sua caduta avviene in un arco di tempo compreso tra i 7/10 giorni;

 

Come disinfettare il moncone ombelicale:

 

1)     Puliscilo 4-5 volte al giorno con garza sterile;

2)     Coprilo con garza sterile asciutta e fissa la garza con una rete elastica;

3)     Non coprire il moncone con il pannolino, piuttosto piega la parte anteriore dell’assorbente in modo che la ferita possa “respirare”, il pannolino di plastica impedisce di smaltire l’umidità  e in particolare stai attenta se hai un maschietto perché lo bagnerebbe con la pipì;

 

E se il moncone

 

–        al 30° giorno ancora è ben saldo nel pancino;

–        la pelle circostante è arrossata e presenta del pus;

–        dalla ferita esce quantità  significativa di sangue;

 

Non farti prendere dal panico e dalla clinicizzazione ossessivo-compulsiva ma chiama con il massimo auto controllo il tuo medico pediatra”

 

Fonte: Figli felici – dicembre 2011

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Deborah Papisca

L'avvento dell'era dei blog e dei forum forgia la sua fortuna permettendole di realizzare il sogno di una vita: vedersi pubblicare un romanzo. 'Di materno avevo solo il latte' è uscito il 10 maggio 2011 e sembra avere valicato i confini delle sue aspettative oltre ad averla finalmente conclamata scrittrice ufficiale. Continua a leggere

2 Commenti

  1. E’ una delle cose che dovrò affrontare anche io come papà  che contribuisce al cambio ed alla pulizia della sua patatina che vedrà  la luce a Febbraio 2012.Con Alessandro, è stato diverso perchè è nato dal parto cesareo ed è rimasto in ospedale qualche giorno prima di venire a casa. Quando è tornato a casa era già  tutto a posto. Per quanto riguarda il taglio del cordone ombelicale….non penso di aver il coraggio di distogliere lo sguardo dal volto di mia moglie, ma vedrò al momento!!Grazie per questa guida… sicuramente sarò impacciatissimo!!!

  2. A Miranda il moncone se non sbaglio è caduto intorno al quarto giorno. noi siamo venuta a casa due giorni dopo il parto ma purtroppo una delle cosa che mai, e dico mai, sono riuscita a fare durante i primi attimi di vita della mia piccolina.
    All’ospedale, dopo averci spiegato come attaccare la bambina, cambiare il pannolo, come farle fare il ruttino e cosa fare in caso di coliche, dissero a me e a mio marito la procedura per il moncone… Non avevo fatto una piega e avevo solamente ringraziato i medici… ma quando tornammo a casa e provai a pulire il moncone… Non ci sono riuscita!
    E’ una cosa che mai mi sono perdonata ma ho voluto evitare di vomitare.
    Così, dei cambi delle garzine si occupava mio marito… E penso che sarà  la stessa cosa con Melissa!

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