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Candid camera: quando i figli vogliono indossare abiti del sesso opposto

What would you do“ (Cosa faresti, ndr) è un programma simile a Candid Camera: vengono proposte situazioni artificiali in un certo contesto sociale, mentre telecamere nascoste catturano le reazioni (o la mancanza di esse) della gente comune.

 

Nella puntata che vi riporto la questione che viene proposta è quella di una mamma (attrice) che porta il figlio di 7 anni (anch’egli attore) in un negozio tutto dedicato ad Halloween per acquistare un costume.

Ci si aspetterebbe che il bambino scelga costumi “maschili” come un supereroe o un poliziotto…invece il bambino si fissa con un abito da Pincipessa Disney.
La madre, sconcertata e alquanto preoccupata, cerca di convincere il figlio che non è appropriato indossare un costume da femmina.
L’esca è lanciata e dopo poco alcune mamme abboccano e si inseriscono nella discussione tra i due attori.
Le mamme che intervengono si mostrano concordi con la madre-attrice nel constatare che la bizzarra richiesta del bambino non deve essere assecondata: potrebbe essere una fase ma anche no, quindi è meglio fermarlo ora.

Una delle mamme (quelle vere), a cui è stato mostrato che si trattava di una Candid cCmera, ha specificato che se la propria figlia volesse vestire come Spiderman non ci sarebbe lo stesso problema: prima di tutto, spiega, esistono già  costumi maschili adattati per le bambine e secondo, una bambina che veste da maschio non rischia di ricevere giudizi spietati da parte dei compagni come invece capiterebbe ad un bambino vestito da femmina.

 

Il programma allora ripropone la stessa scena ma questa volta la mamma attrice si presenta con una figlia di 9 anni, decisa ad indossare un costume da Spiderman perché è cool.

Di nuovo, le mamme vere del negozio appoggiano il disappunto e la preoccupazione della mamma attrice, sostenendo che una bambina non deve vestire abiti da maschio.

Una mamma si dimostra molto ben disposta a fornire un consulto psicopedagogico non richiesto: si informa se sia la prima volta che capita un episodio del genere, perché se così fosse allora sarebbe bene fermare subito questa tendenza prima che sia troppo tardi.

 

Le posizioni sono piuttosto chiare fino a questo punto. Ma al termine delle registrazioni, ecco quello che si potrebbe definire il classico “colpo di scena”.

Una giovane donna, Sally, viene coinvolta nella “tragedia famigliare”: al contrario delle altre mamme, trova che la scelta della bambina verso il costume di Spiderman, non sia nulla di tremenda, anzi, a suo dire “dimostra solo che la bambina vede se’ stessa come una persona forte e coraggiosa, sentimenti da incoraggiare“.

La madre-attrice fa capire che invece la situazione la preoccupa molto e che vuole (testuali parole)”estirpare la cosa alla radice“.

Sally, a questo punto, viene lasciata sola per un po’ con la bambina-attrice, che candidamente le chiede se quello che sta facendo è così brutto.
Sally le rivolge parole di conforto e di incoraggiamento,

«Non devi avere paura che le persone non ti accettino: se sei forte, sei sicura di ciò che sei e di quello che vuoi, la gente ti rispetterà »

«Si, ma cosa succede se lei (mia madre, ndr) non cambia idea?”

«Ci sono tante ragazze come te la fuori…Lei è solo preoccupata che non valorizzi a sufficienza la tua bellezza».

 

Il presentatore della Candid Camera a questo punto si palesa a Sally, definita come una giovane donna forte e incredibilmente compassionevole.

Alla domanda del conduttore “Perché non hai reagito come gli altri”, Sally risponde:
«àˆ bene che la gente sia di mentalità  più aperta…ho visto come lei (la madre) si preoccupava che la figlia fosse gay, anche se non ha mai usato quella parola.» Poi, Sally conclude « Ci sono un sacco di persone che voltano le spalle ai propri figli per via del loro orientamento sessuale, nonostante siano appunto loro figli…e questa cosa mi spezza il cuore».

 

Come reagireste voi in una situazione simile?

 

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Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

3 Commenti

  1. I miei primi due costumi di carnevale sono stati un adorabile pierrot e un cinesino.
    E di certo non è stato visto nulla di male in ciò. Sono stata anche Lucrezia Borgia (!!!!) e una fatina, ma alla tenera età  di 10 o 11 anni ho detto basta perchè odiavo cordialmente il carnevale.
    Francamente se un bimbo o una bimba volessero vestirsi rispettivamente da principessa o da spider man non ci vedrei assolutamente nulla di male.
    Per tutte le elementari io ho sempre voluto impersonare maschi, nei piccoli giochi di ruolo che facevamo con le amiche. Certo, non sono una persona molto femminile, ho sempre amato più le macchinine ed i robot anzichè le bambole, ma questo non mi ha trasformato in una “lella”.
    Per cui personalmente non ci avrei visto proprio nulla di male.
    Mi è tornata in mente anche la foto del progetto “humans of NY” di Brandon Stanton dove c’è una mamma newyorkese sol suo bimbo e il commento della donna alle ali da fatina che indossa quest’ultimo è “He wanted to be a princess, and I thought it was a little early to be imposing gender.”

    https://fbcdn-sphotos-f-a.akamaihd.net/hphotos-ak-snc7/394213_367377660003007_125063895_n.jpg

  2. Anche io la vedo prevalentemente come voi. Mi sorgono comunque altre domande, considerando che generalmente una bimba vestita da zorro viene “vista” diversamente da un bambino vestito da Cenerentola.
    Come genitore ho sempre pensato che mio figlio potrà  esprimere la propria sessualità  senza problemi ed in base ai propri desideri. Nel caso volesse indossare un vestito da principessa mi preoccuperei solo di come riuscire a salvaguardarlo dei commenti da parte dei propri compagni di gioco. I bambini possono essere molto più crudeli degli adulti e le prese di giro sarebbero sicuramente dirompenti, pertanto quali strumenti posso io genitore offrire lui per affrontare giudizi esterni alla famiglia?

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