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Bimbi abbronzati? Sì, ma con cura

crema humana

Vivendo in una città  di mare è inevitabile che io non appena posso mi lanci come un missile con reattori fumanti in spiaggia.
Mi piace il mare, adoro il suo profumo, il suo rumore, l’odore delle creme solari  che si miscelano con il caldo e il sole che va a tuffarsi nel colore sgargiante degli ombrelloni. E poi anche la sabbia incandescente che ti spinge a saltare come una cavalletta per evitare di tornartene a casa con le piante dei piedi pronte a grigliare una fiorentina.
Sì, anche quella mi piace.
Odio invece starmene come una lucertola sotto il solleone immobile aspettando che i raggi UVB facciano il loro dovere e trasformare la mia carnagione in quella di Naomi Campbell.
Un precedente di quando ero ragazzina mi ha dato una bella lezione. Ero stesa sul lettino assieme a un’amica e impanate con una crema idratante.
Sì, avete letto bene.
Idratante.
Senza alcuna protezione.
A mezzogiorno.
Roba che tutti i dermatologi del mondo avrebbero preteso il nostro scalpo.
Succede che il caldo ingestibile e la nostra stoltezza ci adagiano in un sonno profondo per risvegliarci dopo un’ora abbondante.
E una volta che ci siamo rese conto di essere un caso da ricovero grandi ustionati abbiamo pianto lacrime di dolore cercando di ritornare a casa con una certa dignità  prima di venire cazziate dai rispettivi genitori.
Non ho dormito per almeno 5 giorni interi con mia madre che mi ha mummificata con  impacchi di camomilla  non risparmiandosi commenti del tipo: «ma potrò avere una figlia più cretina?!»
Da quella volta mi sono resa conto di quanto sia importante usare creme protettive e non affidarsi a semplici creme che promettono una maxi abbronzatura malgrado si usino giusto per idratare la pelle.
Con mia figlia sono ligia alla protezione della sua epidermide che è candida come la neve e che ricopro di unguenti super protettivi. Alla fine dell’estate ha una abbronzatura dorata molto bella e uniforme che va a risaltare i suoi occhioni grigio verdi e le piccole lentiggini che le decorano il nasino.
Giusto per sfatare il “mito” che se si usa una protezione 50 il sole ci discrimina.

In ogni caso 3 sono le regole fondamentali per vivere serenamente in spiaggia e sotto il sole senza il rischio di chiamare il 118 per i vostri bambini e voi cari mamma e papà  finire sotto il mirino del telefono azzurro:

1.    fate attenzione all’orario di esposizione (preferite le ore che vanno dalle 8 alle 10 del mattino e dalle 18 in poi);
2.    non esponete i neonati al sole ma proteggeteli con indumenti traspiranti e tenetegli sempre un cappellino in testa;
3.    usate creme ad alta protezione anche quando il sole è coperto dalle nuvole. Serviranno a proteggere la pelle dei vostri bambini dai raggi dannosi. Humana ha ideato una linea di creme solari, Solari Humana Baby, per vivere il mare in totale sicurezza.

Post sponsorizzato da Solari Humana Baby
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Deborah Papisca

L'avvento dell'era dei blog e dei forum forgia la sua fortuna permettendole di realizzare il sogno di una vita: vedersi pubblicare un romanzo. 'Di materno avevo solo il latte' è uscito il 10 maggio 2011 e sembra avere valicato i confini delle sue aspettative oltre ad averla finalmente conclamata scrittrice ufficiale. Continua a leggere

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