Cronache Americane

Bambini annoiati, che male c’è?

bambini-tempo-liberoLamentarsi del tempo che passa troppo velocemente o che non passa mai è lo sport nazionale, anzi internazionale.
Mi basta leggere i commenti su facebook per avere un quadro chiaro della situazione: domenica sera e lunedì mattina sono di solito i giorni in cui i brontolii raggiungono un picco di acidume e intolleranza epocali. Il clima si rasserena il venerdì sera al pensiero che una settimana di fatiche è terminata, ma si tratta di schiarite di breve durata, giusto il weekend.

Insomma, un continuo lagnarsi, protestare, sentirsi depressi per il tempo che scorre in maniera non consona ai nostri desideri.
Confesso che anche io, in passato, mi sono unita al coro protestando sul fatto che tutto scorreva troppo rapidamente per i miei gusti.
Poi un giorno ho smesso.
Quello che è successo è che mi sono resa conto di quanto fosse inutile questo atteggiamento e anzi, quello che ne ricevevo era ancora più scontento dettato dalla frustrazione di non poter cambiare la situazione.
Nessuno ha controllo sullo scorrere delle lancette dell’orologio ma nonostante ciò assomigli più alla scoperta dell’acqua calda che a qualche illuminazione scientifica, c’è molta gente che si affanna ogni giorno in questo futile inseguimento.

Il non accettare ciò che non si può cambiare è fonte di profonda infelicità . Trarre il meglio dalla situazione che si vive è invece un modo furbo per vivere serenamente.

Vedo un atteggiamento simile anche nei bambini sempre strapieni di impegni, corsi e lezioni incastrati come in una frenetica partita di tetris.
Mi si dirà  che sono i bambini che chiedono di frequentare quel corso o di fare quello sport. àˆ vero, ma solo in parte. Il confine tra ciò che vuole il bambino e quello che lo spinge a fare il genitore è piuttosto labile.

Aspettare Matteo che esce da scuola mi da la possibilità  di studiare il comportamento della “mamma americana tipo” nei confronti del tempo libero del proprio pargolo.
Le vedi riunite in gruppetti, con le teste chine sui loro iPhone mentre digitano, leggono, si scambiano commenti e suggerimenti:
«Ma secondo te se parto tra dieci minuti da qui, faccio in tempo a portare B. al corso di pittura paesaggistica? No, perché se fa la lezione poi mi salta il saggio di danz,  però se la porto a danza poi rischio di arrivare tardi alla lezione di Taekwondo, che casino! Povera me…e i compiti quando li fa??»

Non c’è un minuto della giornata e un giorno della settimana che non sia rigidamente strutturato per permettere ai figli di seguire più attività  possibili, per divertirsi, fare sport, vivere esperienze interattive.
La parola d’ordine è “Non lasciarli annoiare”!
Perché un bambino che non sa cosa fare è una tragedia per un genitore che deve inventarsi qualcosa per intrattenerlo.

Un giorno The Queen Mom (ve la ricordate?) mi ha chiesto a quali attività  ricreative avevo iscritto Matteo. Ho candidamente risposto che di tanto in tanto va al parco giochi con gli amici o in piscina o a fare un giro in bici con me e Davidino.
Per una manciata di secondi The Queen Mom mi ha fissata a bocca aperta come se lo shock della mia risposta fosse un boccone troppo grande da ingoiare.
Fighettina Mom (sempre di verde smeraldo vestita) era a distanza d’orecchio e non ha potuto trattenersi dal commentare: «Ma come?? Non fa sport, musica, arte…niente?? E se non lo puoi portare fuori, cosa fa in casa tutto il giorno? Cosa fai tu??»

Mi hanno fatto tenerezza, lo confesso. Per soli 4 secondi, poi una specie di fastidio rabbioso ha cominciato a mordermi le budella ma mi sono trattenuta.
Invece di dirle quello che penso veramente dell’ “organizzare il tempo libero a tempo pieno“ (motto milanese, a dirla tutta) le ho semplicemente risposto: «Beh, i miei figli giocano insieme, un po’ gioco io con loro e poi…li lascio annoiare».

Ebbene sì, li lascio annoiare, perché ritengo che i momenti di noia siano importanti: senza un’attività  organizzata dall’esterno il bambino è “costretto” ad inventarsi qualcosa per passare il tempo.
La noia stessa è un’attività  mentale, una sorta di esercizio per dare il via all’autointrattenimento.
Ovviamente entro certi limiti: ci sono giorni che, presa da mille cose da fare o dalla stanchezza, effettivamente li ignoro quando invece potrei passare più tempo con loro. Il risultato è che la noia, in quel caso, li trasforma in due arpie.
Come genitore cerco di evitare questi “scivoloni” e al contempo tento di insegnare loro che c’è una parte della giornata che va assaporata anche con un sano “dolce far nulla”.

Non è facile se si è bambini pieni di energie e quindi penso che la cosa migliore sia il creare una routine equilibrata, fatta di gioco, divertimento, impegno, riposo e sì, anche di noia.
Ma le mamme americane della scuola di Matteo non la pensano come me, o almeno non tutte.
Mentre sono prese ad incastrare i figli tra un violino e un pallone da football, io mi godo il cielo blu, pensando al pomeriggio fatto di compitini e giochi al parco dietro casa.

E voi come vedete la questione tempo libero/noia?

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Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

7 Commenti

  1. Ricordo ancora il tempo dell’infanzia, quello infinito, lentissimo, enorme.
    Ricordo i pomeriggi a casa di una tata-meglio-perderla-che-trovarla nei quali o eravamo costretti davanti alla tv (e sì, incredibile, ci annoiavamo!) o relegati sul balcone. Proprio lì abbiamo iniziato, per vincere il mostro Noia, a giocare con le mollette. Io e mio fratello inventavamo astronavi, battaglie galattiche e il tempo riprendeva a scorrere.
    Per dire che hai ragione, la noia può essere una risorsa ed uno stimolo, ma a volte mi chiedo se a furia di videogiochi e televisione, connessione costante e iper realtà , la fantasia dei piccoli non si stia atrofizzando…spero proprio di no!

    1. è chiaro che la questione si dovrebbe tenere in considerazione sempre dal punto di vista del “limite a tutto”. Dedicarsi ai momenti di noia ogni giorno e tutto il giorno è deleterio e porta l’individuo a fossilizzarsi sempre di più verso la chiusura mentale, la mancanza di stimoli e così via. Perciò è saggio stare nel mezzo ed evitare gli estremi: dal riempire la giornata del bambino di mille attività  a lasciarlo abbandonato a se stesso e alla tv…

      1. A noi capitava spesso, dato che lavoravano sia i genitori che i nonni, di restare “abbandonati a noi stessi”, ma devo dire che qualcosa ce lo si inventava sempre, dai giochi con le mollette, per l’appunto, al giornalino del paese “Roverano News” che mi inventai alle elementari…
        Credo che la ricchezza dei bambini sia proprio quella di essere una tabula rasa d’esperienze pratiche, a portata quindi di sogni e fantasia.

    2. Penso che il mondo che i nostri bambini vivono sia più veloce del nostro, come lo era il nostro comparato con quello dei nostri genitori e via dicendo.
      Il normale evolversi della realtà, insomma. Cio` nonostante ci sono cose come la fantasia, la capacità di giocare con nulla e la noia costruttiva che non dovrebbero mai passare di moda.

  2. quando esce dall’asilo Robi vuole andare a vedere il fiume e se ne sta lì, con la fronte appoggiata alla ringhiera, per una ventina di minuti a guardare l’acqua che scorre…. e il bello che non si annoia affatto. Se lo strappassi da lì per portarlo a lezione di violino o ad un allenamento di calcio, probabilmente piangerebbe. Alla facciaccia delle Madri smeraldina e reginetta 😀

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