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Afghanistan, attacco suicida: muoiono 4 giovani skateboader

Da sinistra a destra: Mohammad Eeza, Parwana, Khorshid, Nawab

 

Lo scorso 8 Settembre un attacco suicida rivendicato dai Talebani, ha fatto strage di civili davanti al quartier generale dell’ISAF, a Kabul, capitale dell’Afghanistan. Nessun membro della coalizione internazionale è stato colpito. A perdere la vita sono invece stati 6 ragazzi, 4 dei quali membri di una speciale scuola, la Skateistan, scuola in cui viene insegnato ad usare lo skateboard.

La Sketeistan è una scuola fondata dall’Australiano Oliver Percovich che nel 2007, in viaggio a Kabul, aveva scoperto la passione dei ragazzi e ragazze afgani per lo skateboarding e iniziando da semplici incontri spontanei, aveva dato il via a quello che nel 2009 sarebbe diventata una vera e propria istituzione, non governativa, apolitica, no profit” una scuola di skateboarding per giovani dai 5 ai 18 anni.

L’intento era quello di creare un ambiente sano che potesse accogliere i giovani che vivono in una terra martoriata da guerre, dove l’infanzia e l’adolescenza sono spesso messe a dura prova da una realtà  dura e crudele come quella dell’Afghanistan.

La scuola ha dal 2009 ad oggi racconto molto consenso, soprattutto tra le ragazze. Le giovani afgane, normalmente escluse da ogni sport, hanno qui potuto trovare un’opportunità  per vivere una vita più completa e serena.

 

Con l’attacco suicida-omicida dell’8 settembre però, sono scomparsi 4 di questi giovani skaters: Khorshid aveva 14 anni ed era una delle istruttrici della scuola, un esempio per 160 giovani iscritti. Con lei se ne è andata anche la sorella Parwana di 8, iscritta alla scuola da solo una settimana; Nawab, 17 anni, distintosi quest’anno in una competizione per la categoria dei ragazzi e Mohammad Eeza, 13 anni, uno dei primi studenti co-fondatori della scuola.

 

Secondo il New York Times i quattro ragazzi erano soliti frequentare la zona dopo la scuola o durante le vacanze, per vendere sciarpe e gomme da masticare e con i soldi ricavati, dare un supporto alle famiglie.

 

Nella rivendicazione i Talebani annunciano che l’intento era quello di colpire la sede CIA ma “come molti sanno nella zona colpita non esiste nessun edificio CIA”, questo è quello che afferma il capo del Distretto 10 della Polizia di Kabul, il quale aggiunge “I talebani avrebbero potuto colpire le sedi ONU, o il cancello che conduce al centro dell’ISAF, invece di uccidere 4 piccoli mendicanti…questo attacco dimostra la loro stupidità “.

 

Fonte: http://www.huffingtonpost.com/2012/09/19/afghanistan-suicide-attack-skateboarding_n_1893740.html?ncid=edlinkusaolp00000003

 

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Enrica Costa

Buona ascoltatrice, buona chiacchiera, buona forchetta...la cosa su cui ha qualcosa da dire è come fare la mamma italica in giro per il globo, mettendo a confronto la mentalità  italiana con quella di mamme provenienti da ogni parte del mondo: le mamme sono mamme a qualsiasi latitudine, cambiano solo le tecniche con cui affrontano le stesse problematiche. Il suo compito sarà  quello di presentarvi queste diverse strategie. Continua a leggere

2 Commenti

    1. Lo so, anche io mi sono profondamente commossa… i giovani sono il futuro “sano” del nostro mondo: farli crescere in posti sicuri, dare loro uno scopo, una passione da condividere, una sana competizione, dei valori… sono gli strumenti per renderli liberi, felici e esseri umani meravigliosi. Spero che questo fatto non porti la scuola a chiudere…

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